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Aperitivi con la scienza

last modified 2007-04-19 10:26

Un giornalista, un ricercatore che si occupa di Intelligenza Artificiale e il pubblico: è la proposta dei tre “Aperitivi con la scienza” nell’ambito della 17esima conferenza Europea per l’Intelligenza Artificiale: oggi il giornalista Alessandro Franceschini ha intervistato Silvia Coradeschi, professoressa italiana dell’Università svedese di Örebo.

Silvia Coradeschi, che ha raggiunto la Svezia una decina di anni fa grazie ad un progetto di scambio universitario e ora è ricercatrice di fama internazionale, ha spiegato gli obiettivi che si pone oggi la ricerca sull’intelligenza artificiale: “Si è iniziato a parlare di Intelligenza Artificiale esattamente 50 anni – ha spiegato la professoressa Coradeschi – se inizialmente si era molto concentrati sugli uomini, oggi ci si è spostati verso altri tipi di intelligenza, studiando ad esempio il comportamento degli animali e in generale tutti gli aspetti di questo termine. Uno degli obiettivi principali rimane comunque quello di puntare a una maggior integrazione fra l’uomo e il robot, ovvero riuscire a far lavorare assieme umani e robot, a farli interagire e dunque a diffondere l’utilizzo dei robot in tutti i campi, dagli ambienti lavorativi a quelli domestici. Altro obiettivo è di rendere sempre più autonomi di robot: quelli di cui oggi disponiamo – ha proseguito Coradeschi – sono robot autonomi solo ed esclusivamente nel loro particolare campo, il nostro sogno è che essi funzionino in qualsiasi tipo di circostanza”.
La professoressa ha concluso l’intervista con Alessandro Franceschini illustrando il progetto di “RoboCup”, di cui lei è membro: “Questo progetto, nato una decina di anni fa, sta sviluppando dei robot che gareggiano in modo autonomo nel gioco del calcio, l’obiettivo finale è quello di farli competere nel 2050 contro la la squadra campione del mondo di calcio. In questi dieci anni la tecnologia si è sviluppata in maniera impressionante e siamo passati da robot completamente statici a robot, alcuni anche della categoria di umanoidi, che gareggiano fra loro come in una squadra”.
Ieri, sempre per gli “Aperitivi con la Scienza”, la giornalista Sandra Mattuella, collaboratrice del quotidiano “Il Trentino”, ha incontrato Oliviero Stock, per anni Presidente dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale, consulente per la Commissione Europea nella definizione di programmi di ricerca nonché autore di decine di pubblicazioni che trattano di Intelligenza Artificiale, elaborazione del linguaggio naturale, interfacce intelligenti, interazione uomo-macchina. Stock, reduce da un convegno di lavoro ad Israele e sostenitore della tesi che le tecnologie possono risolvere i conflitti, ha affrontato con la giornalista Matuella i diversi significati di Intelligenza Artificiale: “Nell’accezione comune del termine si intende costruire macchine che svolgano funzioni tipiche dell’intelligenza umana – ha spiegato il professor Stock – dal punto di vista pratico forse l’idea migliore di Intelligenza Artificiale è quella di permettere che servizi che richiedono un certo livello di intelligenza siano disponibili per tutti non solo per i pochi che possono disporre delle funzioni di un segretario, di un aiuto, ecc.”.
Domani si terrà l’ultimo appuntamento: alle ore 12.00 presso il Bar Maroni di piazza Cavour, il giornalista Alessandro de Bertolini, redazione culturale de: “Il Corriere del Trentino” (dorso locale del Corriere della Sera), incontrerà Marco Schaerf, attuale presidente dell’Associazione italiana per l’Intelligenza Artificiale. Il ricercatore lavora presso il Dipartimento di Informatica e Sistemistica dell’Università “La Sapienza” di Roma e si occupa in particolare del Ragionamento Non Monotono che riguarda la gestione dell’incompletezza delle informazioni e di Programmazione Logica con le applicazioni all’Intelligenza Artificiale.

Riva del Garda, 30 agosto 2006
Arianna Tamburini

caffescienza
Sandra Matuella intervista Oliviero Stock


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