Visita guidata

La città, dominata dalle pareti rocciose del Monte Rocchetta (m 1575) si stende ad arco sul "Golfo di Riva" e, attorno al quadrilatero del caratteristico vecchio nucleo abitato, si è andata allargando la città nuova. La visita alla città può iniziare dalla suggestiva piazza Tre Novembre, in vista del lago piazza salotto di gusto veneto-lombardo, raccolta tra il lago e il colle di antichi cumoli di frana (marocche) dove si arrampica, grandemente pittoresca la vecchia città.

Collegato da portici quattrocenteschi con il palazzo Pretorio, sulla parte rivolta a lago sorge il palazzo Municipale, detto in passato " dei provveditori ", fatto erigere fra il 1475 e il 1482 da Francesco Tron, provveditore veneziano a Riva (lapide). Il cordoncino del marcapiano ripete il motivo del palazzo ducale di Venezia. Sotto gli ampi portici, sostenuti da una serie di colonnine interne, si possono ammirare alcune lapidi romane, medievali e moderne, fra cui l’ epigrafe, in ebraico, monumento funebre a Mesulam Cuzzer, morto nel 1541, unica testimonianza della colonia ebraica rivana presente fino al 1767. Alla comunità ebraica era legata l’attività della stamperia di Jacob Marcaria (1557 – 1563) unica stamperia ebraica nella penisola operante ai tempi del concilio.Unito al palazzo Municipale, è il palazzo Pretorio, eretto dagli Scaligeri nella seconda metà del secolo XIV.Attraverso l'antica Porta Bruciata, che si apre fra le due belle costruzioni, si può accedere alla piazza S. Rocco, che conserva l'aspetto rustico-signorile della vecchia Riva. Parte del palazzo medioevale, distrutto nella prima guerra mondiale, è stato ricostruito nel 1920 su progetto dell'architetto Giancarlo Maroni.

L'appellativo di bruciata dato alla porta-torre è forse di stimolo popolare Suo vero nome potrebbe essere quello di porta di castello perché poneva in comunicazione la piazza comunale con il borgo Castello dove sorgeva uno dei capisaldi del porto fortificato della città. Lo statuto rivano del 1274 nomina tre porte della cinta urbica: porta San Michele, porta del Brolo verso Brione e porta Montanara. Il cronista veneziano Marin Sanudo il giovane ricorda (1483) le tre porte: San Marco, San Michele e a de BruelloLa cinta urbica formava un quadrilatero difeso da fossati e da torri, tra il lago, il monte e la piana. Fu abbattuta nella seconda metà dello scorso secolo.

Da vedere la chiesetta dei SS. Rocco e Vigilio, eretta nel 1512 e distrutta, tranne l'abside, nelle operazioni belliche del 1915-18. Nella nicchia dell'altare marmoreo, statua di S. Rocco: nella cupola, affreschi, stucchi e putti. A sinistra, una lapide ricorda l'arciprete di Riva don Giuseppe Ciolli di Stenico, morto nel 1883. A lato della chiesetta, monumento bronzeo in memoria dei caduti (S. Zaniboni). Presso la " porta bruciata ", epigrafe scaligera del 1383 che ricorda la costruzione dell'acquedotto del castello essendo podestà il veronese Stefano de Picardi e governatore Antonio della Scala.

Dalla piazza si sale al pittoresco, antico rione detto Marocco costruito su cumuli di frana, dove ci sono ancora, incorporate nei fabbricati detti Palazzi, i resti di tre torri e quelli di solidissimi muri delle difese esterne della città medievale.

Contigua a piazza S. Rocco, è piazza Castello. La zona infatti, detta Castello, ospitò la prima fortezza di Riva sorta, pare, sull’ area di un castrum romano (castello vecchio).

A sud di piazza Tre Novembre si stende piazza Catena (passeggiata sul Lungolago), approdo dei battelli e aliscafi, dove fa capo la centrale idroelettrica Ponàle, costruita su progetto di Giancarlo Maroni, e nella quale precipitano arditamente dal sovrastante Monte Rocchetta, in tre colossali condotte forzate, le acque captate dal Lago di Ledro, che sfruttano un salto di 520 m.
I lavori dell'impianto furono iniziati nel 1925 e l'ultima volata di mine fu fatta esplodere, nella Valle di Ledro, da Gabriele D'Annunzio, il 18 marzo 1928.

Ritornando in piazza Tre Novembre, degna di nota, la torre Apponale, che è un po' il simbolo di Riva, alta m 34, eretta nel secolo Xlll a difesa del porto e sopraelevata nel 1555. Sulla sua vetta l'Anzolin, angioletto di latta che, fino alla soglia dei nostri giorni, era considerato il simbolo civico-patriottico di Riva.

I portici di fianco alla torre, prospettati sul lago, furono fatti, essendo signore di Riva Consignorio della Scala, nel 1375. Passando davanti alla torre, su d'un suggestivo lungolago (l'albergo al Sole, rinnovato in stile gardesano dall'architetto Maroni), si raggiunge piazza Battisti.

Giovedì, 28 Novembre 2013

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