TERRITORIO E STORIA
La sezione ospitata nel sottotetto della Rocca è dedicata alla storia del Basso Sarca a partire dalla fine del Medioevo fino agli eventi della II Guerra Mondiale.
Il percorso si apre con una sala dove mappe, vedute dedicate alle vie di commercio e planimetrie dei centri abitati, testimoniano le vicende storiche più significative nel Sommolago presentando le comunità altogardesane che abitarono il territorio tra la fine del Medioevo e il XVII secolo.
A partire dal X secolo fino al XV si assiste alla costruzione di numerose strutture fortificatorie e difensive in posizioni tali da consentire un efficace controllo del territorio e delle sue vie di comunicazione. Tra queste il castello di Arco, la Rocca di Riva del Garda, il castello di Tenno, quello di Drena, il Bastione di Riva e Castel Penede a Nago.
Particolare attenzione è riservata alla dinastia dei Madruzzo, imparentata con la grande aristocrazia italiana ed europea, che possedeva a Riva numerosi edifici, aveva scelto fra le proprie residenze predilette la stessa Rocca e nel 1603 finanziò la realizzazione della Chiesa dell’Inviolata, prezioso esempio d’arte barocca nel territorio.
Un primo approfondimento tematico nel percorso è dedicato alle vie di comunicazione e percorrenza e al fiorente turismo di fine Ottocento.
La ferrovia MAR (Mori – Arco – Riva) venne inaugurata il 28 gennaio 1891, dopo solo 11 mesi di lavoro, e con un percorso di 24 chilometri ricoperto in un’ora e 30 minuti, congiungeva Mori stazione con Riva del Garda. La ferrovia, sorta per promuovere l’economia dell’Alto Garda, era anche importante per le esigenze logistiche della strategica piazzaforte di Riva del Garda e dei suoi forti negli anni immediatamente precedenti il primo conflitto mondiale. La linea ferroviaria fu dismessa nel 1936 e sostituita con i servizi automobilistici.
Il clima particolare del territorio altogardesano, la presenza di una flora già mediterranea e il carattere tipicamente italiano dei suoi
centri, furono i motivi per cui, alla fine dell’Ottocento, Arco e Riva furono annoverati tra i più apprezzati luoghi di soggiorno e di cura della Mitteleuropa. Arco, la cui crescita fu incrementata dall’arciduca Alberto d’Asburgo, cugino dell’imperatore Francesco Giuseppe, divenne un centro di cura invernale. Sorsero ville e alberghi dove soggiornarono membri della corte di Vienna, la famiglia dei granduchi di Toscana, l’ultimo re di Napoli Francesco II ed altri nobili esponenti. A Riva la presenza del lago determinò la costruzione di stabilimenti balneari e di moderni hotel, mentre i medici Von Hartungen nei loro stabilimenti di cura offrivano terapie omeopatiche e naturali, richiamando anche famosi intellettuali, come Heinrich e Thomas Mann, i fratelli Brod, Franz Kafka.
La sezione prosegue presentando squarci dell’Ottocento, in modo particolare la situazione apertasi nel 1866 quando l’Alto Garda divenne terra di confine con il Regno d’Italia e l’autorità austriaca si trovò ad intensificare il controllo politico e a rafforzare la presenza militare mediante l’edificazione di forti e caserme.
La zona dell’Alto Garda presenta, infatti, la caratteristica unica di possedere sul territorio tutte le tipologie di fortificazioni permanenti costruite dall’Impero austroungarico tra la metà dell’800 e il 1918.
Basta qui ricordare le fortificazioni di San Nicolò e Nago, quella di Sant’Alessandro costruita nel 1881-2, forte Batteria di Mezzo del 1900, forte Garda del 1907 e forte Tombio del 1912. La Tagliata del Ponale, iniziata a costruire nel 1904, continuò ad essere ampliata anche durante la Grande Guerra fino al termine del conflitto.
Tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento sempre più acceso fu infatti lo scontro tra le idee irredentiste, sostenute dai ceti più colti della popolazione, e la tradizionale fedeltà alla Casa d’Austria.
La storia del Novecento è testimoniata dalle due guerre mondiali e principalmente gli esiti che si determinarono in sede locale in campo politico ed amministrativo: l’evacuazione dei civili dalla Valle di Ledro e dalla piana del Sarca fino a Dro e Ceniga, internati nelle regioni dell’Impero, per lo più in Boemia e Moravia; l’annessione al Regno d’Italia; l’affermarsi del regime fascista e gli interventi strutturali realizzati a Riva da Giancarlo Maroni, nonché le costruzioni della Gardesana orientale, della Gardesana occidentale nel 1931 e del Porto di San Nicolò nel 1938; l’occupazione tedesca delle Province di Trento, Bolzano e Belluno con la creazione dell’Alpenvorland dopo l’8 settembre 1943.
La sezione si chiude con uno dei più importanti episodi della resistenza trentina, il 28 giugno 1944, giorno in cui i nazisti assassinarono undici partigiani e ne arrestarono diverse decine, e con materiale fotografico che illustra la liberazione di Riva, avvenuta il 30 aprile 1945, ad opera dei partigiani e dei cittadini poco prima dell’arrivo degli alleati in città.
Immagine: Basilio Armani, Veduta di Riva da Lavino
