Aperitivi con la scienza
Un giornalista, un ricercatore che si occupa di Intelligenza Artificiale e il pubblico: è la proposta dei tre “Aperitivi con la scienza” nell’ambito della 17esima conferenza Europea per l’Intelligenza Artificiale: oggi il giornalista Alessandro Franceschini ha intervistato Silvia Coradeschi, professoressa italiana dell’Università svedese di Örebo.
Silvia Coradeschi, che ha raggiunto la Svezia una decina di
anni fa grazie ad un progetto di scambio universitario e ora è ricercatrice di
fama internazionale, ha spiegato gli obiettivi che si pone oggi la ricerca
sull’intelligenza artificiale: “Si è iniziato a parlare di Intelligenza
Artificiale esattamente 50 anni – ha spiegato la professoressa Coradeschi – se
inizialmente si era molto concentrati sugli uomini, oggi ci si è spostati verso
altri tipi di intelligenza, studiando ad esempio il comportamento degli animali
e in generale tutti gli aspetti di questo termine. Uno degli obiettivi
principali rimane comunque quello di puntare a una maggior integrazione fra
l’uomo e il robot, ovvero riuscire a far lavorare assieme umani e robot, a
farli interagire e dunque a diffondere l’utilizzo dei robot in tutti i campi,
dagli ambienti lavorativi a quelli domestici. Altro obiettivo è di rendere
sempre più autonomi di robot: quelli di cui oggi disponiamo – ha proseguito
Coradeschi – sono robot autonomi solo ed esclusivamente nel loro particolare
campo, il nostro sogno è che essi funzionino in qualsiasi tipo di circostanza”.
La professoressa ha concluso l’intervista con Alessandro
Franceschini illustrando il progetto di “RoboCup”, di cui lei è membro: “Questo
progetto, nato una decina di anni fa, sta sviluppando dei robot che gareggiano
in modo autonomo nel gioco del calcio, l’obiettivo finale è quello di farli
competere nel 2050 contro la la squadra
campione del mondo di calcio. In questi dieci anni la tecnologia si è
sviluppata in maniera impressionante e siamo passati da robot completamente
statici a robot, alcuni anche della categoria di umanoidi, che gareggiano fra
loro come in una squadra”.
Ieri, sempre per gli “Aperitivi con la Scienza”, la giornalista Sandra Mattuella, collaboratrice del quotidiano “Il Trentino”, ha
incontrato Oliviero Stock, per anni Presidente
dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale, consulente per la Commissione Europea
nella definizione di programmi di ricerca nonché autore di decine di
pubblicazioni che trattano di Intelligenza Artificiale, elaborazione del
linguaggio naturale, interfacce intelligenti, interazione uomo-macchina. Stock,
reduce da un convegno di lavoro ad Israele e sostenitore della tesi che le
tecnologie possono risolvere i conflitti, ha affrontato con la giornalista
Matuella i diversi significati di Intelligenza Artificiale: “Nell’accezione
comune del termine si intende costruire macchine che svolgano funzioni tipiche
dell’intelligenza umana – ha spiegato il professor Stock – dal punto di vista
pratico forse l’idea migliore di Intelligenza Artificiale è quella di
permettere che servizi che richiedono un certo livello di intelligenza siano
disponibili per tutti non solo per i pochi che possono disporre delle funzioni
di un segretario, di un aiuto, ecc.”.
Domani si terrà l’ultimo appuntamento: alle ore 12.00 presso
il Bar Maroni di piazza Cavour, il
giornalista Alessandro de Bertolini, redazione culturale de: “Il
Corriere del Trentino” (dorso locale del Corriere della Sera), incontrerà Marco Schaerf, attuale presidente dell’Associazione italiana per
l’Intelligenza Artificiale. Il ricercatore lavora presso il Dipartimento di
Informatica e Sistemistica dell’Università “La Sapienza” di Roma e si occupa in
particolare del Ragionamento Non Monotono che riguarda la gestione
dell’incompletezza delle informazioni e di Programmazione Logica con le
applicazioni all’Intelligenza Artificiale.
Riva del Garda, 30 agosto 2006
Arianna Tamburini
Sandra Matuella intervista Oliviero Stock
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