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PIRRO CUNIBERTI

Marzo 2009

I taccuini del Garda

Dal 2009 il progetto ‘Sguardigardesani’ sarà affiancato dall’iniziativa ‘I taccuini del Garda’, che prevede il coinvolgimento di un artista, chiamato a indagare il territorio gardesano nell’ambito del lavoro che il Museo sta conducendo sul paesaggio.

Sarà Pirro Cuniberti a interpretare lo spazio e il suo cangiante valore simbolico, realizzando un taccuino, bozzetti e schizzi in cui la percezione del paesaggio gardesano, accanto alla presentazione di altri lavori di approfondimento, non mancherà di essere testimone della sua poetica.

Allievo di Giorgio Morandi e di Giovanni Romagnoli all’Accademia di Belle Arti di Bologna, Pirro Cuniberti (nato nel 1923 a Padulle di Sala Bolognese) si è diplomato nel 1948 e nello stesso anno ha scoperto alla Biennale di Venezia l’opera di Paul Klee, da allora riferimento per la sua concezione della forma come infinita genesi creativa.

La pratica costante del disegno è il filo conduttore delle opere su carta in cui Cuniberti offre al lettore una varietà di modi e di soluzioni espressive che attraversano la superficie del foglio sviluppando sottili vibrazioni, tracce e tensioni fissate nell’attimo della loro apparizione.

Disegnatore tra i più originali nell’ambito di una “linea fantastica” dell’arte italiana del secondo ‘900, Cuniberti affronta con la medesima intensità i temi del paesaggio, della natura morta e della figura inventando volta per volta tratti limpidi e misure geometriche, luminosità silenziose e leggere ombre del colore, segni inquieti ed equilibri armonici della composizione.

Si tratta di elementi grafici e di umori cromatici che dialogano tra loro come alfabeti immaginari, forme ipotetiche sospese sul crinale dell’immaginazione, mappe della memoria, storie di segni  imprevisti che l’artista inventa senza un ordine logico.

Negli ultimi dieci anni, il lavoro di Cuniberti ha riservato ancora molteplici sorprese, soprattutto perché ha saputo fare i conti con l’archivio di immagini del passato, lasciando emergere gli umori delle stagioni precedenti all’interno di nuove apparizioni, senza mai perdere il contatto con la forza allusiva del suo inconfondibile stile.


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