Una fortezza veneziana sul Garda
Il Bastione è tornato visitabile con l'inaugurazione della mostra temporanea ‘Il Bastione. Una fortezza veneziana sul Garda’ il 15 settembre a seguito del lungo intervento di restauro, eseguito per conto della
Soprintendenza provinciale per i Beni Architettonici nel corso del
2006-2007.
La mostra è stata curata dall'architetto Cinzia D'Agostino per la parte dei restauri e da Monica Ronchini, in collaborazione con Paola Maroni per la contestualizzazione storica. L'esposizione, per la parte tecnica relativa all'indagine
scientifica per la realizzazione dell'intervento conservativo sul
complesso, ha documentato le indagini preliminari che hanno sostenuto
l'intervento e orientato le operazioni di restauro, realizzate nel
rispetto di materiali e procedure di lavorazione originari. Il prof. Concina dell’Università di Venezia ha commentato il fatto
definendolo un episodio singolare, ma comprensibile all’interno del
ricco quadro dell’architettura militare del primo Cinquecento, in piena
ripresa sotto la spinta dei nuovi conflitti europei e delle
sollecitazioni teorico-pratiche che imponevano le innovazioni tecniche
dell’arte bellica. Nella ricerca di soluzioni funzionali ed estetiche
nello stesso tempo e prima ancora che si affermassero scelte
costruttive orientate verso forme angolate, l’originalità della
soluzione elicoidale appare così comprensibile e nello stesso tempo
traccia dell’ingegnere-architetto che ne diresse i lavori a tutt’oggi
ignoto. L'esposizione ha rivelato altre particolarità della fortezza, costruita sfruttando le caratteristiche del luogo e a controllo delle principali vie di accesso da nord, come dimostra l'orientamento delle bocche da fuoco. I recenti studi hanno permesso di proporre alcune ipotesi di funzionalità degli spazi, attrezzati per far fronte non solo alle diverse necessità di difesa, ma anche alle esigenze di abitazione quotidiana dell’edificio: dalle canalette per lo scolo delle acque meteoriche dirette ad una cisterna, ad un forno e un otre per la raccolta dell’olio. Essenziale alla comprensione del
Bastione nella sua struttura architettonica e nella sua connessione
stretta con il territorio è il video realizzato dal dott. Luciano
Pugliese, che attraverso uno studio attento dell’iconografia storica,
dei risultati dei restauri e dei reperti riemersi, e utilizzando le
tecniche di rappresentazione virtuale, dà visibilità alle ipotesi di
configurazione iniziale della struttura e della sua posizione nello
spazio abitato. In assenza di dati archivistici significativi, la sezione storica ha voluto portare l’attenzione sulla produzione iconografica dell’antica fortificazione, dalla quale emerge con chiarezza il singolare ‘legame’ fra il Bastione da un lato e il nucleo abitativo e il sistema difensivo della città dall’altro. Non solo le prime rappresentazioni a mappa tracciano un’improbabile visione prospettica del territorio che ricomprende necessariamente la fortezza, pur isolata e inutilizzata, ma anche nelle descrizioni e operazioni di apprestamento del sistema difensivo vi era la percezione che il Bastione costituisse un elemento integrante del confine della città, a chiusura di una sorta di muro invisibile verso il lato meridionale, i cui altri punti apicali erano costituiti dalla Rocca e dalla Palada. Le
fotografie storiche di fine Ottocento e inizio Novecento offrono
un’altra immagine del Bastione, evanescente: da un lato testimoniano la
fase di abbandono e degrado, iniziata con l’attacco del generale
Vendôme nel 1703 e segnata da ripetuti crolli, dall’altro accentuano la
percezione della sua decadenza, prodotta dagli eventi bellici e dal
naturale degenerarsi del manufatto. In sintonia peraltro con un gusto
romantico attento al recupero dei reperti del passato, traccia
ineffabile e languida, sopravvissuta alla lontanza irreversibile degli
eventi. Un’ultima sezione è stata dedicata alla costruzione a inizio anni Cinquanta della seggiovia e dello Chalet, opere che mutarono profondamente l’immagine e la funzione del complesso, ma che restituirono al Bastione la sua originaria funzione di punto di osservazione privilegiato sul territorio, inserendosi così decisamente nella quotidianità e nell’immaginario vissuto dei cittadini rivani. | ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |







