Posizionati i nidi artificiali
In questi giorni sono stati collocati 618 nidi artificiali acquistati dal Comune di Riva del Garda per aumentare la biodiversità dell'ambiente naturale, contenere agenti dannosi per la vegetazione e le colture, nonché limitare la diffusione delle zanzare e degli insetti notturni. L'iniziativa, condivisa dagli assessori alla qualità urbana e cantiere Giancarlo Tonelli e alle politiche ambientali Paolo Matteotti, è stata condotta dagli operai delle Giardinerie comunali sotto la guida di Sergio Abram, esperto nel settore agro-animale, che da anni si occupa di collocare i piccoli rifugi per uccelli e pipistrelli.
Riva del Garda ha già conquistato un primato: sebbene non sia certo la prima città del Trentino a collocare i nidi artificiali (a Trento per esempio i primi sono stati posizionati una ventina di anni fa) è sicuramente il primo Comune della provincia, e probabilmente anche del territorio nazionale, ad aver deliberato di collocare in un'azione unica un così grosso numero di strutture.
Le cassette – nido e i rifugi sono stati installati nel verde comunale, ovvero nei parchi e nei viali cittadini, sul lungolago e nei giardini di alcune scuole, sia su edifici sia sui tronchi di alcuni grossi alberi ad un'altezza compresa tra i 4 e i 7 metri, per difendere i volatili dai predatori naturali e anche dalla curiosità dell'uomo. I nidi, prodotti dalla ditta tedesca Schwegler e importati dalla Raintec Irrigation srl di Cornedo all'Isarco, sono di forma e dimensioni diverse a seconda delle specie a cui sono destinati, di un colore che si mimetizza con l'ambiente e sono composti per il 75% di segature e per il restante da argilla e cemento, una miscela che garantisce l'isolazione da caldo, freddo e umidità. Mediamente il tempo di durata è di una cinquantina di anni, basta effettuare una manutenzione all'anno, generalmente in autunno.
A seconda della specie a cui sono destinati sono suddivisi in: 270 rifugi per cince e altri piccoli uccelli (cinciallegra, cinciarella, cincia mora, cincia bigia, cincia dal ciuffo, torcicollo, codirosso, passera e passera mattugia) con foro d'involo del diametro di 32 millimetri, 57 casette per upupa, civetta, assiolo, codirosso e picchio muratore con foro di 60 millimetri, 18 per allocco e barbagianni con foro di 12 centimetri, infine 273 per pipistrelli. Queste ultime, a differenza di quelle per gli uccelli, possono essere utilizzate contemporaneamente da più pipistrelli, a seconda della specie (in Trentino sono state, infatti, censiti, oltre 30 chirotteri); inoltre sono di colore scuro e hanno un foro dal basso per facilitare l'ingresso dei chirotteri.
Tutti i rifugi possono essere utilizzati anche da piccoli roditori, come scoiattolo, ghiro, quercino e moscardino.
Come spiegato dagli assessori Paolo Matteotti e Giancarlo Tonelli, l'idea alla base di questo percorso è quella di incrementare la presenza degli uccelli insettivori in città, dove trovano pochi siti adatti per nidificare: essi, infatti, soggiornano nelle cavità di grossi alberi, negli anfratti di muri e rocce, ma queste cavità sono ormai praticamente scomparse nei centri urbani. Il progetto vuole tutelare anche i pipistrelli, utilissimi per contrastare la diffusione di zanzare e insetti, specie a rischio estinzione, con un preciso programma europeo di salvaguardia. Pipistrelli e uccelli sia stanziali che migratori, sono tutti insettivori o topivori e permetteranno di contenere la diffusione di insetti e piccoli roditori dannosi per le colture, le derrate alimentari e l'uomo stesso, un modo per salvaguardare l'ambiente naturale senza prodotti chimici, all'insegna della biodiversità e della naturalità.
Ufficio Stampa (at)
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