Il nuovo regolamento del servizio di fognatura
Un passo importante nel cammino di una sempre più attenta salvaguardia dell’ambiente: il nuovo «Regolamento del servizio di fognatura comunale», dopo il passaggio in Commissione Ambiente, ha registrato l’ampia approvazione anche del Consiglio comunale. Il documento detta una serie di regole innovative che danno risposta alle nuove emergenze ambientali.
Il nuovo regolamento, che sostituisce il precedente del 1982, arriva a completare il lungo percorso avviato dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Cesare Malossini che aveva sollecitato la Provincia sulle tematiche relative alle acque del lago di Garda, fino ad arrivare alla firma di un protocollo di svolta, l’«Accordo di programma sulla qualità delle acque del lago di Garda», firmato il 23 dicembre 2002 e immediatamente seguito con attenzione e rigore dal Comune.
L’Amministrazione e i Servizi della Provincia si sono impegnati per anni in attività di ricognizione e controllo per individuare le fonti di inquinamento da scarichi di insediamenti civili, produttivi e sanitari, con lo scopo di difendere l’ambiente e le acque del lago di Garda da ogni possibile forma di inquinamento. Per queste attività il Comune di Riva del Garda è consapevole di essere tra i primi in tutto il bacino gardesano a perseguire vere ed efficaci politiche di risanamento, con un’attenzione rivolta in particolare alla protezione del lago di Garda, nostro principale patrimonio ambientale e primario motore dell’economia di tutto il territorio.
L’accordo di programma con la Provincia ha trovato positivamente conclusione alla fine del 2006 e il nuovo regolamento s’inserisce in quel percorso e lo conclude, dettando delle regole per la gestione delle acque di scarico non più limitate all’Amministrazione comunale, ma valide per tutti. La sua redazione fa seguito ad un attento studio dei più moderni regolamenti del Trentino e d’Italia, e costituisce un aggiornamento anche della normativa provinciale che porta chiaramente i segni della più recente impostazione con cui si affrontano, oggi, i temi della salvaguardia ambientale e delle acque.
Tra le novità, illustrate in Consiglio e largamente apprezzate, l’articolo 9 introduce regole che impongono dispositivi di separazione dei grassi nei locali in cui si svolgono attività di preparazione di pasti: per tutte gli esercizi già esistenti è previsto il termine massimo di tre anni per l’installazione del dispositivo separatore dei grassi. L’iniziativa mette riparo al problema dell’enorme e crescente quantità di grassi prodotti da queste attività; i grassi di varia provenienza, infatti, tendono ad intasare le tubazioni delle acque nere e a creare problemi ai depuratori.
Altrettanto innovativo l’articolo 10 che prevede dispositivi separatori di olii nei parcheggi: i separatori saranno obbligatori per i parcheggi coperti con più di 9 posti auto e per quelli scoperti con più di 800 metri quadrati di superficie impermeabilizzata. Il provvedimento vuole evitare che le sostanze oleose rilasciate dalle auto durante la sosta finiscano nella rete delle acque bianche e, di conseguenza, direttamente nel lago.
Un’altra problematica affrontata dal nuovo regolamento è quella delle acque bianche, immesse in sempre maggiori quantità nella rete di smaltimento, a causa di svariati motivi tra cui i sistemi di condizionamento dell’aria, oggi sempre più diffusi (che utilizzano e scaricano acqua), e l’aumento delle superfici impermeabilizzate (tetti, strade, parcheggi, eccetera).
L’aumento della quantità di acqua che non s’infiltra nel suolo e viene invece condotta nelle reti di scarico mette in difficoltà il sistema, il cui dimensionamento non era previsto per questi nuovi usi; le conseguenze si fanno notare specialmente nel caso di precipitazioni intense, com’è accaduto spesso negli ultimi anni. Non è infrequente, infatti, vedere i tombini che non riescono più a smaltire le abbondanti piogge. Per questo motivo la nuova normativa impone, per quanto possibile, lo smaltimento delle acque bianche attraverso pozzi a dispersione o in corso d’acqua superficiali.
Altra nota interessante è l’obbligatorietà, per gli edifici di nuova costruzione con aree verdi di superficie maggiore di 100 metri quadrati, di recuperare le acque piovane a scopo irriguo. Un accorgimento importante per il risparmio d’acqua potabile per la possibilità di coprire le esigenze idriche legate all’irrigazione degli spazi verdi senza dover ricorrere all’acquedotto.
La maggior parte dei rimanenti articoli regola le nuove modalità di allacciamento dei privati alla rete di fognatura e le disposizioni decise per gli allevamenti zootecnici e per le reti di fognatura costruite dai privati.
Per questi motivi l’Amministrazione comunale è convinta di avere compiuto un passo importante; un’iniziativa a tutela dell’ambiente che ha potuto contare sull’approvazione convinta del Consiglio comunale.
Riva del Garda, 7 ottobre 2008
Michele Comper
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