Cinema d'autore: «Il divo»
«Il cinema d'autore» – la rassegna del cinema Roma patrocinata dal Comune di Riva del Garda – propone mercoledì 25 e giovedì 26 giugno il film di Paolo Sorrentino «Il divo», con Toni Servillo, Anna Bonaiuto, Giulio Bosetti, Flavio Bucci, Carlo Buccirosso e Piera Degli Esposti. Genere drammatico politico, durata 110 minuti, produzione Italia 2008. L’ingresso costa 5 euro.
C'è un uomo che soffre di terribili emicranie e arriva anche a contornarsi il volto con l'agopuntura pur di lenire il dolore. È la prima immagine (grottesca) di Giulio Andreotti ne «Il divo».
Siamo negli Anni Ottanta e quest'uomo freddo e distaccato, apparentemente privo
di qualsiasi reazione emotiva, è a capo di una potente corrente della
Democrazia Cristiana ed è pronto per l'ennesima presidenza del Consiglio.
L'uccisione di Aldo Moro pesa però su di lui come un macigno impossibile da
rimuovere. Passerà attraverso morti misteriose (Pecorelli, Calvi, Sindona,
Ambrosoli) in cui lo si riterrà a vario titolo coinvolto, supererà senza
esserne scalfito Tangentopoli per finire sotto processo per collusione con la
mafia. Processo dal quale verrà assolto.
È la storia del senatore
Giulio Andreotti, dalla fine del suo settimo governo (aprile 1992) alla vigilia
del processo di Palermo, dove fu rinviato a giudizio per associazione mafiosa.
E in mezzo la mancata conquista del Quirinale, la strage di Falcone e la
malattia.
L'Andreotti di Sorrentino
è un uomo che ha consacrato tutto se stesso al potere. Un politico che ha
saputo vincere anche quando perdeva. Un essere umano profondamente solo che ha
trovato nella moglie l'unica persona che ha creduto di poterlo conoscere.
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