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Riva Cinquecento Riva Cinquecento
dipinto Chiesa Inviolata dipinto Chiesa Inviolata
Inviolata Inviolata
disegno Inviolata disegno Inviolata
Disciplina Disciplina
San Michele San Michele
Forti Forti
Bastione Bastione
Ponale Ponale

ROCCA
Circondata dalle acque del Lago, fu costruita nel secolo XII, con quattro torri angolari, ridotte all’altezza dei tetti nel rifacimento austriaco del 1852, tranne il mastio. Fu ampliata dagli Scaligeri e dai Visconti, dai Veneziani e dal vescovo Bernardo Clesio e ridotta a caserma dagli Austriaci nel secolo scorso. E’ in corso un ampio restauro come sede del Museo Civico
 
PIEVE dell'ASSUNTA
Sorge in luogo decentrato rispetto alla disposizione della vecchia città. Si trova a ridosso della cinta muraria di oriente, ai limiti della campagna verso S. Francesco, tanto da far sospettare che la Pieve fosse in origine una chiesa paleocristiana cimiteriale fuori le mura. Come Pieve viene citata per la prima volta nel 1106. L’attuale struttura risale al 1728. L’interno è a una navata, con nove altari barocchi
Pale del Craffonara, Cignaroli, Alberti
  
CHIESA DELL’INVIOLATA
La Chiesa dell’Inviolata è il più insigne monumento di Riva. E’ stata edificata nel 1603 e consacrata nel 1636 per l’impegno di Gaudenzio Madruzzo e di sua moglie Alfonsina Gonzaga come luogo di pellegrinaggio a custodia di un tabernacolo miracoloso. La chiesa è di un elegante stile barocco. All’esterno è a pianta quadrata, all’interno ottagonale con cinque altari, tre porte, area volta con affreschi e stucchi, confessionali di legno scolpito, pavimenti di marmo. Il dipinti dietro all’altare maggiore che custodisce l’immagine della Madonna miracolosa e della scuola di Domenico Brusasorci; nel coro pitture a fresco ed eleganti stalli scolpiti con scene della Bibbia. Le pale degli altari sono rispettivamente del Palma il Giovane S. Carlo Borromeo e S. Gerolamo. I dipinti a muto, ad olio, sono di Pietro Ricchi detto il Lucchese, quelli della cupola cono attribuiti a Teofilo Polacco. Gli stucchi bianchi, neri e dorati sono opera di Davide Reti (1609) la cui firma si trova a destra entrando dalla porta maggiore. Fu annesso al Convento dei Gerolimini (fino al 1807), poi (1816-1848) dei Frati Minori conventuali e poi ancora (dal 1877) all’Istituto del Sacro Cuore di Gesù. Ora è di proprietà comunale.
 
CHIESA DI SAN GIUSEPPE (Disciplinanti)
Esistente già nel 1579 (aveva altari marmorei e tele attribuite a Francesco Varotari) cone chiesa annessa all’antico ospedale è stata trasformata in galleria pedonale (tracce di affreschi) .

CHIESA DI SAN MICHELE
In viale Martiri 28 giugno 1944. Molto antica: fu edificata nel 1159 e, nuovamente, nel 1540. Ha un'absidina circolare.
Nel giardinetto ombreggiato da cipressi, un cippo ricorda che qui c'era l'antico cimitero della città. Una lapide ricorda i 7 caduti dei Corpi Franchi della colonna Lonqhena (1848), all’esterno caratteristico monumento agli Alpini caduti (1958).
 
In epoca antica la chiesetta si trovava nella campagna suburbana fuori porta San Michele, sulla strada tra Arco e Trento.
Secondo la tradizione nei primi anni del Trecento vi predicò fra Dolcino da Ossola, capo della setta degli Apostolici, finito sul rogo per eresia nel 1307 dopo di essere stato catturato dalle milizie del vescovo di Vercelli sguinzagliatigli contro dalla crociata bandita da papa Clemente V. Il frate contestatore e guerrigliero, che Dante pone nella nona bolgia tra i grandi suscitatori di discordia e di scismi (Inf. XXVI11), si unì, nel Trentino, a Margherita, "donna bella", scrisse Benvenuto da Imola, nativa della Val di Ledro e in seguito trasferitasi ad Arco.
Nel Basso Sarca e nel Basso Chiese sembra che egli abbia raccolto molti proseliti i quali, dopo la sua uccisione, furono sottoposti a processo da parte di inquisitori ecclesiastici nel convento di S. Francesco, a Riva, ora ridotto, dopo la secolarizzazione napoleonica, a sede di uffici pubblici. Il processo si concluse nel marzo del 1333. Il documento, pubblicato nel 1900 da A. Segarizzi, è di grande interesse per la conoscenza delle classi popolari trentine della prima metà del XIV sec. Tra l'altro, sono citati due versi di una laude in volgare che si cantava in quei tempi nelI' Alto Garda e che sembra legata alla produzione artistica popolare, abbastanza fitta e diffusa e caratteristica del medioevo giudicariese:

La vergene Maria laudemola cum dolçore

Cavò tanti dolor quand el fiol transice....

FORTI del BRIONE
Di fianco, poggiato alle rupi della punta meridionale del Monte Brióne, che penetra nel lago con uno sperone, si nota la massiccia costruzione di pietra del forte S. Nicolò, cerniera delle opere fortificate austriache del Brione stesso e perno centrale della linea di difesa del campo trincerato di Riva che dal Ponàle andava a Nago sbarrando l'accesso al Trentino dal Garda.

Fu costruito nel 1860-62, ampliato, rimodernato e blindato nel 1911-12, munito di cannoni a lunga gittata e da riflettore destinato a battere il lago. Era collegato con il sovrastante forte Garda, ampio fabbricato a tre piani con quattro cupole corazzate per obici da 105 e altre postazioni di artiglieria, costruito nel 1907-1909. In cima al Brióne, fu costruito tra il 1860 e il 1862 il forte S. Alessandro rimodernato nel 1908 e nel 1911 con l'erezione di una stazione radiotelegrafica (quota 365]. Il sistema fortificato del Brióne, ideato per la difesa del; lago, delle pendici occidentali del Baldo, del Passo S. Giovanni e dell'ingresso alla Valle di Ledro, si completava con altre opere, dette batterie (batteria mortai 1, batteria mortai 11. batteria di mezzo e con la trincea del Linfano.
   
BASTIONE (m 212)
Fortezza veneta del 1508., raggiungibile a piedi per il bosco di pini in 30 minuti circa. La fortezza sorge sul dosso dei Germandri; è a pianta circolare, munita di feritoie, robustissima. La guarnigione veneta che la difendeva fu catturata dalle truppe del principe vescovo Giorgio lll di Neydek, il 29 maggio 1509 mentre la città si donava spontaneamente all'imperatore sottraendosi dalla lunga occupazione militare veneziana.

Lo stemma del vescovo è murato sotto il coronamento, in vista della città Il bastione, ora purtroppo in rovina, fu devastato dal generale Vendome nel 1703. Per sentiero in una ventina di minuti, a S. Maria Maddalena (m 256). La chiesetta è ricordata nei 1579 ed era tenuta da un eremita. Gli affreschi (Crocifissione e santi), scoperti nel 1905, sono firmati da Giovanni pittore (della scuola trecentesca di Riva) e furono fatti fare dalla "signora Blaxia" (`Hoc opus fecit fieri detta Blaxia, fecit Jois").

CHIESETTA Dl S. BARBARA (m 625 -ore 1,45)
Costruita dai minatori che hanno lavorato alle condotte della centrale del Ponale, in orrida, spericolata posizione (panoramica), sulle rocce del Monte Rocchetta, dove hanno inizio le condotte forzate della centrale Ponàle. 
 

by Andrea Floriani last modified 16/09/2007 11:24

Piazza Garibaldi, 5
38066 Riva del Garda (Tn)

telefono: 0464 573806
fax: 0464 573807

Orari:

Lunedì 14:00 - 19:30
Martedì 14:00 - 19:30
Mercoledì 14:00 - 19:30
Giovedì 9:30 - 12:30 : 14:00 - 19:30
Venerdì 9:30 - 12:30 : 14:00 - 19:30
Sabato 9:30 - 12:30

 

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