La città invisibile

È stato presentato alla stampa nella serata di venerdì primo dicembre in municipio a Riva del Garda il progetto «La città invisibile», innovativo strumento di welfare a chilometri zero che si rivolge in modo prevalente all'area delle nuove vulnerabilità: un universo ampio di persone alle prese con esigenze inedite.

Si tratta cioè di persone che non hanno bisogni specifici, se non quello, sempre più emergente, di relazioni sociali strutturate e della valorizzazione delle competenze professionali, di fronte all'acuirsi di fenomeni come impoverimento, diffidenza reciproca, chiusura privatistica, depressione, indebitamento.

Il progetto ha vinto il bando «Welfare a km 0» di Caritro ed è quindi finanziato per il 47% da Caritro stessa, insieme a Provincia autonoma di Trento e Consiglio delle Autonomie Locali. Èun progetto «autogenerativo», che deve cioè trovare il restante 53% del finanziamento sul territorio e dalla azione del volontariato. Capofila del progetto è la cooperativa Arcobaleno insieme ad altre tredici realtà del territorio: Comune di Riva del Garda, Comunità Alto Garda e Ledro, cooperative Ephedra e Eliodoro, associazione Carpe Diem, CBS srl, Gruppo Dialogo - Missionari Verbiti, associazione Vivirione, Pro loco Rione Degasperi, Apsp Città di Riva e Casa Mia, Istituto tecnico Giacomo Floriani, Collettivo PMU (Pick Me Up). Alla presentazione c'erano per il Comune di Riva del Garda l'assessora alle politiche sociali, familiari e per i giovani Lucia Gatti e l'assessore ai lavori pubblici, mobilità e patrimonio Alessio Zanoni, per la Comunità di Valle Alto Garda e Ledro l'assessora al servizio socio assistenziale e alle politiche del lavoro Patrizia Angeli, per il Servizio politiche sociali della Provincia di Trento la responsabile Ileana Olivo, per la Fondazione Franco Demarchi il vicepresidente Gino Mazzoli, per la cooperativa Arcobaleno Paolo Tonelli, oltre ai referenti di numerosi altri protagonisti del progetto. «La città invisibile» è realizzato assieme al Comune di Lavis e alla Comunità di Valle Rotaliana-Königsberg, per i quali erano rpesenti rispettivamente il sindaco Andrea Brugnara e l'assessora alle attività sociali, istruzione e servizi educativi all'infanzia Isabella Caracristi, e il vicepresidente Luca Bonadiman.

Il progetto propone il partenariato pubblico-privato come modalità efficace per attivare risorse del territorio formali e informali - anche latenti - nella co-progettazione e nella realizzazione di iniziative volte a migliorare il benessere delle persone. Si tratta di spazi e di azioni per tutte le persone e non solo per la parte che è portatrice di difficoltà, quindi di un progetto di costruzione di relazioni sociali.

Il partenariato modifica la logica del servizio strutturato ed esternalizzato dall'ente pubblico a soggetti terzi, in cui la valutazione si focalizza prevalentemente sull'efficacia e l'efficienza dell'offerta, nell'assunto che il servizio sia già di per sé una risposta potenzialmente esaustiva al bisogno. «La città invisibile» introduce un approccio fondato sullo sviluppo di comunità, nel quale l'analisi del contesto partecipata con i portatori di interesse locali, l'individuazione congiunta di questioni significative e possibili risposte e la co-valutazione delle iniziative attivate, diventano volano fondamentale per lo sviluppo di relazioni fiduciarie e di visioni condivise, in una parola di capitale sociale, all'interno della comunità.

Sede dell’iniziativa saranno due locali in via Marchi a Riva del Garda: in uno si svolgeranno gran parte delle attività, nell’altro ci saranno le restanti attività e il recapito del progetto «Abito», che concerne principalmente il risparmio energetico. Sempre in questo locale, è disponibile per Itea il recapito del fiduciario di zona. Nella sede sarà attiva una operatrice professionista (18 ore settimanali) per facilitare relazioni e connessioni, catalizzare risorse comunitarie (umane ed economiche) e sostenere progettualità. Tra le attività che si prevede di attivare, il cinema all’aperto, la riparazioni di biciclette, un gruppo della camminata, il coro di quartiere, «aggiungi un posto a tavola», servizio di accudimento di bambini, sartoria, attività informatica, diario di quartiere e altro che nascerà nel tempo.

Il progetto mira al coinvolgimento del maggior numero possibile di persone come attori, soggetti attivi e protagonisti del fare comune, preferibilmente esterne ai tradizionali operatori specialisti dei problemi sociali, ma in un quadro di apertura, in base all'assioma per cui tutti sono bisognosi di stare bene. Tra le categorie cui è posta la maggiore attenzione, quella delle donne adulte, i giovani, gli uomini pensionati o con età adulta per ri-promuovere i «mestieri» e costruire volontariato. Si cercherà inoltre di attivare figure particolarmente significative in tema di socialità, come baristi, tabaccai, bancari, barbieri.

«Questo progetto è un'occasione speciale – ha detto l'assessora Lucia Gatti nel salutare gli ospiti e aprire la serata – per mettere insieme tanti partner, per lavorare insieme a un progetto importante per due comunità come Riva del Garda e Lavis. Unire le forze di due territori ha consentito di ottenere risultati concreti e importanti, ottenendo dei finanziamenti di rilievo. Il progetto è nato dal basso, è riuscito a trasformare un sentire in un fare, che è il compito che spetta alla politica: tradurre le aspettative e i bisogni dei cittadini in qualcosa di concreto che porti dei miglioramenti nella loro vita. Sono le caratteristiche migliori del welfare generativo, che fa uscire risorse importanti delle comunità e dell'associazionismo. La prospettiva è fare della nostra comunità una comunità educante, grazie al valore delle relazioni tra le persone».

Sabato, 02 Dicembre 2017

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