Inventario Corrispondenza fam. De Lutti - Riva del Garda

Il fondo dei carteggi de Lutti-Maffei, depositato presso la Biblioteca Civica di Riva del Garda, si compone di 1955 documenti di natura diversa, che si collocano in un arco cronologico che va dalla metà dell’Ottocento agli inizi del secolo scorso e più precisamente dal 1836 al 1912.

Si tratta nel complesso di una piccola porzione di un archivio originariamente più ampio, in parte andato perduto e in parte oggi collocato in altra sede, dove si trovano riunite sia le carte di famiglia che i documenti appartenuti ad Andrea Maffei. Qui sono conservate infatti le missive del letterato trentino che egli affida alle cure dell’allieva Francesca de Lutti, così come stabilito dal testamento del 10 luglio 1856. “Prego la Francesca di raccogliere le confuse mie carte e di gettarle al fuoco scegliendo da esse quelle lettere di uomini illustri che potessero interessarla”1. Le disposizioni testamentarie, con le quali Maffei assegna inoltre la propria cospicua raccolta d’arte alla famiglia de Lutti, alla quale era intimamente legato e di cui era stato per lungo tempo ospite, conferiscono al fondo la sua particolare fisionomia e lo rendono qualcosa di più di un semplice archivio: la testimonianza del vivace ambiente culturale che a metà Ottocento, grazie al prestigio del letterato, nasce e si sviluppa intorno al salotto de Lutti di Riva del Garda.

Non si conosce l’originaria consistenza dell’archivio nel quale confluiscono le carte di Andrea Maffei, tuttavia già negli anni successivi alla sua morte, avvenuta nel 1885, il nucleo documentario viene gradualmente manipolato e spogliato. Nel 1886 alcuni documenti - 54 lettere inviate al letterato trentino - vengono donati dalla famiglia alla Biblioteca Nazionale Braidense di Milano, dove sono tuttora conservati2, e in seguito altro prezioso materiale è perduto nel corso dei conflitti mondiali che interessano direttamente il territorio altogardesano. Il dottore rivano Vittorio Fiorio, testimone di quei concitati anni, scrive nel suo diario in data 14 dicembre 1915: “Dalla Casa Lutti [i soldati] devono aver asportati molti oggetti; nella villa a Campo Maggiore sono insediati i russi”3. In un secondo tempo - presumibilmente verso la metà del secolo scorso - l’archivio è oggetto di ulteriori spogliazioni: un buon numero di missive sono vendute sul mercato antiquario, come testimoniano le lettere di Andrea Maffei e della famiglia de Lutti acquistate di recente della Biblioteca Comunale di Trento4.

Risale a questo periodo un preliminare lavoro di riordino che, se da un lato conferisce al fondo una significativa purché parziale organizzazione, dall’altro produce un rimescolamento dei nuclei documentari originari. Particolare attenzione è data alle carte del letterato trentino e ai componimenti poetici, ai quali il catalogatore appone un numero progressivo di inventario, mentre i documenti della famiglia sono sommariamente riuniti e solo in alcuni casi suddivisi per soggetti. Ciò che ne risulta è un lavoro di catalogazione lacunoso che conferisce alla figura di Andrea Maffei un considerevole risalto, mettendo conseguentemente in secondo piano le vicende e il ruolo culturale dei de Lutti, principali produttori dell’archivio.

In questa veste il materiale, fino ad allora conservato nella villa de Lutti di Sant’Alessandro, è depositato nel novembre del 2011 presso la Biblioteca Civica di Riva del Garda5 e successivamente sottoposto al presente lavoro di riordino.

La natura dei materiali e i criteri d’ordinamento

Un archivio di persona è costituito dall’insieme della documentazione prodotta o ricevuta da un determinato soggetto nel corso della propria vita. Conterrà le lettere ricevute e le minute di quelle spedite, documenti di varia natura, appunti, note, componimenti poetici, ritagli di giornale: tutto ciò che l’individuo ha ritenuto opportuno preservare6. Nel caso del fondo de Lutti-Maffei il materiale conservato è limitato alle sole missive ricevute e ad alcuni componimenti poetici e testi teatrali in forma manoscritta, mentre mancano interamente le minute e altre tipologie documentarie, le quali, forse già in origine separate dai carteggi, sono ora andate perdute.

Sulla base di tali considerazioni si è proceduto al riordino del fondo. Fatto salvo per un esiguo numero di lettere indirizzate genericamente alla famiglia de Lutti, tutte le corrispondenze sono riconducibili a uno dei componenti familiari e ad Andrea Maffei, i quali figurano sia come destinatari sia come mittenti, grazie agli scambi epistolari interni alla famiglia e alla presenza nel fondo delle carte del letterato trentino, con il quale i de Lutti erano in costante contatto.

Nel lavoro di riordino si è deciso di procedere ad una ricostruzione storica dei nuclei originari dei vari archivi, tentando di ricomporre le carte nelle forme in cui si erano originariamente sedimentate. Un simile modus operandi ha portato alla ricomposizione dei carteggi personali dei singoli esponenti familiari: Alessandro, Clara, Francesca, Maria, Vincenzo, Vincenzo de Lutti senior e junior. Ai quali si aggiungono altri soggetti: Chiara e Maria Fiorio de Lutti, Andrea e Filippo Maffei e un non ben precisato Augusto. Sono presenti inoltre lettere indirizzate alla famiglia de Lutti, per le quali non è stato possibile identificare un singolo destinatario: in tal caso è stata prevista una specifica sezione.

All’interno di ogni singola corrispondenza si è provveduto alla ricostruzione dei fascicoli intestati ai vari mittenti, disposti in ordine alfabetico. All’interno dei fascicoli le lettere sono collocate secondo un criterio cronologico e le missive senza data sono poste in coda. L’intestazione dei fascicoli è costituita dal cognome e nome del mittente, talvolta solo dal cognome. In coda si trovano in singoli fascicoli le missive senza firma o con firma illeggibile, delle quali non è stato possibile identificare il mittente.

Nella sezione dedicata alla documentazione di vario genere sono collocati componimenti poetici, testi teatrali e lettere prive di mittente e destinatario. Sono raggruppati in un unico fascicolo i documenti riconducibili al medesimo produttore.

Le buste del fondo de Lutti-Maffei

La consistenza dei singoli nuclei epistolari e la diversa composizione di ciascuno di essi, se da un lato è determinata da circostante casuali – naturale dispersione, mancata o curata custodia delle carte – dall’altro riflette la personalità e la situazione di chi scrive, il suo ruolo all’interno del nucleo familiare e il rapporto con le istituzioni e la società in cui è inserito. Non meno rilevanti sono i criteri di conservazione individuati dai vari possessori del fondo che nel tempo hanno determinato e condizionato la fisionomia del materiale giunto fino a noi.

I carteggi più esigui che compongono l’archivio de Lutti-Maffei sono quelli dei membri acquisiti alla famiglia: Chiara e Maria Fiorio de Lutti, Filippo Maffei e Augusto. Per ogni destinatario si conta una sola lettera. Una presenza così effimera è giustificata in alcuni casi dalla marginalità dei soggetti rispetto al nucleo familiare e in altri da questioni di natura cronologica. Una selezione del materiale su base temporale - limitatamente alle missive della seconda metà dell’Ottocento - deve essere infatti stato uno dei criteri alla base della creazione del presente fondo, così come testimoniano le corrispondenze di Vincenzo senior (1788-1854), Alessandro (1876-1953) e Vincenzo junior, particolarmente esigue7. Un discorso analogo può essere fatto anche nei casi di soggetti produttori vissuti lungo tutto l’arco del secolo XIX, come ad esempio Clara de Lutti, della quale sono conservate solo le missive successive al 1850.

Di consistenza maggiore si presenta il carteggio di Maria de Lutti (1837-1860), con 6 corrispondenti per un toltale di 48 lettere, 42 delle quali provenienti da congiunti, a cui segue, ad un livello superiore, la corrispondenza di Vincenzo de Lutti (1832 - 1896): 140 lettere per 35 corrispondenti. Qui si ritrovano le carte di intellettuali e letterati - Eugenio Checchi (5), Tommaso Gar (2), Raffaello Barbiera (2), Giovanni Peruzzini (2) e Antonio Somma (2) - e politici del tempo - Oreste Baratieri (2), Giovanni Visconti Venosta (2).

La parte più cospicua dell’archivio è costituito dagli epistolari di Clara, Francesca de Lutti ed Andrea Maffei. Nei primi due casi il dato familiare risulta predominante rispetto al numero complessivo delle missive. Nella corrispondenza di Clara de Lutti (1800-1895) su 414 lettere, inviate da 27 corrispondenti, solo 71 provengono da figure estranee al proprio ambito domestico: 149 portano la firma dei figli (78 di Vincenzo e 71 di Francesca) e ben 193 sono di Andrea Maffei. Così accade anche per il carteggio di Francesca de Lutti (1837-1878), in assoluto il più consistente dell’archivio. Delle 623 missive 468 sono inviate da familiari e congiunti: la madre Clara (97), il fratello Vincenzo (91), il marito Giuseppe Alberti (4), la cognata Chiara Fiorio (1) e il maestro Andrea Maffei (273). Non mancano tuttavia scambi epistolari di carattere mondano e letterario con il mondo culturale contemporaneo. Nella corrispondenza di Francesca de Lutti si ritrovano lettere di nobildonne e letterate - Maria Florenzi Waddington (2), Giannina Milli (1), Bianca Rebizzo (1) - e intellettuali - Antonio Caccianiga (5), Eugenio Checchi (2).

Di respiro più ampio è il carteggio di Andrea Maffei (1798-1885). Su 557 lettere, inviate da 57 corrispondenti, le epistole a carattere familiare sono circoscritte a sole 47 missive della famiglia de Lutti - Clara (2), Francesca (44), Vincenzo (1) - e 24 dell’ex moglie Clara Maffei. Il resto dell’epistolario racchiude lettere di intellettuali e letterati - Eugenio Checchi (153), Felice Le Monnier (75), Antonio Gazzoletti (59), Giacomo Zanella (7) - scultori e pittori - Giovanni Strazza (2), Giovanni Maria Benzoni (1), Giulio Bergonzoli (1) - e politici a lui legati - Giovanni Cittadella (6), Cesare Rasponi (1).

Gennaio 2016

Stella Fava

1 L’ottocento di Andrea Maffei, Riva del Garda, Museo Civico di Riva del Garda, 1987, p. 141.

2 Cfr. L. Borrelli, Nuove acquisizioni della Biblioteca comunale di Trento. Carteggio Andrea Maffei, “Studi trentini di scienze storiche”, sez. I/4, a. 77 (1998), p. 441

3 G. Fait (a cura di), Vittorio Fiorio. Memorie della guerra mondiale dall’8 giugno 1914 al 20 giugno 1915, Il Sommolago, 2014 p. 386.

4 Presso la Biblioteca Comunale di Trento sono collocate 230 lettere. Per ulteriori dettagli si rimanda a Borrelli, Nuove acquisizioni cit.

5 Il materiale depositatoera suddiviso in 23 buste (busta 3, 4, 6, 7, 8, 9, 9b, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 23, 24, 25, 1 busta extra).

6 Cfr. G. Barrera, Gli archivi di persone, in Storia d’Italia del secolo ventesimo. Strumenti e fonti, a cura di C. Pavone, vol. III, Roma, 2006, p. 623.

7 2 mittenti per quanto riguarda la corrispondenza di Vincenzo de Lutti senior, per un totale di 2 lettere. Un solo corrispondente di Vincenzo de Lutti junior (1 lettera) a cui si aggiunge 1 lettera inviata al padre Vincenzo mentre nelle carte di Alessandro sono conservate 2 lettere inviate da 2 mittenti.

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Mercoledì, 15 Giugno 2016 - Ultima modifica: Giovedì, 25 Gennaio 2018

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