"Di scomode parole" con Marco Baliani
Dopo la pausa per le festività natalizie, la stagione teatrale di Riva del Garda riparte con grinta attraverso lo spettacolo di Marco Baliani e Maria Maglietta: “Di scomode parole”, in programma presso la sala dei mille del Palacongressi di Riva del Garda il 22 gennaio ad ore 21.00. Per lo spettacolo sono ancora disponibili alcune decine di biglietti che si possono acquistare nelle Casse Rurali che aderiscono al circuito: “Primi alla Prima”.
In occasione del 90°
anniversario dell’impiccagione di Cesare Battisti nella Fossa dei Martiri del
Castello del Buonconsiglio, Marco Baliani, uno dei più interessanti autori e
attori del teatro civile italiano, ripercorre le ultime ore della vicenda
storica di Battisti. Le “scomode parole” (tradimento, martirio, patria,
socialismo) vogliono rappresentare l’articolata e complessa figura di un uomo
che ha vissuto in pieno le contraddizioni di un’epoca che anticipa la complessità
di un mondo straordinariamente contemporaneo.
“Tradimento,
sacrificio, martirio, patria, socialismo, è intorno a queste parole che si
snoda e si addensa la vita di Cesare Battisti – ci avvisano gli autori – Parole
che nel tempo hanno avuto diverse declinazioni, che si sono ammantate di
retorica ma anche di sincero slancio dei cuori, parole difficili, scomode che
ancora oggi ci interrogano con tutta la loro ambivalenza, parole ricche di
contraddizioni tuttora pulsanti. Oggi che si appellano “martiri” quei giovani
che si fanno esplodere con bombe allacciate al petto in mezzo ad un mercato
facendo strage di gente, oggi che le idolatrie di nazionalismi esasperati hanno
prodotto eccidi, genocidi, guerre civili, oggi più che mai è opportuno tornare
lì, dentro l’inferno della prima guerra mondiale, dove quelle parole sono state
con forza parlate, dette e gridate. Cesare Battisti era lì, al centro di quel
conflitto. La sua vita, esemplare per convinzione e per passione etica, è un
percorso arduo, scandaloso, inquietante. Ma proprio per questo degno di essere
raccontato e tramandato. Socialista fervente, geografo, scienziato, scrittore e
divulgatore, redattore di riviste e opuscoli, fondatore e direttore di un
quotidiano, suddito dell’Impero austroungarico e in quello stesso impero
deputato socialista al Parlamento, riformista convinto, autonomista e poi,
oltrepassato il confine per sempre, irredentista, interventista, convinto
assertore della necessità di portare guerra all’Austria, conferenziere
instancabile, soldato italiano al fronte, per finire catturato, imprigionato,
condannato a morte, con l’accusa infamante di tradimento, impiccato alla forca
e così trasformato in martire, eroe della patria, alla patria sacrificato. Noi
non racconteremo solo la storia della sua vita, a noi interessano quelle parole
e i pensieri che trascinano con sé. Perché sono ancora oggi, per noi, parole
dense di conflitti irrisolti, che non mettono pace nell’animo. E proprio per
questo parole densamente teatrali”.
Riva del Garda, 11 gennaio 2007
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