Aperitivi con la scienza
Finalmente il pubblico ha risposto alla proposta degli “Aperitivi con la scienza”organizzati nell’ambito della 17esima conferenza Europea per l’Intelligenza Artificiale dall’Istituto Trentino di Cultura con la collaborazione del Comune di Riva del Garda: oggi una ventina di persone hanno seguito l’intervista di Lorenzo Rotondi con Marco Schaerf, attuale presidente dell’Associazione italiana per l’Intelligenza Artificiale.
Il professor Schaerf, laureatosi all’Università “La Sapienza” di Roma e appassionato
lettore di Asimov, ha risposto alle domande di Lorenzo Rotondi (ufficio stampa
ITC) che ha gentilmente sostituito la giornalista Elisabetta Curzel in
imminente maternità. Schaerf, stimolato da Rotondi, ha analizzato il tema dell’Intelligenza
Artificiale sotto il profilo etico: “Non abbiamo ancora raggiunto il punto in
cui le macchine, i robot, siano autonomi nel senso che possano agire da soli –
ha spiegato Marco Schaerf ad un pubblico attento e curioso – ma queste
problematiche non sono così lontane, perché le applicazioni si stanno
avvicinando lentamente a questo confine: ci sono macchine che apprendono e non
sappiamo in che direzione si muovono, ci sono programmi e sistemi sempre più
complessi e in grado di compiere evoluzioni non prevedibili. Quando questi
diventeranno creativi, ovvero si avvicineranno al genio dell’uomo, non lo
possiamo sapere come non sappiamo nemmeno se questo obiettivo si potrà
raggiungere, un giorno, ma dobbiamo comunque muoverci secondo la legge della
massima cautela”.
Gli obiettivi a breve termine della ricerca
sull’Intelligenza Artificiale sono invece quelli dello sviluppo sempre maggiore
di meccanismi di controllo delle macchine, che si sono dimostrati più efficaci
dell’uomo perché compiono meno errori; la ricerca prosegue anche nel campo
della domotica, ovvero nell’automazione della casa, e in Internet, soprattutto
per cercare di ottimizzare la ricerca delle informazioni sulla rete.
Ieri il giornalista de
“L’Adige” Alessandro Franceschini
ha intervistato Silvia Coradeschi,
professoressa italiana dell’Università svedese di Örebo. Silvia Coradeschi, che
ha raggiunto la Svezia una decina di anni fa grazie ad un progetto di scambio
universitario e ora è ricercatrice di fama internazionale, ha spiegato gli
obiettivi che si pone oggi la ricerca sull’intelligenza artificiale: “Si è
iniziato a parlare di Intelligenza Artificiale esattamente 50 anni – ha
spiegato la professoressa Coradeschi – se inizialmente si era molto concentrati
sugli uomini, oggi ci si è spostati verso altri tipi di intelligenza, studiando
ad esempio il comportamento degli animali e in generale tutti gli aspetti di
questo termine. Uno degli obiettivi principali rimane comunque quello di puntare
a una maggior integrazione fra l’uomo e il robot, ovvero riuscire a far
lavorare assieme umani e robot, a farli interagire e dunque a diffondere
l’utilizzo dei robot in tutti i campi, dagli ambienti lavorativi a quelli
domestici. Altro obiettivo è di rendere sempre più autonomi di robot: quelli di
cui oggi disponiamo – ha proseguito Coradeschi – sono robot autonomi solo ed
esclusivamente nel loro particolare campo, il nostro sogno è che essi
funzionino in qualsiasi tipo di circostanza”.
La professoressa ha concluso l’intervista con Alessandro
Franceschini illustrando il progetto di “RoboCup”, di cui lei è membro: “Questo
progetto, nato una decina di anni fa, sta sviluppando dei robot che gareggiano
in modo autonomo nel gioco del calcio, l’obiettivo finale è quello di farli
competere nel 2050 contro la la squadra
campione del mondo di calcio. In questi dieci anni la tecnologia si è
sviluppata in maniera impressionante e siamo passati da robot completamente
statici a robot, alcuni anche della categoria di umanoidi, che gareggiano fra
loro come in una squadra”.
Nel primo appuntamento degli “Aperitivi con la Scienza”, la giornalista Sandra Mattuella, collaboratrice del quotidiano “Il Trentino”, ha incontrato Oliviero Stock, per anni Presidente dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale, consulente per la Commissione Europea nella definizione di programmi di ricerca nonché autore di decine di pubblicazioni che trattano di Intelligenza Artificiale, elaborazione del linguaggio naturale, interfacce intelligenti, interazione uomo-macchina. Stock, reduce da un convegno di lavoro ad Israele e sostenitore della tesi che le tecnologie possono risolvere i conflitti, ha affrontato con la giornalista Matuella i diversi significati di Intelligenza Artificiale: “Nell’accezione comune del termine si intende costruire macchine che svolgano funzioni tipiche dell’intelligenza umana – ha spiegato il professor Stock – dal punto di vista pratico forse l’idea migliore di Intelligenza Artificiale è quella di permettere che servizi che richiedono un certo livello di intelligenza siano disponibili per tutti non solo per i pochi che possono disporre delle funzioni di un segretario, di un aiuto, ecc.”.
Riva del Garda, 31 agosto 2006
Arianna Tamburini
La giornalista Matuella con Oliviero Stock Il pubblico presente all'incontro di Schaerf
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