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GIRONZOLANDO IN ARCHEOLOGIA

La sezione archeologica del Museo di Riva del Garda ospita numerosi reperti provenienti dalle ricerche effettuate sul territorio che occupano un quadro cronologico che va dal Paleolitico medio (120000 – 33000 a.C.) fino all’età tardo antica altomedievale (VII-VIII secolo d.C.).

Nella prima sala, dedicata alle più antiche testimonianze della presenza umana, viene documentato il Paleolitico, la lunga stagione della caccia, che ha lasciato manufatti in selce scheggiata per poi passare al Neolitico, periodo dove ad un’economia interamente basata sulla caccia si affianca gradualmente anche l’agricoltura e l’allevamento. Tra i reperti rinvenuti si segnalano punte di frecce in selce, asce, recipienti in ceramica e i primi esempi di ornamenti femminili come le collane ricavate da conchiglie marine.

Ampio spazio è dedicato alle imponenti statue stele di Arco risalenti all’Età del Rame (fine IV- III millennio a.C.) che rappresentanostatue stele figure dall’aspetto umano caratterizzate da armi, elementi ornamentali e d’abbigliamento propri di quel particolare periodo storico.

Proseguendo nella visita si entra nell’area relativa agli insediamenti palafitticoli di Molina di Ledro e di Fiavè Carera che si sviluppano nel corso dell’Età del Bronzo (2200-1000 a.C.) e nelle vetrine sono conservati oggetti d’uso quotidiano in ceramica e metallo, nonché oggetti prestigiosi come diademi, perle d’ambra e le cosiddette tavolette enigmatiche di Ledro.

Uno sguardo viene rivolto ai culti protostorici, (nei territori alpini centro-orientali attestati a partire dal XIII secolo a.C.), dedicati alle divinità delle acque e ai riti del fuoco. Tra le offerte votive si segnalano pugnali, spade e oggetti ornamentali in bronzo come spilloni e fibule.

La visita prosegue nella sezione dedicata al Monte san Martino in cui gli scavi archeologici hanno messo in luce un importante luogo di culto frequentato a partire dalla seconda età del Ferro (soprattutto IV-III sec. a.C.) dalle popolazioni retiche e successivamente da quelle romane che lo trasformarono in un vero e proprio santuario. Accanto ai manufatti ceramici e in metallo di notevole importanza sono quelli lapidei che attestano il passaggio dalla scrittura in lingua retica a quella latina.

Il percorso continua con una significativa selezione di epigrafi romane (I – II sec. d.C.) che ci “raccontano” la vita sacra degli uomini che si insediarono nella zona gardesana. Accanto ai culti ufficiali di Giove, Giunone, Saturno, si nota il permanere di alcune divinità locali come il dio Bergimo di Arco o il dio Medilavino della Val di Ledro.

Accanto alla sfera sacra vengono illustrati anche gli aspetti legati alla vita quotidiana dei romani del Basso Sarca con approfondimenti sulla centuriazione, sulle aree abitative e sulle necropoli che hanno restituito monumenti funebri e ricchi corredi in esposizione.

L’elegante vasca marmorea è invece da riferire alla recente scoperta nel centro di Riva delle terme (I sec. d.C.) che permettono di ipotizzare l’esistenza di un nucleo urbano sulla sponda settentrionale del Lago di Garda.

Infine la sezione si chiude con alcuni reperti di età tardoantica, altomedievale, provenienti sempre da contesti funerari.


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