CANELLA, I RITRATTI DEI LAGHI
Nato a Verona nel 1788 e morto a Firenze nel 1847, Giuseppe Canella si formò come artista intinerante nei lunghi soggiorni europei compiuti fra il 1819 e il 1833: fu proprio il confronto con la scena artistica francese, fra il 1822 e il 1831, a portarlo a rinnovare il proprio linguaggio, aprendolo al filone del paesismo romantico e offrendogli prezione committenze, fra le quali Trivulzio, Ferdinando I d’Asburgo e il duca d’Orléans.
Il ritorno in patria nel 1832 segò anche il passaggio dalla predilizione per le vivaci riprese delle città alla modo ai ritratti di paesaggi campestri, spesso marini o lacustri, osservati dal vero.
Il panorama della veduta si apre così su un vasto paesaggio lacustre che si addentra in profondità digradanti nel sovrapporsi dei piani delle colline diversamente velate e illuminate fino al fondo, imperniato sul chiarore del mattino che accende il cielo di riflessi e bagliori dorati. Sul primo piano la “quinta” naturale posta quasi in penombra, costituita dal terreno in lieve pendenza con le figure sul sentiero e i grandi alberi sulla destra, accoglie e introduce l’osservatore verso il centro del quadro, vero fulcro della composizione. Un paesaggio bucolico quasi disadorno rispetto ai dettami della moda del tempo, che si fa invece tutto luce e atmosfera intima in cui felicemente prevalgono la dolcezza e la tranquillità della natura, un luogo dell’anima che racconta la situazione emozionale del momento.(F. Pesci, estratto dal catalogo della mostra) | ![]() Giuseppe Canella, Aurora 1840 - olio su tela, cm 58 x 72 Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo |
L’affascinante ipotesi di un incontro sul Garda tra Corot e Canella, colleghi d’esposizione ai Salons parigini del 1827 e 1828, è certo una suggestiva fantasia, peraltro confortata dalla biografia dei due artisti e dai loro viaggi di studio nel paesaggio italiano. Quando infatti Corot si ferma a Riva nel 1834 e prepara gli schizzi e i bozzetti per il grande quadro da presentare al Salon del 1835, Vue prise à Riva, Tyrol italien (Corot 1996, p. 188 n.59). Canella è ormai residente a Milano da due anni e non è ancora partito per il soggiorno romano e napoletano (1838-1839).(C. Nenci, estratto dal catalogo della mostra) | ![]() G. Canella, Veduta del lago di Garda 1846 -olio su tela, 20,5 x 30 cm Milano, Accademia di Belle Arti di Brera ![]() G. Canella, Veduta del lago di Garda 1846 - olio su tela; 21 x 30,5 cm Milano, Accademia di Belle Arti di Brera |



