Scendono i sipari del Garda Jazz Festival 2008
Ultimi appuntamenti a Torbole sul Garda presso il Parco Pavese sabato 5 e domenica 6 luglio con due appuntamenti imperdibili: Antonello Salis, artista istrionico e mai domo, con il suo nuovo quintetto elettrico nel progetto “The Bookmakers”, e Francesco Bearzatti con Tinissima, progetto dedicato a Tina Modotti emigrante, operaia, attrice, fotografa nel Messico degli anni venti.
ATTENZIONE: VARIAZIONE ORGANIZZATIVA. In caso di maltempo i concerti di Antonello Salis “The Bookmakers” (5 luglio) e di Francesco Bearzatti “Tinissima” (6 luglio) si terranno presso l’auditorium della Scuola Musicale Civica di Riva del Garda (via Federico Guella – lato nord Scuole elementari Nino Pernici).
Sabato 5 luglio ’08, ore 21.30. Torbole – Parco Pavese
THE BOOKMAKERS
Antonello Salis
Antonello
Salis pianoforte,tastiere + fisa, Sandro Satta sax, Antonio Jasevoli chitarra,
Marco Siniscalco basso, Davide John B. Arnold batteria.
Era dalla fine degli anni
Settanta che Antonello Salis, uno degli spiriti più liberi del nostro
panorama musicale, non si rapportava a strumentazione elettrica. Nella sua più
recente storia figurano progetti realizzati in duo o in trio, sempre cuciti
addosso alla sua sensibilità. La scelta dei musicisti coinvolti che, oltre ad
essere rinomati nel campo delle musiche improvvisate e del jazz, godono di un
forte retroterra rock, è sintomatica delle idee musicali di Salis. Il
repertorio è originale, e nelle strutture dei brani si innestano a seconda
dell’atmosfera del momento le improvvisazioni fulminanti della chitarra di
Antonio Jasevoli, le invenzioni melodiche e armoniche di Antonello Salis, le
stratificazioni estemporanee di Sandro Satta. Quello che più sorprende del
quintetto è l’incredibile collaborazione fra i vari artisti, mai uno sopra
l’altro, che produce un flusso sonoro in continua variazione, giocato su toni
chiaroscurali, fatto di rimandi, citazioni e invenzioni. Antonello Salis inizia
l’attività da autodidatta; dal 1969 al 1972 suona l’organo Hammond in diversi
gruppi pop e rock sardi. Nel 1973 ad Alghero dove forma il trio Cadmo con
Riccardo Lay al basso elettrico, Mario Paliano alla batteria (anni dopo si
aggiungono Sandro Satta al sax alto e Danilo Terenzi al trombone). Nel 1975 Salis
decide di trasferirsi a Roma insieme a Lay e Paliano. Nasce una lunga amicizia
e un prolifico sodalizio artistico con Bowie e l’Art Ensamble of Chicago. E’
oggi uno dei maggiori esponenti del jazz italiano e non solo, vantando
esperienze di assoluta importanza. Forma con Fresu e Di Castri il PAF trio,
incide “Orange Juice, Nice Food”, “Salis!”, “Quelli che restano”, “Pianosolo” e
il recente “Keys And Skins” in duo con Joey Baron. Nel corso della sua lunga
carriera ha ottenuto vari riconoscimenti a livello europeo ed internazionale,
tra cui il “Django d’or” 2005 per l’Italia. Sandro Satta svolge attività
professionistica dai primi anni Settanta, specializzandosi nell’utilizzo del
sax alto dopo aver studiato chitarra e tromba. Tra i solisti più apprezzati in
Italia, ha partecipato ad un’infinità di registrazioni, collaborando, anche per
le tournée, con tutti i maggiori musicisti in circolazione, soprattutto
legandosi alla scena improvvisata. Da Pino Minafra a Riccardo Fassi, da Bruno
Tommaso a Danilo Terenzi. Coltiva da sempre un legame particolare con Antonello
Salis, con il quale collabora dal lontano 1977. Classe 1963, Antonio
Jasevoli nasce a Napoli, presto si dedica allo studio e all’approfondimento
della pratica e della tecnica chitarristica. Volge inizialmente la sua
attenzione prevalentemente in contesti rock e pop, partecipando, ancora molto
giovane, a diverse incisioni e tournée che gli permettono di entrare subito a
contatto con il mondo musicale vero e proprio. Solo successivamente, quando
scopre anche la passione per la composizione, si interessa al linguaggio
jazzistico, compiendo inoltre un lungo percorso nella pratica
dell’improvvisazione, che lo porterà a confrontarsi con gli stili più
tradizionali, come il be-bop, fino a scoprire e poi prediligere le forme più
contemporanee. E’ leade del TIE TRIO, un progetto dedicato a Jimi Hendrix un
duo con Antonello Salis e diversi altri progetti.
Domenica 6 luglio ’08, ore 21.30. Torbole – Parco Pavese
TINISSIMA
Omaggio a Tina Modotti
Francesco Bearzatti sax tenore e clarinetto, Giovanni Falzone tromba,
Danilo Gallo basso acustico e contrabbasso, Zeno de Rossi batteria.
“La musica è ispirata alla
vita di Tina Modotti. Il primo movimento della suite che ho composto è il
quarto, Mexico. Dopo ho cercato di mettere a fuoco e dare un ordine alle fasi
della sua vita, ai momenti che più colpivano la mia fantasia di compositore,
quindi ho rievocato il momento in cui lei ha lasciato il Friuli (Mandi Friul) e
ho immaginato il viaggio verso l’America e così via, cercando di ripercorrere i
momenti decisivi: la Russia, le guerre civili, il Messico. Mi ha colpito la sua
dedizione verso i deboli del mondo.” Emigrante, operaia, attrice, fotografa nel
Messico degli anni venti, antifascista, militante nel movimento comunista
internazionale, perseguitata ed esule politica. Tina Modotti ha fotografato
tutti i volti più celebri della rivoluzione messicana e non solo. E’ partita da
Udine e ha scoperto l’arte sociale negli Stati Uniti e soprattutto in Messico,
usando il mezzo fotografico come strumento di indagine e denuncia sociale, e le
sue opere, comunque realizzate con equilibrio estetico, assumono di frequente
una valenza ideologica importante: esaltazione dei simboli del lavoro, del
popolo e del suo riscatto (mani di operai, manifestazioni politiche e
sindacali, falce e martello). Non è un caso che Francesco Bearzatti, erede di
una pluralità di tradizioni musicali e culturali, dedichi alla figura di Tina
Modotti un progetto, un quartetto appena messo in piedi che rievoca la figura
rivoluzionaria e sovversiva dell’artista. Francesco Bearzatti è
diplomato in clarinetto al conservatorio di Udine, e approfondisce gli studi a
New York, dove ha modo di incontrare anche George Coleman. Per molti anni si
dedica alla musica rock e pop, per diverso tempo si esibisce nelle discoteche
locali anche nelle vesti di dj e incide alcuni progetti di musica elettronica
che segnano profondamente la sua corsa musicale: Tra le prime e più importanti
esperienze formative è certamente il disco “Live At Vartan” – e conseguente
tournée negli Stati Uniti – a nome del trombettista russo Valery Ponomarev nel
quale si ritrova a suonare con il batterista Ben Riley, storico partner di
Thelonious Monk. Forma nel 1994 il Kaiser Lupowitz Trio, registrando un paio di
dischi: Il primo disco da leader è intitolato “Suspended Steps”, inciso per la Caligola in quartetto con Paolo Birro al pianoforte, Marc
Abrams al contrabbasso e Max Chiarella alla batteria, formato da repertorio
quasi totalmente originale, gode di un buon consenso di pubblico e della
critica specializzata (in particolare sul magazine francese JazzMan). Tuttavia
il periodo seguente, gli anni trascorsi in Francia, a Parigi, segnano per
Bearzatti l’apice della sua corsa artistica. Stringe un’ottima amicizia con
Aldo Romano e partecipa alle registrazioni di “Because of Bechet”. Proprio in
quell’occasione incontra Emmanuel Bex, virtuoso suonatore di organo. I tre
formano il Bizart Trio capeggiato da Francesco e registrano “Virus” per l’Auand
di Marco Valente (2003) e replicano l’anno seguente con “Hope” nel quale
compare anche Enrico Rava. Nel 2003 viene votato Miglior nuovo talento al Top
jazz indetto dalla rivista specializzata Musica Jazz. Prende parte al nuovo
disco di Gianluca Petrella “Indigo 4” per la Blue Note ed è tra i protagonisti del quintetto di Stefano
Battaglia con il quale ha già inciso un discotributo a Pier Paolo Pasolini che
sarà prossimamente pubblicato dalla celebre casa discografica Ecm. Giovanni
Falzone, trombettista e compositore, forte di un diploma e di
riconoscimenti da parte della critica italiana, è certamente oggi uno dei più
originali trombettisti in circolazione. Suona con orchestre e gruppi da camera
dividendo le sue passioni tra il jazz e la musica classica. E’ dotato di un timbro
unico e personale. Regala capitoli di straordinaria intensità, come leader di
alcune formazioni che incidono per Soul Note. Danilo Gallo, musicista
poliedrico, suona contrabbasso, basso elettrico e balalaika, nasce a Foggia, ma
è da inquadrare nel forte movimento artistico-musicale che si sviluppa nel
nord-est dell’Italia. Infatti con Zeno De Rossi, ottimo batterista che
detta i tempi, colora, richiama mondi culturali assai lontani, e una manciata
di liberi pensatori fonda El Gallo Rojo Records, non solo una casa discografica
indipendente, ma anche centro di riflessione e incontro. In questa sorta di
“cenacolo” della creatività.
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