Mag: si inaugura la stagione 2018

Le mostre «No war no peace» e «Kriegsmaler. I fratelli Stolz» inaugurano venerdì 16 marzo la stagione 2018 del Museo Alto Garda e il progetto «Guerre e pace. 1918-2018», per il centenario della Prima guerra mondiale. La cerimonia di inaugurazione inizia alle ore 18. E da giugno riaprono i forti del monte Brione.

La stagione 2018 del Mag si aprirà venerdì 16 marzo alle ore 18 al Museo di Riva del Garda con l'inaugurazione di due mostre afferenti al progetto Guerre e Pace. 1918-2018, ideato dal Museo Alto Garda per ricordare il centenario della fine della Prima guerra mondiale, ponendola in dialogo, in una linea di continuità e rimandi che attraversa l’ultimo secolo, con la contemporaneità di un presente dal destino incerto e dalle prospettive precarie. Le stesse prime due mostre che daranno il via venerdì 16 marzo al progetto, il quale si dispiegherà in varie tappe e luoghi per tutto l'anno, sono poste in questo ideale dialogo che vuole la storia sconfinare nella riflessione contemporanea, e viceversa.

No war no peace
Riva del Garda, museo
dal 17 marzo al 4 novembre 2018
Progetto di Raffaele Crocco
A cura di Andrea Tomasi e Claudia Gelmi
In collaborazione con l'associazione 46° Parallelo, Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo

Se il 1918 è ricordato come l'ultimo anno di guerra, come non interrogarsi su ciò che determinò quel “dopo”, e se sia corretto definirlo con il termine “pace”? La fine di una guerra produce la pace oppure le sementi per un nuovo conflitto stanno già germinando? La mostra «No war no peace» intende fermare il pensiero sulle tracce di una guerra che è stata, ponendo in relazione i confini ridisegnati allora con le ferite rimaste aperte nel corso del Novecento e con gli stati di “non pace” dell’oggi. L’attenzione volge verso la fragilità insita nel termine “pace”, a cento anni da allora, a diciotto anni dalla fine del “secolo breve”: non sempre infatti la pace è conseguente – come crediamo – alla fine di una guerra. Sono decine, negli ultimi anni, le guerre cessate che non hanno però determinato la pace. Esattamente come cento anni fa la fine della Prima guerra mondiale non creò una pace duratura, ma gettò le basi per la brutale guerra successiva, gli ultimi decenni sono disseminati di tristi esempi di stati di pace non raggiunti. Il piano terra del Museo di Riva del Garda si trasforma così in una scenografia per un percorso che vuole rendere conto della guerra con una visione che affonda le radici nel primo conflitto mondiale per interrogare i concetti di ricostruzione, pace e confine in dialogo e corrispondenza tra ieri e oggi, in un’Europa dal destino incerto e dalle prospettive precarie. Cosa rimane "il giorno dopo" gli armistizi, nelle guerre che si dispiegano fino a oggi? Cosa accomuna questi "dopo" che sono subito "oggi", se non già dimenticati "ieri"? Queste sono alcune suggestioni che l'ambiente-mostra evoca. Le installazioni – costituite dalle immagini del fotoreporter Fabio Bucciarelli, dalle strutture create dallo studio di architettura Weber+Winterle, da video storici, interviste e materiale di approfondimento consultabile attraverso touch screen e realizzato dal gruppo di lavoro di 46° Parallelo – richiamano i diversi e così simili “dopo” che accomunano i momenti della fine dei conflitti, raccontano la contraddizione della fine della guerra senza costruzione della pace, in una linea di continuità e di rimandi che si dispiega per un intero secolo.

L’associazione 46° Parallelo
L’associazione 46° Parallelo è nata a Trento nel 2008. Racconta le guerre e ciò che arriva dopo le guerre, spiegando il perché di certe situazioni di conflitto. L’architrave su cui poggia tutta l’idea è L’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, che si configura in una pubblicazione annuale e che contestualmente offre aggiornamenti quotidiani attraverso il sito internet www.atlanteguerre.it e i social network. Con L’Atlante l’associazione spiega perché, in un determinato luogo, si è arrivati (o si sta per arrivare) ad una situazione di violenza, di Stati contro Stati, di Governi contro Popoli, di potenti contro inermi, di persone contro persone: va alle radici dei fatti di cronaca internazionale (commercio di armi, guerre, missioni Onu, landgrabbing, fuga dei migranti, cause della miseria diffusa) per scoprire cosa c’è dietro certi eventi.

Kriegsmaler. I fratelli Stolz
Riva del Garda, museo
dal 17 marzo al primo luglio 2018
In collaborazione con il museo Rudolf Stolz, Sesto (BZ)

La Sezione del Mag dedicata alla storia si arricchisce di un ciclo di disegni e dipinti provenienti dal museo Rudolf Stolz di Sesto (BZ), realizzati dai fratelli pittori Albert e Rudolf Stolz nell’area del fronte austriaco dell’Alto Garda durante la Prima guerra mondiale. Tra il 1915 e il 1916, il battaglione degli Standschützen di Bolzano è di stanza sotto il comando del capitano Viktor Perathoner sul fronte sopra Riva del Garda, nella zona tra Campi, la Cima d’Oro e la valle di Concei. I fratelli Albert (Bolzano, 1875 – Bolzano, 1947) e Rudolf Stolz (Bolzano, 1874 – Sesto, 1960) sono arruolati nella Compagnia come pittori, con il compito di illustrare un diario di guerra e svolgendo così anche l’incarico ufficiale di corrispondenti. Ne nasce una sequenza di trenta disegni e dipinti di grande pregio artistico che documentano la quotidianità dei giorni di permanenza al fronte. Il sobrio realismo di alcune scene fa chiaramente intendere come entrambi i pittori abbiano trascorso la loro vita a stretto contatto con le persone. Come risulta dalle date indicate vicino alla firma, le opere non sono sempre state create presso il luogo degli eventi, ma realizzate in un secondo tempo sulla base di schizzi. Trincee, pattugliamenti, trasporti di artiglieria, esercitazioni di tiro, scene di vita venivano infatti prima schizzati e poi completati con precisione ad acquerello, guazzo, matita o pastello. Nelle opere dei fratelli Stolz, il paesaggio non appare solo come sfondo o materiale topografico, ma viene raffigurato quale possente panorama montano con le sue diverse atmosfere legate alle stagioni, svelando l’incontro tra precisione topografica e appassionante creazione pittorica. Si identifica anche la drammaticità degli eventi, l'immensità del paesaggio che si apre dall'alto in tutta le sue sfaccettature. Traspare la minaccia, il pericolo che non si esterna in grandi gesta o in maniera monumentale, ma che è alla ricerca della forma pittorica concentrata.

Guerre e pace, 1918-2018
Un progetto a cura di Claudia Gelmi

Il Mag fa parte della Rete Trentino Grande Guerra, nella quale sono riuniti i soggetti che presentano esposizioni dedicate al primo conflitto mondiale. Nel Museo di Riva del Garda è infatti visitabile una sezione relativa alla storia della Prima guerra mondiale e alle fortificazioni dell'Alto Garda. In quanto responsabile della valorizzazione e gestione delle fortificazioni del monte Brione, il Mag aderisce inoltre al Circuito provinciale dei Forti del Trentino, che ha l’obiettivo di far rivivere questi luoghi attraverso eventi culturali e artistici. Contestualmente, il Mag si occupa anche della conservazione di materiali e reperti, dell’offerta didattica sul tema, della produzione editoriale e delle proposte espositive. Con il progetto «Guerre e pace. 1918-2018» il Museo Alto Garda concentra l’attenzione sul centenario della fine della Prima guerra mondiale, proponendo un ciclo di mostre in Museo dispiegate lungo l’intera stagione e ampliando le opportunità di visita dei forti del monte Brione ubicati lungo il Sentiero della Pace a Riva del Garda. In questo particolare luogo – l’Alto Garda – che ha vissuto la condizione di zona di confine e cerniera tra identità nazionali, con tutte le complessità e conseguenze che hanno caratterizzato tale status in termini di trasformazioni territoriali, sociali e politico-istituzionali, «Guerre e pace. 1918-2018» affonda le radici nel primo conflitto mondiale per porlo in dialogo, in una linea di continuità e rimandi che attraversa l’ultimo secolo, con la contemporaneità di un’Europa dal destino incerto e dalle prospettive precarie. La risoluzione del primo conflitto mondiale narra della contraddizione della fine delle guerre senza costruzione della pace. Se infatti il 1918 è ricordato come l’ultimo anno di guerra, come non interrogarsi su ciò che determinò quel “dopo”, e se sia corretto definirlo con il termine “pace”?

«Guerre e pace. 1918-2018»: il programma

No war, no peace
Riva del Garda, museo
dal 17 marzo al 4 novembre 2018
Progetto di Raffaele Crocco
A cura di Andrea Tomasi e Claudia Gelmi
Fotografie di Fabio Bucciarelli

Kriegsmaler. I fratelli Stolz
Pittori dal fronte di Riva del Garda 1915-1916
Riva del Garda, museo
dal 17 marzo al primo luglio 2018
In collaborazione con il museo Rudolf Stolz, Sesto (BZ)

Paolo Ventura. Racconti di guerra
Riva del Garda, museo
dal 16 giugno al 4 novembre 2018

In continuità con il progetto «Nuovi sguardi gardesani», che da anni accompagna le attività espositive del Mag, per il programma dedicato al centenario della fine della Prima guerra mondiale si è scelto di proseguire l’indagine del territorio gardesano coniugandolo con ricordi e interpretazioni che direttamente o indirettamente si intrecciano con la Storia. Paolo Ventura, autore che nel suo lavoro mescola spesso fotografia, pittura, elaborazioni grafiche, ha quindi realizzato Racconti di guerra, un ciclo di opere ispirate alla Grande Guerra e ambientate nel territorio dell’Alto Garda alle quali si affiancheranno precedenti racconti per immagini che l’autore ha iniziato a realizzare a partire dal 2014.

I forti del monte Brione e il Sentiero della Pace
Riva del Garda, monte Brione
da giugno a ottobre 2018

Situati sul crinale del monte Brione lungo il Sentiero della pace, i forti austroungarici San Nicolò, Garda, Batteria di Mezzo e Sant'Alessandro giacciono a memoria di un confine segnato dalla linea del fronte di un secolo fa. Testimoni silenziosi affacciati sul paesaggio del lago di Garda, i forti Garda e Batteria di Mezzo sono stati recentemente ristrutturati e resi visitabili. Dalla primavera all’autunno il Mag garantisce un calendario di aperture ed eventi, in particolare a forte Garda, manufatto che nel 2018 restituirà alla luce nuovi spazi rimasti finora nascosti e inaccessibili.

www.museoaltogarda.it

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Come arrivare

Martedì, 06 Marzo 2018

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