Indirizzi generali di governo
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2007-07-09 22:56
Testo letto dal Sindaco al Consiglio comunale in seduta del 25 maggio 2005.
Mi permetta, anzitutto, signor Presidente, di rivolgerLe un deferente saluto, anche a nome della Giunta municipale, per l’alto incarico, che Le è stato conferito dal Consiglio comunale. Le assicuro massima collaborazione, nel preciso rispetto dei ruoli: di governo –da parte mia- e di garanzia istituzionale –da parte Sua-.
Rivolgo altrettanto deferente saluto alle colleghe e ai colleghi consiglieri, che (come recita l’articolo 25 dello Statuto del nostro Comune) sono chiamati ad interpretare gli interessi generali della città.
Compito alto e nobile, che in quasi sessant’anni di vita democratica della nostra comunità (si compiranno nell’aprile prossimo) ha avuto nell’Aula del Consiglio comunale sensibili e fieri esponenti.
Non può essere da meno nel quinquennio, che ci si prospetta: dalla nostra attitudine al confronto pacato e positivo e dalla nostra concretezza e puntualità deliberative le cittadine e i cittadini di Riva del Garda sapranno ricavare l’impressione civica del buon governo, associandola a noi tutti, eletti per il bene comune della città.
Pacatezza, positività e concretezza non sono sinonimi di impropria mescolanza di posizioni ideali o di fumosa inconcludenza: sono espressioni di un metodo democratico, che può arricchire la formazione personale e politica di chi lo pratica e che riempie di senso l’esperienza intellettuale e morale di ciascuna e ciascuno di noi in questo agone pubblico.
Dobbiamo trascorrere insieme questi cinque anni, in ruoli istituzionali diversi, ma –oso pensare- nell’unica prospettiva di garantire il progresso civile della nostra città.
Prospettiva esaltante, insieme, e complessa.
Come è complessa la realtà socio economica di Riva del Garda, inserita in una Provincia autonoma, che sta letteralmente rifacendo i conti della sua specificità in termini di bilancio e in termini strutturali: la stagione delle riforme, da quella istituzionale a tutte le altre, di ambito, già ‘in pista’ a livello di Consiglio provinciale, provoca un necessario approfondimento delle nostre prospettive di sviluppo locale. Anche in relazione alle dinamiche nuove del bilancio provinciale.
Del resto la nostra città, quello che chiamo da tempo il ‘sistema Riva del Garda’, è cerniera fra il ‘sistema Trentino’ e il ‘sistema Garda’, potendo rappresentare una sorta di finestra della Provincia in quel Nord Est italiano, con il quale condividiamo il lago e le sue diverse opportunità (non solo di immagine) e verso il quale il Trentino, terra ponte mitteleuropea, deve forzatamente imparare a guardare e a relazionarsi, oltre a coltivare intensi rapporti con l’Oltralpe.
In questa prospettiva d’insieme possiamo capire lo sforzo di investimenti importanti, che la Provincia ha accettato di sostenere nella nostra città e per la nostra zona: dal completamento dell’area fieristica (compresa la struttura sportiva) all’ampliamento dei due Istituti scolastici superiori; dalla riqualificazione dell’ex ospedale civile in strutture di servizio agli anziani (e, parzialmente, ai giovani) alla riqualificazione del Palazzo dei congressi (con l’inserimento dello spazio teatrale); dalla partecipazione al progetto della fascia lago, mettendo in gioco l’area Miralago, secondo un progetto, che discuteremo prossimamente in Consiglio comunale, alla partecipazione al finanziamento della nuova sede dell’Associazione Agraria; dal completamento del Palazzo Lutti Salvadori come polo culturale centrato sulla Biblioteca Civica alla cessione della Rocca in proprietà al Comune di Riva del Garda; dall’acquisizione del terreno per l’ampliamento della zona portuale di S.Nicolò alle opere avviate ed annunciate nell’edilizia pubblica popolare. Per continuare con la viabilità: sia il completamento della variante Ovest (e lo studio di fattibilità per il prolungamento del tunnel del Monte Oro) sia l’impegno –che peraltro solleciteremo direttamente- per il completamento del collegamento fra Loppio e la piana del Sarca.
Questo complessivo investimento sulla credibilità della nostra città e di essa a servizio dell’Alto Garda, impegna la Amministrazione comunale ad una regia di sistema, che la veda interloquire sia, appunto, con la Provincia, sia con i Comuni vicini, sia con le proprie società di riferimento: strumenti essenziali di questa relazione sono il bilancio comunale e la pianificazione urbanistica,
in una logica di programmazione generale.
Il programma amministrativo, che è stato autorevolmente approvato dalle elettrici e dagli elettori rivani lo scorso 8 maggio, deve essere considerato parte integrante e sostanziale di questa mia breve relazione, che deve soffermarsi, in particolare, sugli indirizzi generali, ai quali intendo riferire l’azione amministrativa del quinquennio entrante.
E quindi esprimo subito la mia fiducia nella nostra città: è fiducia riposta nelle cittadine e nei cittadini, nella loro laboriosità ed intraprendenza, nel loro senso di solidarietà sociale, che si esprime nel multiforme volontariato civile ed ecclesiale, culturale, sportivo, socio assistenziale, ricreativo e del tempo libero, fino alle associazioni combattentistiche e d’arma e al nostro valoroso
Corpo dei Vigili del Fuoco volontari. Una rete fitta di relazioni e proposte, che si sviluppano positivamente lungo l’anno e che la Amministrazione comunale deve sostenere, coordinando e promuovendo le iniziative, in stile di pura sussidiarietà. Del resto i contributi che vengono erogati in questo senso dal bilancio comunale sono pari a circa il 14 % della spesa corrente.
Esprimo altresì la mia fiducia nella struttura amministrativa del nostro Comune: il Personale comunale mi sembra in larga parte motivato e responsabilmente coinvolto nel ruolo. Lavoreremo per approfondire e migliorare il senso di appartenenza e quindi la qualità del servizio reso alla cittadinanza. Per fare questo non solo verranno rafforzati gli strumenti operativi, ma si punterà a percorsi di formazione specifici e ad una valorizzazione delle competenze acquisite e incrementate, anche attraverso una opportuna rotazione nei compiti d’ufficio, ove possibile.
Il percorso verso gli ‘stati generali’ dovrà essere occasione di approfondita lettura a più voci della realtà di Riva del Garda sotto i diversi profili, che la caratterizzano: adotteremo un sistema laicamente sinodale, di convocazione della città per categorie, per ambiti e per età, aiutati da adeguati facilitatori. Quasi una autoanalisi di scopo: verso la condivisione di un progetto di sviluppo ragionato per il medio lungo periodo. I processi decisionali inclusivi (tali si prefiggono di essere gli ‘stati generali’) possono dimostrare che l’Amministrazione assume decisioni valutando opposti interessi e diversi punti di vista; possono fare prevalere logiche di sistema invece che logiche a compartimenti stagni. Il saper rivedere le proprie posizioni, costruendo politiche efficaci in grado di risolvere problemi complessi può aiutare, fra l’altro, i cittadini a ri-assegnare alle Istituzioni pubbliche il ruolo di interpreti dell’interesse generale e del bene della collettività. Con questo, gli ‘stati generali’ potranno assolvere anche ad un compito di educazione civica diffusa. Auspico che tutti i soggetti, che si relazionano normalmente con la Amministrazione comunale, vorranno offrire il loro contributo di consapevole condivisione.
Nel compiere quel percorso, la città non mancherà di valorizzare il territorio dell’Alto Garda e della complementare Valle di Ledro come risorsa imprescindibile per uno sviluppo equilibrato dell’intera area: l’esigenza di sempre più stretta collaborazione fra i Comuni è già evidente nell’impegno di gestione dell’Ente comprensoriale (per il quale confermo l’intenzione di proseguire –fino alla riforma istituzionale- nel senso di una diretta partecipazione delle dodici Amministrazioni) e nell’avvio di forme collaborative intercomunali, quali la Polizia municipale, l’ufficio Tributi, la gestione rifiuti, il trasporto urbano, che auspico progressivamente estensibili a tutti i Comuni dell’area. Peraltro, credo sia fondamentale ragionare ancora di più in termini collaborativi: mi riferisco alle tematiche urbanistiche e viabilistiche, alla razionalizzazione delle aree artigianali, alla promozione di politiche ambientali comuni, ad un coordinamento effettivo delle politiche sociali (anche attraverso accordi e convenzioni con il Comprensorio), allo sviluppo di AGS come società multiservizi locale, all’estensione della operatività di APM, alla gestione comune del Museo ora Civico, ma che potrà essere diversamente denominato (per esempio: Museo del territorio benacense).
Mi riferisco, complessivamente, al compimento di un processo accordo fra le Amministrazioni locali, che valorizzi le specificità, che definisca le attribuzioni e le realizzazioni da compiere sul territorio, che prospetticamente individui le priorità, per rendere effettiva la consistenza del Terzo polo urbano del Trentino, qual è l’Alto Garda con la Valle di Ledro. Credo che sia possibile fare importanti passi avanti in tal senso, senza risorgenti gelosie o infingimenti.
Nella passata consiliatura era stato abbozzato un documento per un ‘patto d’area’, uscito dalla concertazione fra tre delle dodici Amministrazioni e rappresentanze di operatori economici. Tale documento andrebbe ripreso, ampliato e concertato –se possibile- anche più ampiamente. L’accordo di programma con la Provincia dovrebbe essere il più adeguato strumento operativo, per dare corpo alla prospettiva unitaria di sviluppo locale.
Se questi sono i riferimenti di iniziativa politica e amministrativa verso i Comuni contermini e verso la Provincia autonoma, non minore attenzione dovrà essere rivolta alle comunità rivierasche gardesane e ai rapporti extra provinciali verso la Lombardia e il Veneto, anzitutto. Non so se la esperienza della Comunità del Garda sia effettivamente rilanciabile; so però che il principio di una attiva collaborazione fra i Comuni rivieraschi deve essere strenuamente difeso e le modalità della sua esplicazione devono essere fortemente studiate e condivise. Ci unisce il Garda: quindi ambiente, quindi cultura, quindi economia, quindi problemi ed opportunità. Il tema della qualità e della quantità delle acque, così drammaticamente ritornante, non può che spronarci a ricercare forme di controllo e di verifica, con assunzione di responsabilità a livello interregionale. Così il tema della promozione turistica, che non può che essere unitario: c’è ancora molta strada da percorrere in tal senso. Riva del Garda deve condividere sforzi ed impegni unitari per il nostro lago. C’è anche il tema della navigazione pubblica, quindi la ipotesi di costituzione di una nuova società di gestione del servizio, ora in capa a Navigarda: tema da esplorare per le sue potenzialità e da integrare in una norma di legge provinciale, se definito. La partecipazione del Comune alla compagine sociale della spa, che gestisce l’aeroporto di Villafranca e quello di Montichiari, è un segno tangibile dell’interesse, che confermiamo, ai temi del trasporto e del turismo gardesani.
In tema di relazioni interistituzionali, ricordo qui con piacere l’importante gemellaggio, che unisce la nostra città alla città sorella di Bensheim, in Germania. Confermo l’intenzione di valorizzare tale accordo di parternariato. Segnalo altresì qui l’intenzione di verificare la possibilità di attivare un secondo gemellaggio, da ricercare sul territorio nazionale, con una città che sia riferibile a Riva del Garda per caratteristiche complessive e con la quale, quindi, ci si possa confrontare alla pari: un segno di ulteriore apertura verso la nostra bella Italia.
Riassuntivamente, voglio qui confermare l’impegno ad una collaborazione attiva e consapevole, ad un confronto aperto e costruttivo con la Regione autonoma, con la Provincia autonoma, con il Comprensorio, con i Comuni contermini, con il Consorzio dei Comuni trentini, con la Comunità del Garda e con i Comuni gardesani: tale vorrà essere il mio impegno politico ed istituzionale, a servizio della città.
Nel contesto interno, particolare attenzione verrà riservata alle società a partecipazione comunale (APM, AGS, LIDO DI RIVA DEL GARDA) e alle loro partecipate; al mantenimento di un rapporto di fiducia e collaborazione con i soci, partner di entità strategiche per la nostra città. Diverse sono le partite aperte: prioritaria mi sembra la necessità di una operazione trasparenza, non perché ci sia qualcosa di nascosto da portare in evidenza (giacché il Consiglio comunale è la sede propria di una periodica verifica sulle partecipazioni pubbliche), ma perché ho notato una certa carenza di conoscenza e una conseguente mancanza di fiducia, che occorre quanto prima risolvere, atteso il ruolo di quelle società. Pertanto confermo qui l’intenzione di farmi supportare dal Consiglio comunale non solo per quanto riguarda le direttive periodiche, ma anche attraverso un costante confronto con i signori capigruppo in fasi particolari della vita delle società medesime, affinché non manchi mai la comunicazione. Particolare attenzione cercherò di porre nelle nomine di competenza del Sindaco nei diversi consigli di amministrazione.
Sarà molto impegnativa la partita energetica, che la Provincia autonoma sta gestendo con forza nel settore della produzione e che ci vede attenti interlocutori, con i Comuni trentini, nei settori della distribuzione e della commercializzazione: non è facile trasmettere ora certezze in merito, attese le entità in gioco a livello internazionale e nazionale. E’ certo che il Trentino sud occidentale dovrà essere ben rappresentato nel contesto delle scelte, che saranno compiute.
La componente privata dell’economia cittadina, rappresentata in diversi ruoli dal Coordinamento imprenditori, dall’Unione commercio turismo e attività di servizio, dalla diverse associazioni di categoria e, non ultima, da Garda Trentino sviluppo spa è interlocutore necessario della Amministrazione comunale. Interessi diversi e forti si confrontano quotidianamente: quelli, legittimi e determinanti per lo sviluppo socio economico, degli imprenditori e degli operatori dei diversi campi; e quelli, altrettanto legittimi e fondamentali per l’equilibrio e la sostenibilità sociale ed ambientale dello sviluppo, nonché per la contemperazione degli interessi generali, sostenuti dalla Amministrazione comunale. L’interlocuzione è necessaria e, se rispettosa, è certamente produttiva per la collettività. Ne è esempio, fra l’altro, il rapporto con la Cartiere del Garda spa, ora partner del progetto del teleriscaldamento, che vogliamo consolidare.
Credo nella concertazione come strumento per la crescita complessiva della nostra città, nel più ampio contesto già sopra descritto: associo in questo percorso anche le rappresentanze sindacali, che rappresentano la tutela dei lavoratori, vero motore di tale crescita.
Certo, auspico anche un’estetica ed un’etica: la nostra città deve essere non solo funzionale alla cassa degli investitori, ma anche godibile per la qualità degli interventi strutturali realizzati e sollecita alla dimensione sociale. Non di sola competizione può caratterizzarsi una società vitale: né è scritto che solo i furbi abbiano diritto di cittadinanza in una società complessa e moderna. Affinché questa non resti una mozione degli affetti in un mondo di lupi, la Amministrazione comunale si impegna a ricercare patti –in tali processi di concertazione- proprio nel senso della estetica e dell’etica, che non sono elementi sovrabbondanti, anche quando si parli di venali interessi di parte.
Perché al centro della azione politica e amministrativa rimane la persona, nella sua integrale esigenza di benessere personale e di comunità: che non è assimilabile né al portafoglio pieno, né ad un modesto quieto vivere, ma è sensazione di libertà e di riconosciuta dignità fra pari. E pari sono, per la Amministrazione comunale, tutte le cittadine e i cittadini di Riva del Garda.
Ne deriva un impegno particolare per la rimozione delle situazioni di disagio sociale e soprattutto per la promozione di condizioni e di esperienze positive. Guardo con particolare impegno alle famiglie, perno della società, e confermo l’intenzione di porle al centro delle politiche sociali rivane. Fra l’altro, sottolineo l’impellenza del problema della casa, che non possiamo più risolvere soltanto con la individuazione di terreni ed edifici per l’Itea, senza verificarne la destinazione sociale finale: la casa è il valore fondamentale per i giovani, che decidano di sposarsi. Ebbene, in una fase di lavoro flessibile, diventa spesso un incubo. Soprattutto per quelle coppie che non hanno un reddito sufficiente per potersi imbarcare nell’avventura del mutuo e, magari, lo hanno contemporaneamente troppo alto per poter accedere alle graduatorie Itea. Resta l’affitto, spesso smodato, o la fuoriuscita dal Comune, verso lidi meno costosi. Non va bene. L’Amministrazione dovrà ricercare soluzioni che aiutino le giovani coppie, anche interagendo con i costruttori. Non mi pare vano, tuttavia, anche se potrà apparire ingenuo, che da questa relazione esca comunque un appello contro l’ingordigia: vedo case anche non belle, con appartamenti costosissimi e piccoli, che non sono abbordabili da chi si voglia sposare: non ho la forza del profeta, ma consentitemi di recriminare per il metodo. La remunerazione di un investimento non si nega a nessuno, ma l’eccesso connota malamente la località. E lo stesso vale per i prezzi di taluni esercizi: sembra quasi che si viva sull’orlo del baratro (approfittare oggi, subito, senza preoccuparsi che la cosa allontani i turisti, anziché attirarli): la nomea di una Riva del Garda troppo cara non fa bene alla località turistica.
E veniamo ai servizi, complemento necessario della Amministrazione comunale: la qualità dei servizi per i cittadini dovrà essere la bussola di orientamento per la attività della struttura comunale e della Giunta.
L’assessore alla qualità urbana è impegnato, fra l’altro, a trovare una soluzione operativa di pronto intervento alla segnalazione di problemi di manutenzioni al patrimonio pubblico. L’assessore al bilancio è impegnato, fra l’altro, a gestire il servizio del trasporto urbano (che vorremmo vedere fortemente alternativo all’uso del mezzo privato) e il servizio rifiuti (che intendiamo estendere a tutta la città con la differenziata porta a porta).
L’assessore alla scuola è impegnato, fra l’altro, ad una ulteriore qualificazione del servizio ai bambini fra gli zero e i sei anni.
L’assessore alle politiche ambientali e alle opere pubbliche è impegnato, fra l’altro, sul primo versante ad una più ampia comunicazione e sul secondo versante ad una taratura complessiva del ‘piano delle opere pubbliche’, improntata alla concretezza e alla fattibilità, in rapporto alle risorse effettivamente disponibili e agli oneri di gestione conseguenti a nuove realizzazioni; resta altresìulteriormente impegnato per un congruo inserimento dei cantieri nel tessuto cittadino.
L’assessore all’urbanistica è impegnato, fra l’altro, ad una semplificazione delle procedure di confronto con la popolazione nella fase delicata di prima variante ordinaria al Piano regolatore generale (nella quale ci sforzeremo di limitare l’ulteriore consumo di territorio, adottando piuttosto scelte alternative); ed è altresì impegnato ad un confronto periodico con i liberi professionisti sulle procedure edilizie e sui miglioramenti apportabili, con reciproco beneficio, alle medesime.
L’assessore alle politiche sociali è impegnata, fra l’altro, a definire standard di intervento nelle emergenze e a riqualificare i rapporti fra tutti i soggetti attivi nel sociale.
Il Sindaco si impegnerà in particolare, nelle competenze che gli sono proprie, per un miglioramento della relazione fra struttura comunale e cittadinanza. Per quanto attiene alle deleghe, che mi sono riservate, sulle società, sulla cultura e sul turismo: della prima, ho già detto in termini di metodo.
Della seconda segnalo l’intenzione di qualificare le specificità del Museo e della Biblioteca e quella delle attività culturali proprie del Comune o delle associazioni: a tale scopo verranno individuati dei responsabili di ciascun ambito, verrà trasferito presso il pianoterra del Municipio l’ufficio competente in materia di manifestazioni con il relativo sportello operativo e verranno realizzati periodici incontri per una reciproca comunicazione e calendarizzazione condivisa delle attività del cospicuo associazionismo di settore; verrà incrementato il rapporto con il Centro servizi culturali ‘S.Chiara’ e si incentiveranno le collaborazioni con le Istituzioni culturali delle città di Trento e Rovereto; si condivideranno sempre di più progetti culturali con Arco e con gli altri Comuni dell’area benacense. Per quanto riguarda la terza delega, verrà privilegiato il ruolo di Ingarda spa e sostenuto l’impegno promozionale della nostra città.
Il dettaglio delle deleghe assessorili vuole comunque offrire un quadro ampio e plausibile dell’impegno complessivo che la Amministrazione intende porre nei confronti dei diversi aspetti del vivere comune.
Soggetti di particolare riferimento per questa Amministrazione vorranno essere i giovani: la loro presenza è trasversale nelle deleghe precitate. Inoltre una delega specifica alle politiche giovanili è stata da me annunciata in carico al consigliere Salvador Valandro, che ringrazio per averla accettata: essa lo renderà referente delle associazioni giovanili, incaricato della supervisione e della promozione dei centri giovanili, referente per gli incontri del coordinamento provinciale dei responsabili delle politiche medesime, che, a livello locale, gestirà d’intesa con l’assessore alle politiche sociali.
I giovani come risorsa per la comunità locale e come nuova classe dirigente della città: è questa la prospettiva, che sarà tenuta presente nella azione complessiva della Amministrazione.
In generale, il rapporto fra Amministrazione comunale e cittadini sarà sottoposto a costante verifica; in tal senso va interpretata anche la delega , che ho annunciato in carico alla consigliere Maria Flavia Brunelli, che pure ringrazio. Innovazione, modernizzazione e qualità del servizio al cittadino: tale è la declaratoria della delega. Essa ha attinenza ad un processo, già in atto, di profondo cambiamento metodologico nell’approccio della struttura comunale alla sua tipica utenza. L’intendimento è quello di monitorare l’efficacia di questo approccio, partendo dalle effettive esigenze del cittadino-utente, che deve evolvere sempre di più nell’esercizio di quello che possiamo definire il diritto dovere di cittadinanza.
Compito, infine, più politico e di riferimento coalizionale, ho riservato alla delega annunciata in carico al consigliere Luca Grazioli, che pure ringrazio, e che si interesserà della attuazione del programma quinquennale, richiamando nel tempo la maggioranza, dal suo stesso interno, al progressivo ottemperare al progetto di governo della città, approvato dagli elettori.
Signor Presidente,
colleghe e colleghi consiglieri,
queste considerazioni mi paiono sufficienti per segnalare gli indirizzi generali di riferimento della azione politico – amministrativa, che mi impegno a compiere, nell’adempimento del mandato conferitomi dal corpo elettorale.
Sono molto cosciente della gravosità dell’impegno e confido, molto umilmente, nell’aiuto provvidente, in cui credo. Sono poi certo dell’apporto fecondo e costruttivo di tutti loro per il bene della nostra amata città. So che la attenzione dei concittadini è notevole e spero che non manchi mai il confronto aperto e sereno con tutti.
Mi piace concludere confermando la mia e nostra comune fedeltà ai valori di democrazia e di libertà espressi magistralmente nella nostra Carta costituzionale e alle responsabilità connesse al nostro speciale Statuto di Autonomia. Ma soprattutto confermo la mia indefettibile adesione allo Statuto del nostro Comune, pegno e simbolo della nostra specificità e della nostra identità di comunità viva e responsabile.
Grazie.
_______________________________________
Claudio Molinari
Rivolgo altrettanto deferente saluto alle colleghe e ai colleghi consiglieri, che (come recita l’articolo 25 dello Statuto del nostro Comune) sono chiamati ad interpretare gli interessi generali della città.
Compito alto e nobile, che in quasi sessant’anni di vita democratica della nostra comunità (si compiranno nell’aprile prossimo) ha avuto nell’Aula del Consiglio comunale sensibili e fieri esponenti.
Non può essere da meno nel quinquennio, che ci si prospetta: dalla nostra attitudine al confronto pacato e positivo e dalla nostra concretezza e puntualità deliberative le cittadine e i cittadini di Riva del Garda sapranno ricavare l’impressione civica del buon governo, associandola a noi tutti, eletti per il bene comune della città.
Pacatezza, positività e concretezza non sono sinonimi di impropria mescolanza di posizioni ideali o di fumosa inconcludenza: sono espressioni di un metodo democratico, che può arricchire la formazione personale e politica di chi lo pratica e che riempie di senso l’esperienza intellettuale e morale di ciascuna e ciascuno di noi in questo agone pubblico.
Dobbiamo trascorrere insieme questi cinque anni, in ruoli istituzionali diversi, ma –oso pensare- nell’unica prospettiva di garantire il progresso civile della nostra città.
Prospettiva esaltante, insieme, e complessa.
Come è complessa la realtà socio economica di Riva del Garda, inserita in una Provincia autonoma, che sta letteralmente rifacendo i conti della sua specificità in termini di bilancio e in termini strutturali: la stagione delle riforme, da quella istituzionale a tutte le altre, di ambito, già ‘in pista’ a livello di Consiglio provinciale, provoca un necessario approfondimento delle nostre prospettive di sviluppo locale. Anche in relazione alle dinamiche nuove del bilancio provinciale.
Del resto la nostra città, quello che chiamo da tempo il ‘sistema Riva del Garda’, è cerniera fra il ‘sistema Trentino’ e il ‘sistema Garda’, potendo rappresentare una sorta di finestra della Provincia in quel Nord Est italiano, con il quale condividiamo il lago e le sue diverse opportunità (non solo di immagine) e verso il quale il Trentino, terra ponte mitteleuropea, deve forzatamente imparare a guardare e a relazionarsi, oltre a coltivare intensi rapporti con l’Oltralpe.
In questa prospettiva d’insieme possiamo capire lo sforzo di investimenti importanti, che la Provincia ha accettato di sostenere nella nostra città e per la nostra zona: dal completamento dell’area fieristica (compresa la struttura sportiva) all’ampliamento dei due Istituti scolastici superiori; dalla riqualificazione dell’ex ospedale civile in strutture di servizio agli anziani (e, parzialmente, ai giovani) alla riqualificazione del Palazzo dei congressi (con l’inserimento dello spazio teatrale); dalla partecipazione al progetto della fascia lago, mettendo in gioco l’area Miralago, secondo un progetto, che discuteremo prossimamente in Consiglio comunale, alla partecipazione al finanziamento della nuova sede dell’Associazione Agraria; dal completamento del Palazzo Lutti Salvadori come polo culturale centrato sulla Biblioteca Civica alla cessione della Rocca in proprietà al Comune di Riva del Garda; dall’acquisizione del terreno per l’ampliamento della zona portuale di S.Nicolò alle opere avviate ed annunciate nell’edilizia pubblica popolare. Per continuare con la viabilità: sia il completamento della variante Ovest (e lo studio di fattibilità per il prolungamento del tunnel del Monte Oro) sia l’impegno –che peraltro solleciteremo direttamente- per il completamento del collegamento fra Loppio e la piana del Sarca.
Questo complessivo investimento sulla credibilità della nostra città e di essa a servizio dell’Alto Garda, impegna la Amministrazione comunale ad una regia di sistema, che la veda interloquire sia, appunto, con la Provincia, sia con i Comuni vicini, sia con le proprie società di riferimento: strumenti essenziali di questa relazione sono il bilancio comunale e la pianificazione urbanistica,
in una logica di programmazione generale.
Il programma amministrativo, che è stato autorevolmente approvato dalle elettrici e dagli elettori rivani lo scorso 8 maggio, deve essere considerato parte integrante e sostanziale di questa mia breve relazione, che deve soffermarsi, in particolare, sugli indirizzi generali, ai quali intendo riferire l’azione amministrativa del quinquennio entrante.
E quindi esprimo subito la mia fiducia nella nostra città: è fiducia riposta nelle cittadine e nei cittadini, nella loro laboriosità ed intraprendenza, nel loro senso di solidarietà sociale, che si esprime nel multiforme volontariato civile ed ecclesiale, culturale, sportivo, socio assistenziale, ricreativo e del tempo libero, fino alle associazioni combattentistiche e d’arma e al nostro valoroso
Corpo dei Vigili del Fuoco volontari. Una rete fitta di relazioni e proposte, che si sviluppano positivamente lungo l’anno e che la Amministrazione comunale deve sostenere, coordinando e promuovendo le iniziative, in stile di pura sussidiarietà. Del resto i contributi che vengono erogati in questo senso dal bilancio comunale sono pari a circa il 14 % della spesa corrente.
Esprimo altresì la mia fiducia nella struttura amministrativa del nostro Comune: il Personale comunale mi sembra in larga parte motivato e responsabilmente coinvolto nel ruolo. Lavoreremo per approfondire e migliorare il senso di appartenenza e quindi la qualità del servizio reso alla cittadinanza. Per fare questo non solo verranno rafforzati gli strumenti operativi, ma si punterà a percorsi di formazione specifici e ad una valorizzazione delle competenze acquisite e incrementate, anche attraverso una opportuna rotazione nei compiti d’ufficio, ove possibile.
Il percorso verso gli ‘stati generali’ dovrà essere occasione di approfondita lettura a più voci della realtà di Riva del Garda sotto i diversi profili, che la caratterizzano: adotteremo un sistema laicamente sinodale, di convocazione della città per categorie, per ambiti e per età, aiutati da adeguati facilitatori. Quasi una autoanalisi di scopo: verso la condivisione di un progetto di sviluppo ragionato per il medio lungo periodo. I processi decisionali inclusivi (tali si prefiggono di essere gli ‘stati generali’) possono dimostrare che l’Amministrazione assume decisioni valutando opposti interessi e diversi punti di vista; possono fare prevalere logiche di sistema invece che logiche a compartimenti stagni. Il saper rivedere le proprie posizioni, costruendo politiche efficaci in grado di risolvere problemi complessi può aiutare, fra l’altro, i cittadini a ri-assegnare alle Istituzioni pubbliche il ruolo di interpreti dell’interesse generale e del bene della collettività. Con questo, gli ‘stati generali’ potranno assolvere anche ad un compito di educazione civica diffusa. Auspico che tutti i soggetti, che si relazionano normalmente con la Amministrazione comunale, vorranno offrire il loro contributo di consapevole condivisione.
Nel compiere quel percorso, la città non mancherà di valorizzare il territorio dell’Alto Garda e della complementare Valle di Ledro come risorsa imprescindibile per uno sviluppo equilibrato dell’intera area: l’esigenza di sempre più stretta collaborazione fra i Comuni è già evidente nell’impegno di gestione dell’Ente comprensoriale (per il quale confermo l’intenzione di proseguire –fino alla riforma istituzionale- nel senso di una diretta partecipazione delle dodici Amministrazioni) e nell’avvio di forme collaborative intercomunali, quali la Polizia municipale, l’ufficio Tributi, la gestione rifiuti, il trasporto urbano, che auspico progressivamente estensibili a tutti i Comuni dell’area. Peraltro, credo sia fondamentale ragionare ancora di più in termini collaborativi: mi riferisco alle tematiche urbanistiche e viabilistiche, alla razionalizzazione delle aree artigianali, alla promozione di politiche ambientali comuni, ad un coordinamento effettivo delle politiche sociali (anche attraverso accordi e convenzioni con il Comprensorio), allo sviluppo di AGS come società multiservizi locale, all’estensione della operatività di APM, alla gestione comune del Museo ora Civico, ma che potrà essere diversamente denominato (per esempio: Museo del territorio benacense).
Mi riferisco, complessivamente, al compimento di un processo accordo fra le Amministrazioni locali, che valorizzi le specificità, che definisca le attribuzioni e le realizzazioni da compiere sul territorio, che prospetticamente individui le priorità, per rendere effettiva la consistenza del Terzo polo urbano del Trentino, qual è l’Alto Garda con la Valle di Ledro. Credo che sia possibile fare importanti passi avanti in tal senso, senza risorgenti gelosie o infingimenti.
Nella passata consiliatura era stato abbozzato un documento per un ‘patto d’area’, uscito dalla concertazione fra tre delle dodici Amministrazioni e rappresentanze di operatori economici. Tale documento andrebbe ripreso, ampliato e concertato –se possibile- anche più ampiamente. L’accordo di programma con la Provincia dovrebbe essere il più adeguato strumento operativo, per dare corpo alla prospettiva unitaria di sviluppo locale.
Se questi sono i riferimenti di iniziativa politica e amministrativa verso i Comuni contermini e verso la Provincia autonoma, non minore attenzione dovrà essere rivolta alle comunità rivierasche gardesane e ai rapporti extra provinciali verso la Lombardia e il Veneto, anzitutto. Non so se la esperienza della Comunità del Garda sia effettivamente rilanciabile; so però che il principio di una attiva collaborazione fra i Comuni rivieraschi deve essere strenuamente difeso e le modalità della sua esplicazione devono essere fortemente studiate e condivise. Ci unisce il Garda: quindi ambiente, quindi cultura, quindi economia, quindi problemi ed opportunità. Il tema della qualità e della quantità delle acque, così drammaticamente ritornante, non può che spronarci a ricercare forme di controllo e di verifica, con assunzione di responsabilità a livello interregionale. Così il tema della promozione turistica, che non può che essere unitario: c’è ancora molta strada da percorrere in tal senso. Riva del Garda deve condividere sforzi ed impegni unitari per il nostro lago. C’è anche il tema della navigazione pubblica, quindi la ipotesi di costituzione di una nuova società di gestione del servizio, ora in capa a Navigarda: tema da esplorare per le sue potenzialità e da integrare in una norma di legge provinciale, se definito. La partecipazione del Comune alla compagine sociale della spa, che gestisce l’aeroporto di Villafranca e quello di Montichiari, è un segno tangibile dell’interesse, che confermiamo, ai temi del trasporto e del turismo gardesani.
In tema di relazioni interistituzionali, ricordo qui con piacere l’importante gemellaggio, che unisce la nostra città alla città sorella di Bensheim, in Germania. Confermo l’intenzione di valorizzare tale accordo di parternariato. Segnalo altresì qui l’intenzione di verificare la possibilità di attivare un secondo gemellaggio, da ricercare sul territorio nazionale, con una città che sia riferibile a Riva del Garda per caratteristiche complessive e con la quale, quindi, ci si possa confrontare alla pari: un segno di ulteriore apertura verso la nostra bella Italia.
Riassuntivamente, voglio qui confermare l’impegno ad una collaborazione attiva e consapevole, ad un confronto aperto e costruttivo con la Regione autonoma, con la Provincia autonoma, con il Comprensorio, con i Comuni contermini, con il Consorzio dei Comuni trentini, con la Comunità del Garda e con i Comuni gardesani: tale vorrà essere il mio impegno politico ed istituzionale, a servizio della città.
Nel contesto interno, particolare attenzione verrà riservata alle società a partecipazione comunale (APM, AGS, LIDO DI RIVA DEL GARDA) e alle loro partecipate; al mantenimento di un rapporto di fiducia e collaborazione con i soci, partner di entità strategiche per la nostra città. Diverse sono le partite aperte: prioritaria mi sembra la necessità di una operazione trasparenza, non perché ci sia qualcosa di nascosto da portare in evidenza (giacché il Consiglio comunale è la sede propria di una periodica verifica sulle partecipazioni pubbliche), ma perché ho notato una certa carenza di conoscenza e una conseguente mancanza di fiducia, che occorre quanto prima risolvere, atteso il ruolo di quelle società. Pertanto confermo qui l’intenzione di farmi supportare dal Consiglio comunale non solo per quanto riguarda le direttive periodiche, ma anche attraverso un costante confronto con i signori capigruppo in fasi particolari della vita delle società medesime, affinché non manchi mai la comunicazione. Particolare attenzione cercherò di porre nelle nomine di competenza del Sindaco nei diversi consigli di amministrazione.
Sarà molto impegnativa la partita energetica, che la Provincia autonoma sta gestendo con forza nel settore della produzione e che ci vede attenti interlocutori, con i Comuni trentini, nei settori della distribuzione e della commercializzazione: non è facile trasmettere ora certezze in merito, attese le entità in gioco a livello internazionale e nazionale. E’ certo che il Trentino sud occidentale dovrà essere ben rappresentato nel contesto delle scelte, che saranno compiute.
La componente privata dell’economia cittadina, rappresentata in diversi ruoli dal Coordinamento imprenditori, dall’Unione commercio turismo e attività di servizio, dalla diverse associazioni di categoria e, non ultima, da Garda Trentino sviluppo spa è interlocutore necessario della Amministrazione comunale. Interessi diversi e forti si confrontano quotidianamente: quelli, legittimi e determinanti per lo sviluppo socio economico, degli imprenditori e degli operatori dei diversi campi; e quelli, altrettanto legittimi e fondamentali per l’equilibrio e la sostenibilità sociale ed ambientale dello sviluppo, nonché per la contemperazione degli interessi generali, sostenuti dalla Amministrazione comunale. L’interlocuzione è necessaria e, se rispettosa, è certamente produttiva per la collettività. Ne è esempio, fra l’altro, il rapporto con la Cartiere del Garda spa, ora partner del progetto del teleriscaldamento, che vogliamo consolidare.
Credo nella concertazione come strumento per la crescita complessiva della nostra città, nel più ampio contesto già sopra descritto: associo in questo percorso anche le rappresentanze sindacali, che rappresentano la tutela dei lavoratori, vero motore di tale crescita.
Certo, auspico anche un’estetica ed un’etica: la nostra città deve essere non solo funzionale alla cassa degli investitori, ma anche godibile per la qualità degli interventi strutturali realizzati e sollecita alla dimensione sociale. Non di sola competizione può caratterizzarsi una società vitale: né è scritto che solo i furbi abbiano diritto di cittadinanza in una società complessa e moderna. Affinché questa non resti una mozione degli affetti in un mondo di lupi, la Amministrazione comunale si impegna a ricercare patti –in tali processi di concertazione- proprio nel senso della estetica e dell’etica, che non sono elementi sovrabbondanti, anche quando si parli di venali interessi di parte.
Perché al centro della azione politica e amministrativa rimane la persona, nella sua integrale esigenza di benessere personale e di comunità: che non è assimilabile né al portafoglio pieno, né ad un modesto quieto vivere, ma è sensazione di libertà e di riconosciuta dignità fra pari. E pari sono, per la Amministrazione comunale, tutte le cittadine e i cittadini di Riva del Garda.
Ne deriva un impegno particolare per la rimozione delle situazioni di disagio sociale e soprattutto per la promozione di condizioni e di esperienze positive. Guardo con particolare impegno alle famiglie, perno della società, e confermo l’intenzione di porle al centro delle politiche sociali rivane. Fra l’altro, sottolineo l’impellenza del problema della casa, che non possiamo più risolvere soltanto con la individuazione di terreni ed edifici per l’Itea, senza verificarne la destinazione sociale finale: la casa è il valore fondamentale per i giovani, che decidano di sposarsi. Ebbene, in una fase di lavoro flessibile, diventa spesso un incubo. Soprattutto per quelle coppie che non hanno un reddito sufficiente per potersi imbarcare nell’avventura del mutuo e, magari, lo hanno contemporaneamente troppo alto per poter accedere alle graduatorie Itea. Resta l’affitto, spesso smodato, o la fuoriuscita dal Comune, verso lidi meno costosi. Non va bene. L’Amministrazione dovrà ricercare soluzioni che aiutino le giovani coppie, anche interagendo con i costruttori. Non mi pare vano, tuttavia, anche se potrà apparire ingenuo, che da questa relazione esca comunque un appello contro l’ingordigia: vedo case anche non belle, con appartamenti costosissimi e piccoli, che non sono abbordabili da chi si voglia sposare: non ho la forza del profeta, ma consentitemi di recriminare per il metodo. La remunerazione di un investimento non si nega a nessuno, ma l’eccesso connota malamente la località. E lo stesso vale per i prezzi di taluni esercizi: sembra quasi che si viva sull’orlo del baratro (approfittare oggi, subito, senza preoccuparsi che la cosa allontani i turisti, anziché attirarli): la nomea di una Riva del Garda troppo cara non fa bene alla località turistica.
E veniamo ai servizi, complemento necessario della Amministrazione comunale: la qualità dei servizi per i cittadini dovrà essere la bussola di orientamento per la attività della struttura comunale e della Giunta.
L’assessore alla qualità urbana è impegnato, fra l’altro, a trovare una soluzione operativa di pronto intervento alla segnalazione di problemi di manutenzioni al patrimonio pubblico. L’assessore al bilancio è impegnato, fra l’altro, a gestire il servizio del trasporto urbano (che vorremmo vedere fortemente alternativo all’uso del mezzo privato) e il servizio rifiuti (che intendiamo estendere a tutta la città con la differenziata porta a porta).
L’assessore alla scuola è impegnato, fra l’altro, ad una ulteriore qualificazione del servizio ai bambini fra gli zero e i sei anni.
L’assessore alle politiche ambientali e alle opere pubbliche è impegnato, fra l’altro, sul primo versante ad una più ampia comunicazione e sul secondo versante ad una taratura complessiva del ‘piano delle opere pubbliche’, improntata alla concretezza e alla fattibilità, in rapporto alle risorse effettivamente disponibili e agli oneri di gestione conseguenti a nuove realizzazioni; resta altresìulteriormente impegnato per un congruo inserimento dei cantieri nel tessuto cittadino.
L’assessore all’urbanistica è impegnato, fra l’altro, ad una semplificazione delle procedure di confronto con la popolazione nella fase delicata di prima variante ordinaria al Piano regolatore generale (nella quale ci sforzeremo di limitare l’ulteriore consumo di territorio, adottando piuttosto scelte alternative); ed è altresì impegnato ad un confronto periodico con i liberi professionisti sulle procedure edilizie e sui miglioramenti apportabili, con reciproco beneficio, alle medesime.
L’assessore alle politiche sociali è impegnata, fra l’altro, a definire standard di intervento nelle emergenze e a riqualificare i rapporti fra tutti i soggetti attivi nel sociale.
Il Sindaco si impegnerà in particolare, nelle competenze che gli sono proprie, per un miglioramento della relazione fra struttura comunale e cittadinanza. Per quanto attiene alle deleghe, che mi sono riservate, sulle società, sulla cultura e sul turismo: della prima, ho già detto in termini di metodo.
Della seconda segnalo l’intenzione di qualificare le specificità del Museo e della Biblioteca e quella delle attività culturali proprie del Comune o delle associazioni: a tale scopo verranno individuati dei responsabili di ciascun ambito, verrà trasferito presso il pianoterra del Municipio l’ufficio competente in materia di manifestazioni con il relativo sportello operativo e verranno realizzati periodici incontri per una reciproca comunicazione e calendarizzazione condivisa delle attività del cospicuo associazionismo di settore; verrà incrementato il rapporto con il Centro servizi culturali ‘S.Chiara’ e si incentiveranno le collaborazioni con le Istituzioni culturali delle città di Trento e Rovereto; si condivideranno sempre di più progetti culturali con Arco e con gli altri Comuni dell’area benacense. Per quanto riguarda la terza delega, verrà privilegiato il ruolo di Ingarda spa e sostenuto l’impegno promozionale della nostra città.
Il dettaglio delle deleghe assessorili vuole comunque offrire un quadro ampio e plausibile dell’impegno complessivo che la Amministrazione intende porre nei confronti dei diversi aspetti del vivere comune.
Soggetti di particolare riferimento per questa Amministrazione vorranno essere i giovani: la loro presenza è trasversale nelle deleghe precitate. Inoltre una delega specifica alle politiche giovanili è stata da me annunciata in carico al consigliere Salvador Valandro, che ringrazio per averla accettata: essa lo renderà referente delle associazioni giovanili, incaricato della supervisione e della promozione dei centri giovanili, referente per gli incontri del coordinamento provinciale dei responsabili delle politiche medesime, che, a livello locale, gestirà d’intesa con l’assessore alle politiche sociali.
I giovani come risorsa per la comunità locale e come nuova classe dirigente della città: è questa la prospettiva, che sarà tenuta presente nella azione complessiva della Amministrazione.
In generale, il rapporto fra Amministrazione comunale e cittadini sarà sottoposto a costante verifica; in tal senso va interpretata anche la delega , che ho annunciato in carico alla consigliere Maria Flavia Brunelli, che pure ringrazio. Innovazione, modernizzazione e qualità del servizio al cittadino: tale è la declaratoria della delega. Essa ha attinenza ad un processo, già in atto, di profondo cambiamento metodologico nell’approccio della struttura comunale alla sua tipica utenza. L’intendimento è quello di monitorare l’efficacia di questo approccio, partendo dalle effettive esigenze del cittadino-utente, che deve evolvere sempre di più nell’esercizio di quello che possiamo definire il diritto dovere di cittadinanza.
Compito, infine, più politico e di riferimento coalizionale, ho riservato alla delega annunciata in carico al consigliere Luca Grazioli, che pure ringrazio, e che si interesserà della attuazione del programma quinquennale, richiamando nel tempo la maggioranza, dal suo stesso interno, al progressivo ottemperare al progetto di governo della città, approvato dagli elettori.
Signor Presidente,
colleghe e colleghi consiglieri,
queste considerazioni mi paiono sufficienti per segnalare gli indirizzi generali di riferimento della azione politico – amministrativa, che mi impegno a compiere, nell’adempimento del mandato conferitomi dal corpo elettorale.
Sono molto cosciente della gravosità dell’impegno e confido, molto umilmente, nell’aiuto provvidente, in cui credo. Sono poi certo dell’apporto fecondo e costruttivo di tutti loro per il bene della nostra amata città. So che la attenzione dei concittadini è notevole e spero che non manchi mai il confronto aperto e sereno con tutti.
Mi piace concludere confermando la mia e nostra comune fedeltà ai valori di democrazia e di libertà espressi magistralmente nella nostra Carta costituzionale e alle responsabilità connesse al nostro speciale Statuto di Autonomia. Ma soprattutto confermo la mia indefettibile adesione allo Statuto del nostro Comune, pegno e simbolo della nostra specificità e della nostra identità di comunità viva e responsabile.
Grazie.
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Claudio Molinari
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