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LA PINACOTECA SI RINNOVA

Testimonianze figurative dal territorio tra XV e XIX secolo

La pinacoteca di Riva del Garda riaprirà a luglio con un percorso rinnovato che intende proporre al pubblico i risultati di studi e ricerche oltre a presentare le nuove opere autografe degli artisti che maggiormente vi vengono rappresentati.

Nel nuovo allestimento, curato da Marina Botteri Ottaviani della Soprintendenza ai Beni Storico - artistici della Provincia autonoma di Trento, che occuperà l’intero primo piano della Rocca, verranno approfonditi alcuni momenti significativi del panorama artistico dell’Alto Garda che proprio per la sua posizione geografica si caratterizza per una molteplicità e varietà di fenomeni culturali.ricchi

Partendo dalla presenza di un capolavoro come l’edicola in marmo raffigurante il ‘Compianto’ opera di Rigino di Enrico e databile alla prima metà del XIV secolo, si arriverà all’Ottocento, seguendo uno sviluppo cronologico e tematico nel quale particolare risalto verrà dato al periodo rinascimentale che vede la presenza in Rocca del Principe Vescovo Bernardo Cles per affrontare poi le tematiche relative alla pittura barocca ben evidenziata dai pittori chiamati alla decorazione del santuario dell’Inviolata quali Martino Teofilo Polacco (1570 ca. - 1639), Jacopo Palma il Giovane (1548/50 - 1629) e Pietro Ricchi (1606 - 1675), l’estroso e affascinante artista toscano fortemente attivo nell’area gardesana dove lasciò alcuni dei suoi capolavori.

A questa stagione figurativa seguirà la svolta classicista ben rappresentata a Riva dagli artisti dell’Accademia veronese che, nel ‘700, si impegnarono nelle decorazione della chiesa di Santa Maria Assunta, e da Giuseppe Craffonara (1790 - 1837) che portò in città le novità artistiche dell’ambiente romano dei primi decenni dell’800.

Da un lato quindi verrà portata l’attenzione sull’opera di questo importante artista rivano, massimo esponente del neoclassicismo trentino e legato da profonda amicizia con il filosofo roveretano Antonio Rosmini, e dall’altro lato verrà messa in evidenza la figura del letterato, traduttore e collezionista Andrea Maffei (1798 - 1885), intorno al quale si costituì un importante salotto artistico - letterario presso la famiglia de Lutti, dove le figure di maggiore spicco della cultura trentina entrarono in contatto con i nuovi fermenti della cultura romantica, in particolare con Francesco Hayez e Vincenzo Vela.

Il percorso espositivo si concluderà con una sezione dedicata all’iconografia rivana illustrata da stampe e dipinti relativi al paesaggio contestualizzati attraverso l’esposizione di mappe del territorio gardesano e tirolese dal XVI al XIX secolo che ben evidenziano la peculiarità della posizione geografica della cittadina benacense.



Immagine: P. Ricchi, Ultima cena (1644-1645 ca.)


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