Il Museo in classe e nel territorio
Con l’apertura delle scuole, riprende anche la campagna di iscrizioni alle attività didattiche del Museo, con un’offerta che finora ha visto un aumento delle adesioni sia ai percorsi consolidati che alle nuove proposte. Da segnalare inoltre i primi risultati delle collaborazioni in speciali progetti didattici, nell’incontro al Museo con le classi seconde della Scuola elementare del Varone.
La seconda parte della stagione di attività didattica del Museo si apre con le numerose iniziative, che hanno incontrato durante la prima tornata di iscrizioni un diffuso interesse da parte degli insegnanti: in aumento sono risultate, infatti, le richieste per percorsi di conoscenza del territorio, dalle visite alla Riva di età romana e al sito archeologico di s. Martino, alla lettura dell’importante monumento barocco rivano in via di restauro, la chiesa dell’Inviolata, per non dimenticare le pievi di San Tomaso e San Lorenzo che lo scorso anno hanno coinvolto studenti e professori delle scuole medie superiori. Molte finora sono state le iscrizioni ai laboratori, da quello che prevede la simulazione di uno scavo archeologico e che prossimamente potrà avvalersi di uno spazio dedicato all’aperto, ai laboratori di storia, per la lettura degli statuti e di documentazione legata alle vicende del 1943. Da febbraio poi partiranno percorsi sul territorio, attraverso i quali i più piccoli scopriranno i segni del passato rintracciabili nelle architetture della città, mentre gli studenti delle scuole superiori potranno affrontare un viaggio nelle espressioni artistiche del Novecento, che li porterà da Riva del Garda a Gardone Riviera. Come sempre grande è l’interesse suscitato dal sistema delle fortificazioni, per il quale il Museo propone da anni una sperimentata ed efficace proposta didattica. Una quindicina infine saranno le classi elementari coinvolte nell’atelier, condotto da un giovane artista, proposta didattica rivolta ai più piccoli per avvicinarli all’arte attraverso la partecipazione alla creazione diretta di un’opera.
Ma il Museo si apre anche alle scuole o alle classi che vogliano intraprendere progetti autonomi, come è avvenuto in questi mesi con la Scuola Primaria di Varone.
Giovedì 20 dicembre, infatti, le classi seconde delle elementari, accompagnate dalle insegnanti Lucia Dongilli, Renza Proch e Cristina Trenti hanno consegnato ufficialmente al Museo di Riva del Garda i risultati di un percorso di approfondimento sulla storia del loro edificio scolastico, svolto in collaborazione con il Museo stesso. Il progetto ha previsto diverse fasi, nelle quali le insegnanti sono state affiancate da Elena Banterla, collaboratrice del Museo. I bambini hanno analizzato attentamente i progetti di costruzione della scuola, per rintracciare poi con i loro occhi i segni lasciati dagli interventi successivi, che ne hanno modificato l'aspetto. Le classi hanno scoperto, grazie all'osservazione diretta e ad una corretta lettura delle fonti a disposizione (planimetrie e fotografie), come l'esterno della scuola, il cortile, ma anche gli spazi interni abbiano cambiato nel tempo la loro forma e la loro destinazione d'uso. Il lavoro è proseguito sotto la guida delle insegnanti, concretizzandosi nella realizzazione di un plastico della scuola e di un cd che documenta tutte le fasi della ricerca svolta delle due classi.
“Questo progetto è un esempio di come si possano realizzare dei percorsi didattici in piena sinergia con gli insegnanti, rispondendo alle sollecitazioni contenute nei diversi piani formativi dei singoli istituti scolastici e in linea con i nuovi programmi ministeriali - ha chiarito la direttrice, Monica Ronchini - L'obiettivo di queste collaborazioni è quello di coinvolgere le scuole nella ricostruzione delle infinite storie nascoste nei luoghi che abitiamo. Per farlo il Museo si mette a disposizione degli insegnanti per realizzare insieme a loro percorsi didattici mirati, fornendo dati, informazioni, materiale iconografico e il supporto dei suoi collaboratori”.
Riva del Garda, 4 gennaio 2008
Arianna Tamburini
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