Cantiere 26: l’inaugurazione «ennesima»

Il Centro giovani intercomunale Cantiere 26, progetto complesso e ambizioso rivolto ai giovani dell'intera Comunità di Valle, ha raggiunto un livello organizzativo, un riconoscimento e una frequentazione tali da meritare una «Inaugurazione ennesima», che si tiene sabato 9 marzo dalle ore 15 alle 2. Ingresso libero.

Il programma: l’inizio è con le letture animate «Gli abitanti del cielo notturno», alle 16.30 il workshop per la costruzione di mandala naturali e la merenda (a base di pane e marmellata), alle 17 «Improvvisamente», lezione aperta di improvvisazione teatrale, e alle 18 «Piano B», un talk sulle nuove tradizioni, con sketch di improvvisazione teatrale della compagnia Improvvisamente.

Alle 19 la presentazione del «nuovo» Centro giovani intercomunale Cantiere 26, della sua formula di gestione e delle aree di programmazione, con inaugurazione della mostra «Ur Place ur Art». La serata continua alle 19.30 con il Remo’o Vinyl Selection (con free buffet), mentre alle 20.30 prende il via il live show dei bolognesi Circo Paniko. L’«Inaugurazione ennesima» di Cantiere 26 prosegue alle 22.30 con la musica live dei Plebei e da mezzanotte con il resident dj set.

«I giovani sono il nostro capitale umano, premessa essenziale e fondante di ogni azione che li veda coinvolti». È questa la premessa del Piano biennale 2018-2020, che amplia e struttura l’impianto e le linee guida della progettualità che caratterizza il Centro giovani dell’Alto Garda per il periodo che va da dicembre 2018 a dicembre 2020. Tra le linee guida, la prospettiva di un Centro inteso come distretto della conoscenza, dove si intreccino la formazione -cioè l’avvio di percorsi di acquisizione di competenze sempre più trasversali, professionalizzanti e complesse- e la creatività in ogni sua forma, come modalità di espressione originale e mai scontata dei giovani, dilatata oggi dalle opportunità offerte dalle nuove tecnologie.

Promuovere il protagonismo dei giovani e la loro autonomia è una delle sfide principali che il Centro Giovani Cantiere 26 ha avuto fin dal suo esordio e continua ad avere in prospettiva. I giovani, infatti, sono portatori di innovazione ed escluderli dal sistema sociale significa rinunciare a una spinta propulsiva essenziale per far partecipare le nuove generazioni alla governance del territorio. Il Centro giovani Cantiere 26 si presta in modo ideale al ruolo di incubatore del protagonismo e della crescita sociale, culturale e imprenditoriale dei giovani del territorio e, poiché le politiche giovanili sono politiche comunitarie di una pluralità di attori di un determinato territorio decise in sistema di governance, il Piano biennale è il risultato concreto di un lungo lavoro di co-progettazione degli enti  locali coinvolti -Comune di Arco, Comunità Alto Garda e Ledro e Apsp Casa Mia- e di un confronto continuo e serrato con i referenti delle politiche giovanili della Provincia autonoma di Trento.

Ne è nato un Piano che, partendo dalla dimensione sovra-territoriale della sua azione, intercetta e sviluppa bisogni reali dei giovani e della loro comunità di riferimento e punta a processi di autonomia e autoresponsabilità giovanile. Per raggiungere i quali il gruppo di lavoro ha individuato alcune priorità nel processo di attivazione di Piano, finalizzate alla valorizzazione e al supporto della sua strategia operativa, che possono essere così espresse:

1. l’identificazione chiara delle aree progettuali e dei loro contenuti, valorizzandone così la qualità; 2. favorire e coordinare il lavoro di rete, ma allo stesso tempo garantire la fluidità di movimento all’interno di ogni specifica area pur stabilendo anticipatamente compiti e responsabilità di ciascuno (compreso il coordinamento e il referente d’area);

3. definire e stabilizzare i finanziamenti a budget per ogni singola area, stimolando parallelamente un processo di autogeneratività nelle diverse aree attraverso un efficiente ed efficace lavoro tra gli attori coinvolti.

Le aree di programmazione definite dal lavoro di coprogettazione sono quelle dell’imprenditorialità giovanile, della programmazione musicale giovanile, della programmazione culturale giovanile e l’area delle politiche giovanili-comunicazione.

Chiarire gli ambiti di azione, i suoi referenti e responsabilità, in una sorta di autonomia lavorativa, favorisce a sua volta che ogni area si trovi poi a modulare la propria azione in sinergia con le altre e attraverso incontri comuni cadenzati che, di volta in volta, determineranno le diverse integrazioni e contaminazioni d’area al fine di perseguire strategie sinergiche per centrare obiettivi comuni.

Lo scopo finale di questa modularità è attingere a questa ricchezza poliedrica per strutturare proposte forti che vadano incontro alle aspettative dei giovani e della loro comunità di riferimento, ma che vengano anche espresse, organizzate e realizzate dal protagonismo giovanile stesso attraverso propri rappresentanti in una sorta di gruppo strategico (Tavolo tecnico), per mezzo di un’azione coordinata che, rispondendo alla concreta traduzione operativa delle linee contenute nel Progetto Annuale, miri a raggiungere coralmente gli obiettivi stabiliti e dunque anche a far fuoriuscire sull’esterno un’univocità di intenti tra gli attori istituzionali locali coinvolti, l’ente gestore, la Provincia e il Piano Giovani di Zona.

Con particolare riferimento a quest’ultimo, va ricordato che la sede del Piano Giovani di Zona è collocata all’interno del Centro giovani Cantiere 26 e che già moltissimi progetti trovano qui il loro spazio fisico di organizzazione e realizzazione. Va inoltre segnalato che anche lo sportello del Piano Giovani, formato da un’equipe di ragazzi che a vario titolo si occupano della promozione delle politiche giovanili e del Centro stesso, lavora in stretta sinergia con la gestione di Cantiere 26.

Lo sviluppo di piano concertato tra il Comune di Arco, la Comunità dell’Alto Garda e Ledro e l’Apsp Casa Mia si pone dunque come un’ulteriore scommessa nella capacità del Centro Giovani Cantiere 26 di intercettare sempre più giovani, di dare loro ascolto, di permettere loro di esprimersi attraverso azioni concrete, di rapportarsi in modo costruttivo con il mondo degli adulti favorendo il passaggio di competenze e, in questo modo, perseguire l’obiettivo principale che ragazzi e giovani riconoscano il Centro come lo spazio a loro dedicato in cui si sentano “a casa loro”.

http://www.cantiere26.it/

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