MAFFEO E ANDREA OLIVIERI
La formazione artistica degli intagliatori bresciani Maffeo Olivieri, vissuto tra il 1484 ed il 1543, e del fratello Andrea, nato nel 1494 e deceduto il 15 novembre 1552, è tuttora sconosciuta. La loro produzione è essenzialmente costituita da un esiguo numero di opere a loro assegnabili attraverso le fonti documentarie e da varie opere ricondotte alla loro attività per analisi stilistica.
Nel 1515 i due fratelli, che da qualche tempo risiedevano a Mondrone (Preore) nelle Giudicarie sono pagati dalla comunità di Tione per l’esecuzione di un’ancona. di quel lavoro sono pervenute solo tre sculture che rappresentano la Madonna col Bambino, san Rocco e san Sebastiano presenti tuttora nella chiesa di Santa Maria Assunta a Tione. Il loro soggiorno trentino si protrasse probabilmente fino al 1520; in quell’anno Andrea sottoscrive infatti un contratto con la comunità di Stenico per l’esecuzione di un altare, anch’esso scomparso.
Agli anni 1515-1520 è riconducibile l’esecuzione dell’ancona della chiesa dei Santi Faustino e Giovita a Ragoli: un’opera popolata di molteplici sculture fra le quali si impongono per la loro qualità la Madonna con Bambino (da tempo custodita nella chiesa di Preore) e il gruppo dell’Annunciazione (esposto al Castello del Buonconsiglio a Trento). La critica ha altresì attribuito alla loro attività un’ancona datata 1517 oggi conservata a Soresina (Cremona) ed un Cristo Crocefisso esposto al Museo Diocesano di Brescia, ma proveniente da Botticino Sera.
Al decennio 1520-30 viene fatta risalire la realizzazione della monumentale ancona di Santa Lucia a Giustino, che ancor oggi domina la parete absidale della chiesa. Qui sono da ammirare la Madonna con bambino e le sculture dei santi Vigilio, Antonio, Rocco e Sebastiano; sul coronamento sono collocati Cristo in pietà sostenuto da due angeli e i busti dei Dolenti, che presumibilmente in origine erano stati intagliati per un’altra struttura altaristica.
Nell’anno 1527 Maffeo Olivieri firma due candelabri in bronzo per la basilica di San Marco a Venezia, commissionati da Altobello Averoldi.
Fra il terzo ed il quarto decennio del Cinquecento si colloca la realizzazione della Pietà di Riva del Garda e di altre sculture connotate da una monumentalità non dissimile, e tuttora custodite in territorio bresciano, come i Santi Bernardo e Caterina d’Alessandria conservati a Coccaglio e la Madonna col Bambino della chiesa di San Gerolamo a Gottolengo. Si segnala altresì una Madonna esposta al Museo di Villa Lagarina che è stata messa in relazione con un documento datato 1530 attestante la presenza di Andrea a Pomarolo.
Nel giugno 1538 Maffeo Olivieri si impegna ad eseguire per la comunità di Sarezzo in Val Trompia un Cristo crocifisso ancor oggi custodito nella locale chiesa.
Ultima opera nota è l’ancona dell’Assunzione della Vergine di Condino, la cui realizzazione vide impegnati i due fratelli dal luglio 1538 al 1546.
