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Al Museo di Riva Mozart viaggia in chiave di violino

last modified 2007-04-19 10:26

Un folto pubblico ha partecipato sabato mattina al secondo appuntamento con l’universo mozartiano al Museo di Riva del Garda.

Dopo la mostra dedicata alle scenografie del “Flauto Magico” di Luzzati, il 15 luglio 2006 è stata infatti aperta al pubblico “Mozart. Note di viaggio in chiave di violino”, curata da Marina Botteri Ottaviani, Antonio Carlini, Giacomo Fornari e realizzata con la Soprintendenza per i Beni storico-artistici di Trento e la collaborazione di numerosi enti. All’inaugurazione della mostra era presente Margherita Cogo, vicepresidente e assessore alla cultura della Provincia autonoma di Trento. “Questa iniziativa – ha detto – ribadisce la collaborazione, sostanziale e non formale, tra le strutture culturali della Provincia e il comune di Riva del Garda. Una collaborazione sancita da un protocollo d’intesa capace oggi, di offrire al pubblico locale ma anche ai molti turisti che la visiteranno, una mostra di assoluto valore, affascinante e che degnamente si inserisce nel contesto delle celebrazioni a 250 anni dalla nascita del grande genio musicale”.
Il sindaco di Riva del Garda, Claudio Molinari, nel ribadire a sua volta il valore culturale di questa iniziativa, l’ha indicata come parte di quel ripensamento del ruolo del Museo di Riva del Garda che nella collaborazione con la Provincia autonoma di Trento ha trovato nuovo slancio e nuove motivazioni.
Genesi, percorso, valore e significato della mostra sono stati poi illustrati, con passione e competenza, dai tre curatori ed un saluto particolare è stato portato da Rudolf Angermüller, direttore del Mozarteum di Innsbruck. Un intervento, il suo, che ha ulteriormente ribadito il valore di questa affascinante mostra che rimarrà aperta fino al 17 settembre; orario 10 – 18, ingresso libero, chiuso il lunedì.
Ricordiamo che la mostra nasce dal ritrovamento in una collezione privata trentina di un ritratto inedito di Wolfgang Amadeus Mozart in Trentino, e si sviluppa attraverso un percorso rivolto da un lato a ricostruire l’ambiente musicale italiano del Settecento, dall’altro a recuperare la complessa trama di incontri che accompagnarono tra il 1769 e il 1773 i viaggi dei due Mozart, padre e figlio, verso l’Italia, facendo tappa nella nostra regione. La cronaca dei passaggi trentini viene ricostruita attraverso le lettere e gli appunti di Leopold Mozart che descrivono l’ambiente locale caratterizzato da una grande vivacità intellettuale sia in campo artistico che musicale, e anche attraverso una cinquantina di preziosi quadri, alcuni del periodo, molti inediti.
L’esposizione punta inizialmente l’attenzione sul contesto musicale italiano nel XVIII secolo e, in particolare, dedica attenzione all’accademia musicale di Bologna, dove intorno alla figura di padre Martini, insegnante e collezionista, nella seconda metà del XVIII secolo si riuniscono numerosi musicisti di fama nazionale e internazionale capaci di attirare un giovane e promettente talento come Wolfgang Amadeus Mozart a cimentarsi per ottenerne il riconoscimento. Grazie alla collaborazione del Museo e Biblioteca internazionale della musica di Bologna vengono esposti i ritratti del fondatore e animatore padre Martini e di altri musicisti a lui legati, che testimoniano l’attività della scuola bolognese. La sezione della mostra dedicata all’ambiente musicale del Settecento viene arricchita da alcune preziose scene di concerti settecenteschi, tra cui un delicato disegno raffigurante un concerto di altissima qualità di Giambettino Cignaroli e il celeberrimo presunto ritratto di Antonio Vivaldi.
La seconda sezione della mostra offre al visitatore l’immagine di Wolfgang Amadeus Mozart, un quadro di cui, attraverso un restauro scrupoloso e indagini scientifiche accurate, è stato possibile risalire all’autore, Giandomenico Cignaroli, fratello del più celebre Giambettino, attivo a Verona e nei territori limitrofi. Accanto a questo figura un altro ritratto inedito di un giovane musicista inglese Thomas Linley, con cui Amadeus strinse una profonda seppur breve amicizia durante il soggiorno fiorentino.
La terza sezione della mostra illustra attraverso testimonianze iconografiche d’epoca il passaggio dei Mozart a Bolzano e a Trento: si potranno ammirare i ritratti dei personaggi che li accolsero e con i quali il giovane Mozart strinse legami di amicizia, (Lodron, Firmian, Pizzini, Tartarotti, Vannetti, Bridi) quadri familiari e rappresentazioni di manifestazioni musicali popolari che forniranno al visitatore un quadro realistico dell’insieme e della trama quanto mai ricca e variegata di umanità che accompagnò i viaggi dei due musicisti assecondando la fama che li precedeva.
L’ultima sezione invita a riflettere sulla recezione mozartiana nel XIX secolo: dal teatro ottocentesco, dove il tema del genio fanciullo rimase molto presente in opere popolari, alla ritrattistica, all’architettura celebrativa che, a Rovereto trovò nel giardino Bridi una sua significativa espressione.
Il significato di questa iniziativa, nella quale sono state coinvolte più istituzioni per i numerosi prestiti e collaborazioni scientifiche tra cui, il Castello del Buonconsiglio di Trento, il Museo Civico, la Biblioteca Civica, l’Accademia degli Agiati di Rovereto, l’Istituto Musicale Antonio Vivaldi, il Museo Civico, il Comune e l’Assessorato alla Cultura di Bolzano, il Museo e Biblioteca Internazionale della Musica di Bologna, l’Associazione Mozart Italia (sede di Rovereto), la Pinacoteca di Castello Sforzesco e la Biblioteca Ambrosiana di Milano, sta nel voler aprire nuove piste di ricerca e di fruizione artistica in un campo solo apparentemente noto. L’approccio affianca, in senso rinnovato, musica e arte, nonché storia della musica e storia dell’arte, e promette ulteriori scoperte a chi volesse a sua volta cimentarsi nell’impegno di rintracciare obliati legami con la cultura del Trentino settecentesco, le sue grandi famiglie, il suo respiro inaspettatamente così europeo.

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L'inaugurazione con il Sindaco Molinari e la vicepresidente della Provincia Cogo


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