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La Giornata della Memoria

last modified 2007-05-24 12:54

Insieme, i Comuni di Arco e Riva del Garda invitano i cittadini a celebrare la Giornata della memoria del 27 gennaio, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, attraverso la partecipazione ad alcune iniziative importanti programmate dalle due Amministrazioni tra il 25 e il 27 gennaio.

Ricordare la Shoah è un modo per capire, e soprattutto un modo perché l’umanità possa proseguire in un cammino di democrazia, di tolleranza e di comprensione, che non veda mai più ripetersi orrori, genocidi, stragi.
È un modo per guardare avanti con la ferma consapevolezza che alcuni valori a tutela dell’umanità sono fondamentali e non possono mai essere messi in discussione. Che gli uomini devono essere rispettati sempre, che la vita è sacra per tutti, che le differenze sono motivo di ricchezza e non di divisione. Ricordare la Shoah è fare in modo che tempi così bui non possano più tornare a segnare le nostre vite.

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PROGRAMMA:

Dal 25 al 31 gennaio
Biblioteca Civica di Riva del Garda
Pagine per non dimenticare
Mostra bibliografica sulla Shoah

25 gennaio 2007, ore 21.00
Auditorium di Palazzo dei Panni, Arco
L’Europa di mezzo
Incontro dibattito con Davide Sighele, giornalista e rappresentante dell’Osservatorio dell’Europa sui Balcani, una proposta degli alunni della classe V della scuola elementare di Massone

26 gennaio 2007, ore 16.30
Giardini di via Bruno Galas – Monumento agli ebrei arcensi, Arco
La cerimonia del ricordo
In collaborazione con Maria Luisa Crosina e gli alunni della classe V della scuola elementare di Massone

26 gennaio 2007, ore 21.00
Auditorium del Conservatorio di Riva del Garda
Voci dalla Shoah
di Roberto Carusi
Spettacolo con la compagnia teatrale “Itineraria”, tratto dalle testimonianze di Goti Bauer, Liliana Segre e Nedo Fiano, sopravvissuti ad Auschwitz, raccolte da Claudio Facchinelli, in collaborazione con Provincia Autonoma di Trento e il Coordinamento teatrale trentino. Ingresso libero
“Voci dalla Shoah” è quasi una scommessa sull’uso della parola come testimonianza. Nato come sintesi dalle testimonianze che tre ex deportati, con immensa sofferenza e fatica, hanno riportato negli ultimi anni in centinaia di scuole, è nato un libro: Voci dalla Shoah. È un documento sconvolgente, che racconta tre storie simili nella successione dei fatti ma discordi negli stili comunicativi. Roberto Carusi ne ha tratto una versione drammaturgia che, rispettando le parole dei protagonisti, le ha tuttavia smontate, accostate, intrecciate cosicché ognuno vi racconti la propria storia all’interno della grande Storia di tutti. Alle parole di Goti Bauer dà voce Lorella De Luca, a quelle di Liliana Segre Carmen Piga, di Nedo Fiano Fabrizio De Giovanni, per la regia dello stesso Roberto Carusi.

Sabato 27 gennaio 2007, ore 10.15
Palazzo dei Congressi, Riva del Garda
Il violino di Rotšil’d
Tratto dal racconto di Anton Čechov e curato dall’associazione Quadrivium. Ingresso riservato alle scuole (agli studenti del triennio degli istituti superiori di Riva del Garda)
L’Associazione musicale Quadrivium, in collaborazione con l’Amministrazione di Riva del Garda propone, in prima rappresentazione assoluta, lo spettacolo “Il violino di Rotšil’d” tratto dall’omonimo racconto di Anton Čechov. Il gruppo musicale Destrani Taraf di Trento accompagna la lettura del testo con pezzi musicali scelti principalmente nel repertorio della tradizione kletzmer e, più in generale, della musica popolare dell’Europa orientale. Si aggiungono le immagini del giovane artista roveretano Luca Nicolodi e le riprese video in diretta curate Diego Busacca. Voce e regia teatrale di Amedeo Savoia.
La vicenda di Jakov, costruttore di bare e violinista per passione nella periferia russa tardo-ottocentesca, incarna nella sua dimensione disumanizzata una sorta di lager interiore. In particolare spicca il disprezzo del protagonista per Rotšil’d, un ebreo con il quale suona in una orchestrina ai matrimoni. Solo il violino restituisce alla vita uno spessore passionale e un senso costruttivo e solidale. Dopo un duro bilancio della propria vita, Jakov in punto di morte decide, con un gesto estremo di rediviva umanità, di regalarlo al tanto bistrattato Rotšil’d.
II violino rappresenta il filo rosso che unisce simbolicamente il racconto di Čechov con la Shoah, un filo che si dipana anche attraverso altre esperienze e opere che testimoniano una funzione analoga dello strumento ad arco all’interno dei campi di concentramento. Infine è importante collegare questo commemorazione della Shoah con eventi del presente: lo spettacolo, per questa ragione, è dedicato alla memoria di Anna Politkovskaja, la giornalista russa uccisa il 7 ottobre 2006 a causa del suo impegno informativo sulla tragica vicenda della guerra in Cecenia.

Riva del Garda, 23 gennaio 2007
Arianna Tamburini

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