Area ex Cattoi: un percorso lineare, trasparente e noto a tutti

In merito al comunicato stampa con cui il consigliere provinciale Claudio Civettini esprime dalle pagine dei quotidiani locali alcune critiche rispetto alla gestione, da parte dell’Amministrazione comunale di Riva del Garda, dei rapporti con la proprietà dell'area ex Cattoi in viale Rovereto, alcune precisazioni.

Prima di tutto preme affermare che non vi è, né vi è mai stata, alcuna ambiguità da parte del Comune in merito alla destinazione urbanistica di quell’area, ma anzi un percorso lineare, trasparente e noto a tutti i soggetti interessati.

Va ricordato infatti che la circostanza che il piano PFG 17 (Piano attuativo a fini generali per la riqualificazione paesaggistico-ambientale della fascia lago) sarebbe andato a scadere il 24 marzo 2017 (cioè al termine dei dieci anni di sua vigenza) è stata formalmente comunicata ancora nel 2016 ai curatori e al giudice del fallimento di Lacos Srl (i precedenti proprietari) e pertanto era nota anche agli acquirenti in sede di asta fallimentare.

Nessun dubbio che i compratori dell’area all’asta potessero presentare entro il 24 marzo 2017 la richiesta di approvazione del piano di comparto necessario per intervenire sull’area; altrettanto chiaro che, data la complessità della procedura di autorizzazione di tale piano, che non compete esclusivamente al Comune, ma in cui devono intervenire soggetti terzi con pareri vincolanti per i contenuti dell’autorizzazione stessa, la trattazione di una istanza di questo tipo necessita di una tempistica adeguata, che la legge fissa in sei mesi.

Presentare la domanda esattamente un mese prima della scadenza del piano e della relativa disciplina urbanistica è stato un comportamento tenuto nella piena consapevolezza che il procedimento sarebbe caduto nel nulla dopo il 24 marzo, dato che era oggettivamente impossibile concluderlo in soli trenta giorni. Visto che, come afferma anche lo stesso Civettini, i soggetti che hanno acquistato l’area all’asta fallimentare non sono certo degli sprovveduti e avranno senz’altro verificato la situazione urbanistica dell’area prima di presentare la loro offerta, non potevano non essere a conoscenza dell’imminenza della scadenza del piano, formalmente comunicata dal Comune alla curatela e al giudice del fallimento. La presentazione da parte loro dell’istanza quindi non è avvenuta con l’aspettativa di un suo accoglimento, ma per ragioni diverse, come peraltro ventilato a mezzo stampa dalla proprietà stessa.

Il Comune di Riva del Garda, per parte sua, ha trattato la questione applicando la normativa urbanistica della Provincia autonoma di Trento, approvata dal suo legislatore, cioè dal Consiglio provinciale, del quale il consigliere Civettini è componente, e quindi si immagina da lui ben conosciuta.

Quanto chiarito vale anche per lo “sconcerto” espresso dell’onorevole Mauro Ottobre, che ugualmente dovrebbe essere a conoscenza della vigente disciplina urbanistica provinciale.

L’Amministrazione comunale di Riva del Garda proseguirà nell’attuazione dei suoi compiti ed esercitando le prerogative che la legge le riserva per quanto riguarda la pianificazione urbanistica di questa particolare area, in piena chiarezza e senza alcuna ambiguità, ascoltando e valutando tutte le istanze espresse dal territorio, sicuramente quindi anche quelle di soggetti interessati a investire, ma evidentemente prestando la massima attenzione a evitare le speculazioni, che sicuramente non apportano benefici, se non a chi le compie.

Venerdì, 01 Settembre 2017

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