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Programma 2010: il MAG sempre più MAG

La programmazione 2010 dà il segno di un salto di qualità del progetto di Museo dell’Alto Garda sulla via dell'integrazione. A partire dalle brochure illustrative che per la prima volta superano la distinzione amministrativa tra i Comuni di Arco e Riva del Garda per una proposta unitaria: MAG mostre e MAG progetti. La presentazione è stata martedì 9 marzo a Palazzo dei Panni ad Arco.

Programma 2010: il MAG sempre più MAG

Giovanni Segantini, "Vacca all’abbeveratoio", collezione privata

La presentazione – con l’assessore alla cultura di Arco Ruggero Morandi (responsabile del MAG), per il Museo di Riva del Garda il dirigente Gianni Pellegrini e la direttrice Monica Ronchini, per la Galleria civica «Segantini» di Arco e la direttrice artistica Giovanna Nicoletti – è stata l’occasione per sancire un passaggio di rilievo.

«Si tratta del secondo anno dell’accordo di programma tra le due amministrazioni comunali – ha spiegato Ruggero Morandi – che arriva ad una fase d’implementazione che supera la distinzione amministrativa. Il grande passo ci porta, oggi, a superare i confini dei singoli Comuni. Da oggi il MAG è una serie di mostre, di progetti, di ricerche e iniziative dell’Alto Garda trentino. Un intervento culturale sul territorio dell’Alto Garda vissuto come unico».

«C’è poi la strada del rapporto con il territorio, con le risorse istituzionali e non – aggiunge Gianni Pellegrini – per fare della conoscenza un patrimonio partecipato: tutte le iniziative, infatti, sono pensate per essere moltiplicate, ampliate, diffuse. E per essere poi consultabili attraverso gli strumenti informatici, e attivare così altri percorsi ricerca. In tutto questo va sottolineato il ruolo fondamentale, consapevolmente voluto, del mondo dell’associazionismo, elemento qualificante in tema di partecipazione».

«Da una parte il paesaggio è visto nel suo aspetto artistico – ha detto Monica Ronchini – dall’altra le iniziative del dipartimento storico archeologico lo indagano nel suo costruirsi: è un’indagine attraverso la lettura del suo diventare. Come nella ricerca sulla toponomastica: il toponimo non nomina solo ma descrive un luogo e ci consente di studiare e capire la storia minuta dei nostri luoghi. Attraverso passi pensati per essere continuamente ampliati, con un crescente coinvolgimento delle risorse territoriali. C’è poi la volontà di riappropriazione minuta del senso del paesaggio stratificato: come per le iniziative sulle fortificazioni e i rifugi antiaerei».

La direttrice artistica della Galleria «Segantini», Giovanna Nicoletti, ricorda che «la proposta del 2010 in fondo tira le fila di un percorso seguito fin qui, con le più recenti tappe della pittura dell'Ottocento “Verso la luce” a Riva del Garda e della scultura di Bistolfi ad Arco. Proposte pensate per segnare questo confine che gli artisti vogliono rappresentare per definire l'esperienza di fine Ottocento sulla luce, creando un legame con la nostra esperienza sul paesaggio».

Per quanto riguarda le mostre, si parte alla fine del mese di marzo con «Le soglie della Natura», centrata sulla narrazione della natura – intesa come paesaggio – che da sempre ha interessato la ricerca artistica come fondale dell’opera o come soggetto, offrendo spunti di osservazione sul rapporto tra esperienza artistica e dimensione umana. In particolare alle soglie del Novecento la pittura italiana si arricchisce di nuove complessità: lo studio della luce diventa studio della forma. Lo spazio della figura e lo spazio della natura si incontrano nelle settanta opere esposte, tra cui Segantini, Fornara, Ciolina.

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per vedere/scaricare il programma MAG 2010 delle mostre

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per vedere/scaricare il programma MAG 2010 dei progetti (ricerche e iniziative)

Riva del Garda, 10 marzo 2010
Ufficio stampa (mc)


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