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Il sacrificio di Alois Štorch

last modified 2009-07-04 16:28

Il 5 luglio 1918 a Riva del Garda veniva giustiziato dall’esercito austriaco, appena ventiduenne, Alois Štorch, di stanza presso il 29° Corpo d’armata italiano, nel quale operava anche l'unitŕ cecoslovacca denominata «Avio». Domenica 5 luglio l'amministrazione comunale celebra l'anniversario deponendo una corona di fiori al monumento che ricorda quel sacrificio d'una giovane vita.

D'altronde, a Riva del Garda il ricordo di Alois Štorch č radicato nella memoria popolare: fin dal 1919, per iniziativa della Legione Trentina, venne eretto sul luogo dell’esecuzione un cippo in marmo bianco. Negli anni successivi in quest’area monumentale si sono susseguite cerimonie di grande significato, tra cui la visita della madre del martire, nel 1928, a dieci anni di distanza dalla morte. Oppure, le solenni celebrazioni degli anni Sessanta, con la visita ufficiale dell’allora ambasciatore cčco e la cerimonia per i 50 anni dalla morte. Infine, l'anno scorso, la solenne celebrazione del novantesimo anniversario, con la presenza dell’ambasciatore della Repubblica Ceca in Italia, Sua Eccellenza Vladimir Zavŕzal.

Cenni storici
Nella zona del lago di Garda durante gli ultimi anni della Grande Guerra operava presso il 29° Corpo d’armata italiano un’unitŕ cecoslovacca, la seconda compagnia del 39° con il nome di «Avio». Ne facevano parte anche due cčchi passati con gli italiani, il caporale Alois Štorch e l’appuntato František Tobek, che avevano contribuito con le loro informazioni alla resistenza delle truppe italiane presso il Doss Alto.
Alois Štorch, caporale telefonista della 3^ batteria del 13° reggimento di artiglieria di stanza a Nago, era nato il 20 giugno 1893 a Ceskŕ Lěpa; l’appuntato František Tobek, della stessa batteria, era nato il 21 maggio 1896 a Lazany, presso Litomyšl.Il piano di azione prevedeva che i due graduati cechi, alla testa di due manipoli nei quali militavano altri due soldati cecoslovacchi, Leopold Jerŕbek e Jan Smarda, sarebbero partiti da Malcesine e da lě avrebbero superato gli sbarramenti penetrando in territorio austriaco nella piana del Sarca allo scopo di mettere scompiglio nelle linee avversarie e nel contempo attirare le simpatie dei connazionali, rimasti nelle file austro-ungariche. L’approdo avvenne verso le 1,30 della notte tra il 2 e il 3 luglio 1918 alla foce del Sarca, ma i militi furono scoperti dalle pattuglie austriache e tentarono la fuga gettandosi a nuoto: Jerabek rimase colpito e annegň; Tobek si salvň nuotando fino alle linee italiane a Buon Porto; Štorch, colto da un crampo in acqua, fu catturato da una pattuglia austriaca; infine, Smarda fu preso dagli austriaci presso la costa. I due cčchi catturati vennero immediatamente sottoposti a processo davanti all’arciduca Max, ma se la posizione di Smarda fu piů lieve, colpevole solo di aver voluto rientrare in patria, mentre Štorch fu riconosciuto disertore e condannato a morte.
La sentenza fu eseguita alle 2 e mezzo del mattino del 5 luglio 1918. Per rappresaglia il generale Graziani, comandante della divisione cecoslovacca, ordinň un massiccio bombardamento sulla inerme cittŕ di Riva e sul luogo della impiccagione dello sfortunato Štorch.

Riva del Garda, 3 luglio 2009
M.C.


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