La commemorazione dei Caduti

L'Amministrazione comunale ha celebrato l'anniversario della fine della Prima guerra mondiale (quest'anno il 100°) e la Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate con una solenne cerimonia che si è svolta domenica 4 novembre, a ricordo dei propri Caduti e dei Caduti di tutte le guerre.

Hanno preso parte alla cerimonia il sindaco Adalberto Mosaner, parte della Giunta municipale e una rappresentanza del Consiglio comunale con il presidente Mauro Pederzolli, delle istituzioni e delle forze dell'ordine, nonché delle associazioni combattentistiche e d'arma.

L'inizio è stato alle ore 10 al pilone della Vittoria in piazza Tre Novembre con l'alzabandiera, quindi (dalle 10.30) la Messa in memoria dei Caduti nella chiesa Arcipretale. A seguire si è svolto il corteo con il gonfalone del Comune e la Fanfara alpina di Riva del Garda, che da piazza Cavour si è recato al monumento a Cesare Battisti e al monumento ai Caduti del mare, dove sono state deposte le corone di fiori.

Quindi il corteo ha proseguito fino all'Ara dei Caduti in piazzetta San Rocco, dove si è tenuta la deposizione della corona di fiori al suono dell'Inno nazionale, e dove il sindaco Adalberto Mosaner ha tenuto la tradizionale allocuzione, nella quale ha rimarcato come quest'anno la celebrazione dell'anniversario della fine della prima guerra mondiale assuma un significato particolare, perché ci troviamo a un passaggio storico: un secolo, infatti, ci separa da uno dei momenti più drammatici della nostra storia.

«Che un tempo così lungo sia trascorso da quella immane tragedia non scalfisce la volontà, la necessità e il senso di ricordarla -ha detto il sindaco- perché si tratta della nostra storia, di Italiani e di Europei, e quei fatti così dolorosi sono tasselli della nostra identità. L'Unione Europea è stata edificata alcuni decenni più tardi specialmente sul desiderio ardente e su un preciso progetto di pace e di serena convivenza, realizzato da popoli che hanno attraversato quell'abisso di follia e distruzione e che hanno deciso, tutti assieme, di andare oltre e di costruire qualcosa di migliore e di grande. Qualcosa a cui nel 2012, lo voglio ricordare, è stato conferito il prestigioso premio Nobel per la pace».

Il sindaco Mosaner ha concluso osservando come questo annuale appuntamento con la memoria veda accrescere un forte valore simbolico che travalica il senso originario dell'iniziativa, la Giornata dell'Unita nazionale e delle forze armate, per annettere il ricordo dei Caduti di ogni fronte e le sofferenze di tutti i popoli, e l'auspicio ardente che quell'immenso bagno di sangue e di dolore ci abbia resi più capaci di amare e di mantenere viva la pace.

Quindi una novità: in attuazione della proposta del Coordinamento dei presidenti dei Consigli comunali della Provincia autonoma di Trento «Consigli per la pace», voluta per ricordare il 100° anniversario dell’armistizio di Compiègne -località dove l'11 novembre 1918 l'impero tedesco e le potenze alleate sottoscrissero l’atto formale della fine dei combattimenti- il presidente del Consiglio comunale di Riva del Garda Mauro Pederzolli farà un intervento dal titolo «Il diritto alla pace», nella quale ha invitato a superare il concetto di pace della Dichiarazione sul diritto dei popoli alla pace dell'Onu («per garantire l'esercizio del diritto dei popoli alla pace, è indispensabile che la politica degli stati tenda alla eliminazione delle minacce di guerra, soprattutto di quella nucleare, all'abbandono del ricorso alla forza nelle relazioni internazionali e alla composizione pacifica delle controversie internazionali sulla base dello Statuto delle Nazioni Unite»), per giungere a un concetto di pace positiva, «considerata non semplicisticamente come assenza di guerra bensì come presenza di condizioni di giustizia reciproca tra i popoli e che permettano a ciascun popolo il proprio libero sviluppo in requisiti di autogoverno».

«La pace -ha detto il presidente Pederzolli- è garantita solo ed esclusivamente dal comportamento e dalle scelte degli individui che insieme costituiscono il comportamento e le scelte di un popolo. Di qui nasce la necessità di una cultura della pace intesa come conoscenza diffusa e consapevole di tutti i fattori che contribuiscono a creare condizioni di giustizia reciproca tra i popoli».

A seguire delegazioni hanno deposto corone di fiori ai monumenti ai Caduti a Sant'Alessandro, a Varone, al cimitero del Grez, alla stele al parco della Libertà, al cippo di Alois Storch, al cippo alpino alla chiesetta di San Michele, al cippo della Medaglia d'Oro Bruno Galas e al Cristo Silente.

Lunedì, 05 Novembre 2018

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