La mostra
Negli spazi del Museo di Riva del Garda e nel parco antistante la
Rocca è stata allestita la mostra dedicata all’opera di Massimo Scolari. La
ricostruzione dell’attività artistica è stata affidata a un’esposizione
che ha ripercorso il complesso lavoro di questo artista e
intellettuale: un racconto che ha messo a fuoco, come scrive Daniele
del Giudice in catalogo, le multiple attività, architettura, pittura,
scultura, scrittura che determinano la caratteristica rarissima e
l’assoluta singolarità di Massimo Scolari.
I fili conduttori,
che hanno tenuto assieme, sia cronologicamente che tematicamente,
disegni, sculture, installazioni, scritti e fotografie, sono stati gli
straordinari acquerelli ai quali Massimo Scolari, fin dai primissimi
anni settanta, ha conferito un carattere originalissimo, sorretto da
una elaborata perfezione del mestiere e da una raffinata cultura dei
contenuti.
Gli acquerelli hanno testimoniato le diverse fasi
della ricerca e hanno mostrato la genesi formale che caratterizza le
installazioni realizzate per la Biennale di Venezia, per la Triennale
di Milano e per il Museo Palladio di Vicenza.
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M. Scolari, Porta per città di mare (1980) inchiostro e acquerello su cartoncino, 1020x730 mm.
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Le installazioni sono
state ampiamente documentate dai disegni di progetto, dai modelli e
dalle numerose fotografie di Luigi Ghirri, di Gabriele Basilico, di
Luca Campigotto, di Pino Guidolotti.
Al primo piano della Rocca
è stata esposta una vasta rassegna di pezzi che Scolari ha disegnato in
quasi vent’anni di collaborazione con la Giorgetti S.p.A, di cui è
stato anche art director dal 1989 al 2001.
Installazioni, mobili, dipinti, disegni, scritti, sono i numerosi temi
e materiali con i quali - come dice Carlo Bertelli in catalogo -
Scolari ragiona sui segreti dell’arte. Specialmente sul segreto maggiore che è la rappresentazione dello spazio.