Comunicare la montagna: valori, stereotipi, brand

Nell’ambito della mostra «Heidi. Un'icona pop della montagna», allestita alla Casa degli Artisti a Canale di Tenno per i 40 anni dall’uscita italiana della celeberrima serie animata (tratta dal romanzo del 1880 da Johanna Spyri), si tiene sabato 6 ottobre un dibattito dal titolo «Comunicare la montagna: valori, stereotipi, brand».

A confrontarsi saranno Annibale Salsa, antropologo e studioso delle Alpi; Marco Albino Ferrari, direttore della rivista Meridiani Montagne e scrittore; e Anna Facchini, neo presidente della Sat. Inizio alle ore 17, partecipazione libera.

Il successo planetario di Heidi (il romanzo ha venduto 50 milioni di copie in 49 Paesi, per non dire della serie animata e dei numerosi film) ha portato in tutto il mondo un'idea di montagna (e di Svizzera) legata a un immaginario «romantico», mitico e idealizzato. Ma la montagna è anche altro: ostacoli, asperità, marginalizzazione. Un tema quanto mai vivo, attuale e sentito per il Trentino, che sarà affrontato da tre relatori particolarmente preparati in materia (e dalla visione non sempre affine), i quali promettono un confronto «acceso» e un approfondimento di sicuro interesse, ampio e articolato, su temi quali la valorizzazione delle risorse umane e ambientali, i modelli di sviluppo compatibile, l'integrazione dei luoghi di montagna nella rete globale, le forme di (auto)governo, ovvero in definitiva i presupposti economici, sociali e culturali non solo per sopravvivere nelle «terre alte», ma anche e soprattutto per viverci in modo sostenibile e al passo coi tempi.

«Le Alpi hanno in Heidi la loro bandiera? -si chiede Marco Albino Ferrari-. Heidi ambasciatrice della cultura alpina? Sì, se le nostre montagne rimarranno intrappolate nel mito romantico che le contrappone alla città, semplice arcadia rassicurante e stereotipata retta dagli antichi ritmi degli alpigiani». «La Svizzera fin dal 1291 è il risultato di un patto federativo fra montanari -dice Annibale Salsa- che fa della montagna l'emblema e l'icona della loro identità culturale e politica. Nel corso dei secoli si aggregheranno altri territori sugli altipiani e nelle città pedemontane, ma sempre con riferimento al nucleo originario della cosiddetta “Svizzera primitiva” dei quattro Cantoni forestali di Uri, Schwitz, Obwald, Niedwald. La montagna per gli Svizzeri sarà sempre centrale e mai subalterna». La partecipazione della Sat, nella persona della neo eletta presidente (la prima donna a rivestire questa carica in 146 anni di storia della società degli alpinisti tridentini), porterà il contributo di riflessione di una istituzione-simbolo della montagna.

La mostra «Heidi. Un'icona pop della montagna», allestita alla Casa degli Artisti «Giacomo Vittone» per la cura di Roberta Bonazza e aperta alla visita fino al 21 ottobre (tutti i giorni tranne il lunedì dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18 con ingresso libero), è suddivisa in più parti. Una riguarda il romanzo di Johanna Spyri, del quale sono esposte una trentina di edizioni, tra cui la prima illustrata tedesca (del 1881), francese (del 1882) e americana (del 1884). Una parte è dedicata ai diversi volti letterari di Heidi, tratti dalle illustrazioni originali di una trentina di edizioni italiane e straniere. Poi c’è la Heidi al cinema, con i manifesti originali di alcuni dei più importanti film, tra cui «Zoccoletti olandesi» di Allan Dwan (1937) con Shirley Temple, «Son tornata per te» di Luigi Comencini (1952) con Elsbeth Sigmund, fino al recente «Heidi» di Alain Gsponer (2015) con Anuk Steffen. Quindi la mostra propone i luoghi della montagna di Heidi, con una serie di illustrazioni, per arrivare alla Heidi televisiva, con rari manifesti originali (tra cui quello dell’uscita giapponese del 1974 e quello dell’uscita italiana del 1978), locandine e vinili.

La Casa degli Artisti «Giacomo Vittone» è gestita dai Comuni di Arco, Riva del Garda e Tenno, quest’ultimo quale ente capofila.

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Giovedì, 04 Ottobre 2018

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