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I VIAGGI IN ITALIA DI COROT

Nella primavera del 1828 Camille Corot, seguendo l’itinerario del Grand Tour, visita Napoli, Ischia e Capri e a settembre si ferma qualche giorno a Venezia prima di tornare in patria.

Torna in Italia altre due volte, per soggiorni di qualche mese, nel 1834 e nel 1843. Mete principali del secondo viaggio – compiuto insieme all’amico e collega Grandjean - sono Genova, la Toscana (Pisa, Volterra, Firenze) e i laghi prealpini (Garda e Maggiore). Il 10 settembre 1834 è a Desenzano, mentre il 16, in vaporetto, raggiunge Riva, dove si trattiene sei giorni, alloggiando presso l’albergo delle due torri. Per l’ultimo soggiorno italiano – da maggio a ottobre del 1843 – sceglie Roma e le sue immediate vicinanze. In quest’occasione l’accompagna l’amico pittore Brizard.

Di molti luoghi e persone lascia schizzi e disegni a matita o a penna in numerosi taccuini, strumenti indispensabili per ricostruire i suoi spostamenti, ma anche per capire i suoi cambiamenti stilistici.


La mostra presenta la Veduta di Riva, conservata al Museo di San Gallo e dipinta dall’Artista francese nel 1934, e le opere composte successivamente, fra il 1850 e il 1875, rielaborando il tema del paesaggio lacustre trasfigurato dalla memoria e dallo scorrore del tempo, ora conservate nei principali musei internazionali.
Lo studio ad olio eseguito dal vero sulle rive del lago di Garda costituisce il soggetto che verrà ripreso nell’opera esposta al Salon nel 1950, Veduta di Riva. Tirolo italiano, e nella composizione realizzata fra 1865 e 1870, Ricordo di Riva, ora conservata al Taft Museum; nelle tele Corot si manterrà fedele alla località dando meno dettagli topografici e concentrando invece la sua attenzione sulla luce: i riflessi sull’acqua, lo specchiarsi degli alberi e delle montagne nel lago, la nebbia che vela il paesaggio e si viene ad introdurre come nuovo elemento nel gioco di colori tra i diversi elementi naturali.

Dopo la metà del secolo Corot, influenzato anche dalla luce madreperlacea, grigia, dolce e diffusa dell’Ile-de-France, impone una svolta “lirica” alla sua pittura. I paesaggi appaiono in bilico tra fedeltà alla natura, immaginazione, ricordo (souvenir) e “melanconia”. Oltre a disegnare e a dipingere ad olio – orientando la tavolozza a tonalità argentee - negli ultimi diciassette anni di vita sperimenta, ed utilizza  con molta frequenza, la tecnica dell’incisione all’acquaforte.
(S. Ferrari, estratto dal catalogo della mostra)
marsiglia

















C. Corot, Veduta di Riva, Tirolo italiano
1850 ca. - olio su tela, 73 x 123 cm
Marsiglia, Musée  dea Beaux-Arts


schiller

C. Corot, Ricordo delle rive del lago di Garda
1865-1872 - olio su tela, 73,1 x 61 cm.
collezione privata



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