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RIVA DALL'ALTO

Un itinerario nella città: il Mastio, la Torre Apponale e il Bastione

Un itinerario suggestivo  è quello che consente di ammirare la città dall'alto delle sue torri e dal torrione veneziano che, situato sul monte Englo, consente una visione complessiva dell'abitato e della sua collocazione territoriale.


mappa










Mattia Burgklechner
Veduta prospettica di Riva (1609-1611)
Vienna, Haus-Hof und Staatsarchiv

dall'alto

Il Mastio

Dalla Rocca si può accedere al Mastio, torre angolare la cui altezza originaria è stata di molto ridotta durante il periodo austriaco.    mastio

 mastio-lago


[Riva] À una rocha che laco li bate, et va atrno in locco di fosse; è quadra, à do man di mure con 4 tore, et una grande che di sopra se intra per uno buso di marmo, dove uno homo tegneria nel asender mille, et già si tene. Davanti à uno loco, ben sia pieno di erba, dove staria galíe, et à mure atorno.

Marin Sanudo, Itinerario per la terraferma veneziana nell'anno MCCCCLXXXIII
Padova, Stamperia del Seminario, 1847







Basilio Armani
Veduta di Riva
Litografia, Museo Riva del Garda


veduta di riva




ponale



lago















foto: Pier Luigi Faggion

il porto













Basilio Armani
Riva
, il porto
Litografia, Museo Riva del Garda


La Torre Apponale

La torre fu eretta negli anni 1200 - 1206 dai fratelli Bonvicino, famiglia Patrizia di Riva. Il 9 agosto 1207 Federico dei Vanga, Vescovo di Trento, ne ordinò la demolizione perché costruita senza permesso, ma la famiglia rivana gliela offrì in dono e i costruttori ne vennero nominati feudatari.
Probabilmente venne così chiamata perché sovrastava la parte di porto originariamente detta “Portus a Ponale”, aveva ai suoi piedi i fondachi del sale e del grano, i magazzini, i banchi del cambio dei fiorentini.
Alta 34 metri, con i suoi 164 scalini, fu costruita con conci in pietra di dimensioni diverse e presenta oggi due orologi posti quasi alla sommità, uno rivolto verso il lago e l’altro verso la piazza. Nel 1555 la torre fu interessata da un innalzamento a cura della Comunità di Riva, che consentì di apporvi la Campana del Comune.

Tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 la copertura barocca della Torre Apponale fu interessata da molte ipotesi progettuali: comune denominatore era la volontà di togliere la copertura a cipolla, di ispirazione nordica, perché richiamava i tetti dei campanili del nord Europa.
Solo durante gli anni ’20 fu possibile abbattere l’originaria copertura, che tutt’ora si può osservare in numerose cartoline illustrate dell’epoca, per sostituirla con quella attuale.
Durante la Prima Guerra Mondiale venne utilizzata come osservatorio.

Nel disegno che ritrae la partenza del Generale Vendome da Riva del Garda nel 1703 è visibile la copertura a 'cipolla' della torre.
vendome particolare

Il Bastione
Il torrione fu costruito nel 1508 dai veneziani per la difesa e la conservazione del territorio della città di Riva del Garda e dei suoi abitanti. Fabbricato a sé stante e in posizione eccentrica rispetto all’abitato, costituisce un’eccezione nella produzione architettonica militare del tempo: indipendente da altre strutture fortificatorie, entrava ad integrare il sistema difensivo della città, formato da Rocca, Palada, Torre Apponale e mura antiche.

All’inizio del XVII secolo il Bastione risultava ancora in  piena efficienza; il dipinto che ritrae le truppe francesi guidate dal generale Vendôme a Riva nel 1703 offre un’immagine fedele del complesso prima dei bombardamenti, con la sua sommità che si innalza verso il lago e l’apparato murario ancora integro. Di lì a poco le mine innescate dai francesi al momento della loro ritirata, i danni e le sottrazioni di materiali subiti dal Bastione costituirono l’avvio di un lungo processo di ruderizzazione.

I ripetuti crolli, testimoniati da foto di fine Ottocento, gli eventi bellici del Novecento, il naturale degenerarsi del manufatto e gli atti di vandalismo, spesso legati alla ricerca del tesoro che una leggenda voleva custodito dietro lo stemma del Neideck, scandirono una lunga fase di abbandono e degrado.
Nel 1959 prese avvio il primo intervento di restauro a cura della Soprintendenza ai Monumenti e Gallerie.
Negli anni Cinquanta la costruzione della seggiovia e la realizzazione dello ‘Chalet Bastione’ mutarono profondamente l’immagine del Bastione, ma gli restituirono nel contempo la sua originaria funzione di punto di osservazione privilegiato sul territorio.

Nel settembre 2007 il Bastione è tornato ad essere visitabile grazie al lavoro di restauro realizzato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici della Provincia autonoma di Trento che è stato documentato nella mostra temporanea allestita presso lo Chalet Bastione.






vendome












Ignoto, La partenza del Generale Vendome da Riva del Garda nel 1703, (particolare che ritrae il Bastione)



bastio2













Archivio fotografico Soprintendenza Beni Storico-artistici, Provincia autonoma di Trento







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