Achille Dal Lago
Venerdì 2 settembre alle 18.00, presso la Rocca di Riva del Garda, si aprirà la mostra antologica "Achille Dal Lago"; all'inaugurazione parteciperanno il Sindaco Claudio Molinari, la curatrice della mostra Giovanna Nicoletti e il Presidente del gruppo Amici dell'Arte Franco Albino.
Il Museo Civico di Riva del Garda, in collaborazione con il Gruppo
Amici dell’Arte di cui l’artista fu uno dei fondatori, dedica una
mostra antologica ad Achille Dal Lago, pittore d’avanguardia nato in
Austria nel 1910 e scomparso a Riva del Garda nel 1981.
<br />La mostra autunnale del Museo Civico è un momento espositivo importante
che ben si collega al territorio altogardesano: attraverso una
sessantina di opere in parte inedite - olii, bozzetti pubblicitari e
chinografie - di proprietà del Museo Civico e di collezionisti privati,
viene messa in luce la ricerca artistica di Achille Dal Lago, sospesa
tra clima futurista e linguaggio surrealista.
<br />L’artista rivano, dopo gli studi all’Accademia di arti decorative di
Monza, si avvicina agli insegnamenti futuristi attraverso opere nelle
quali la realtà è modificata attraverso la scomposizione di linee in
piani diversi, con un’attenzione particolare per la linea e il segno
ripetuto che si esprime soprattutto nella sua produzione grafica.
<br />Nei primi anni ’30 espone in alcune mostre personali a Riva del Garda,
Trento, Roma e Milano. Tra gli anni ’30 e ’40 realizza numerosi
manifesti pubblicitari e decorazioni per alberghi in località di
villeggiatura italiane. Nel 1940 viene mandato al confino in
Basilicata, per una scritta ingiuriosa contro Mussolini, e rientrerà a
Riva del Garda al termine della seconda guerra mondiale, dove, assieme
ad altri tra cui i pittori Luigi Pizzini e Giacomo Vittone, fonda nel
1946 il Gruppo Amici dell’Arte.
<br />Sono questi gli anni in cui Achille Dal Lago si avvicina a una pittura
novecentista, passando dal movimento futurista ad un realismo vicino
alla poetica surrealista: è il periodo degli anni ’40 e ’50 durante il
quale il pittore muove verso una pittura più immaginativa che si
accompagna ad esiti figurativi e tradizionali. Del 1943 è ad esempio
l’olio su tela “Il Lavoro”, una composizione classica che si rifà ai
canoni del Novecento Italiano; di quegli anni sono le numerose nature
morte ma anche le opere dedicate alle Dolomiti (“Lago di Carezza”, “Le
Tre Cime di Lavaredo”) che si pongono all’attenzione per la loro
peculiarità cromatica e grafica, frutto di una percezione intimista
della natura. Più rare le esperienze astratte, mentre tra gli anni ’50
e ’80 si dedica in particolare alla realizzazione di manifesti e
locandine di eventi culturali e sportivi e alle chinografie.
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<img style="width: 259px; height: 366px;" src="immagini/dallago" />
<br />Achille Dal Lago, Il lavoro, olio su tela, 1943
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