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l'architetto del lago.Giancarlo Maroni

last modified 2007-06-08 13:55


BIOGRAFIA DI GIANCARLO MARONI
a cura di Silvana Giordani

Giancarlo Maroni (Arco 1893-Riva del Garda 1952) si forma professionalmente a Milano dove studia presso la Scuola Speciale di Architettura dell'Accademia di Belle Arti di Brera, tra i suoi insegnanti ci sono l'architetto Gaetano Moretti e il pittore Alcide Davide Campestrini. Completa la sua preparazione lavorando presso gli studi di alcuni architetti. Nel maggio del 1915 si arruola volontario nel corpo degli Alpini, ferito gravemente durante un combattimento e inabile al servizio attivo, presta servizio nelle retrovie, fino alla fine del conflitto. Nel 1919 ritorna a Riva e con il fratello Ruggero ingegnere, dà inizio ad una intensa attività nell'ambito della ricostruzione della città danneggiata dal conflitto. Si occupa sia di opere pubbliche, come il Palazzo dei Provveditori, la sistemazione della Piazzetta San Rocco, la Canonica Arcipretale che di numerose ricostruzioni per privati (Casa Bettinazzi, Zaniboni, Armani, Marzani-Parteli).

Fa parte, con il fratello Ruggero, della Commissione Edilizia del Comune di Riva (fino al 1924) ed è membro della Commissione per il Piano Regolatore dal 1920 al 1924, assieme al pittore Luigi Pizzini.

Nel 1921 il giovane architetto rivano viene chiamato ad occuparsi dei lavori di sistemazione della Villa di Cargnacco, nelle vicinanze di Gardone Riviera, la dimora dove Gabriele D'Annunzio ha deciso di trasferirsi. La collaborazione a fianco del Poeta durerà per tutta la vita e con il passare del tempo il ruolo di Maroni non sarà più soltanto quello di architetto, ma anche di segretario ed amministratore. Le continue ed ininterrotte opere di trasformazione ed ampliamento renderanno irriconoscibile la Villa di Cargnacco, che D'Annunzio dona nel 1923 al Paese come "Vittoriale degli Italiani".

Questo complesso ed impegnativo lavoro non allontanano Maroni dalla sua città, dove nel corso degli anni porta a termine opere di notevole impegno: il Grand Hotel Sole D'Oro, il Giardino d'Infanzia, la Centrale Idroelettrica del Ponale, la Spiaggia degli Ulivi e il Campo Sportivo.

LA RICOSTRUZIONE DOPO LA PRIMA GUERRA MONDIALE

Agli inizi del secolo, Riva del Garda è una città turistica e luogo di cura come la vicina città di Arco, frequentata soprattutto da una ricca clientela tedesca. Dopo la prima Guerra Mondiale con il passaggio del Trentino all'Italia, la città rivana deve affrontare non solo il problema della ricostruzione dei numerosi edifici distrutti dai bombardamenti, ma verificare anche il suo nuovo ruolo non più legato al mito del Kurort.

L'esordio professionale di Maroni avviene in questo particolare contesto, ed i progetti che vengono redatti a partire dal 1919 si misurano soprattutto con la necessità di "ambientare" gli interventi in un tessuto urbano fortemente caratterizzato, anche dalla dimensione lacustre del paesaggio. Le opere realizzate dall'architetto rivano in questa prima fase propongono un metodo fondato sulla ripetizione di motivi e elementi compositivi ripetuti alle varie scale. Nella riedificazione della parte occidentale del Palazzo dei Provveditori sulla piazza San Rocco e il corrispondente riadattamento dell'omonima cappella, le facciate vengono caratterizzate da aperture ad arcosesto articolate ad imposta comune, di dimensioni ed ampiezze diverse, tema che verrà riproposto anche nei successivi progetti per la Canonica Arcipretale (1919), Casa Marzani-Parteli (1920), il Giardino d'Infanzia e l'Hotel Sole d'Oro. Mentre l'uso della pietra grigia "Corno dè Bò" a rasosasso per sottolineare alcune parti degli edifici come i basamenti (Canonica, Casa Bettinazzi) o le facciate (Casa Marzani-Parteli), concorre a ricreare lo stile "benacense" e a rendere omogenei i diversi interventi realizzati nel centro antico della città.

IL VOLTO NUOVO DELLA CITTA'

Dal 1920 al 1924 Maroni fa parte della Commissione per il Piano Regolatore, che studia un programma di sviluppo secondo due linee di intervento: per quel che riguarda la parte storica della città si prevede l'allargamento delle strade esistenti e la creazione di nuove vie con sventramenti e demolizioni, mentre l'ampliamento urbano di Riva viene indirizzato verso est, lungo la fascia del lago, in modo da valorizzare - nelle intenzioni dei suoi estensori - il "carattere spiccatamente meridionale" dell'ambiente gardesano.

I progetti elaborati da Maroni, a partire dai primi anni venti, assecondano soprattutto quest'ultimo orientamento, la ricostruzione dell'Hotel Sole d'Oro, l'edificazione della Centrale Idroelettrica del Ponale, la Spiaggia degli Olivi e il Campo Sportivo diventando un'importante occasione per ridefinire, senza renderla irriconoscibile, l'immagine del lungolago, da sempre la più rappresentativa della Riva turistica.

Nelle diverse soluzioni elaborate per l'Hotel Sole d'Oro, l'architetto cura con particolare attenzione l'aspetto scenografico dell'edificio in rapporto con la piazza e i suoi edifici porticati. La facciata verso il lago, invece, viene movimentata dai piani del fabbricato progressivamente arretrati verso l'interno e caratterizzata dalle profonde aperture ad arco, dalle nicchie e dalle decorazioni ovali.

Nel progettare, qualche anno più tardi, l'impianto del Ponale, nonostante i vincoli imposti dalla destinazione d'uso e dalla collocazione a ridosso della montagna, Maroni realizza l'edificio adottando un metodo compositivo che si richiama al vicino Hotel Sole d'Oro. Con la Spiaggia degli Olivi l'architetto rivano realizza un'altra importante opera pubblica nell'ambito della valorizzazione turistica del luogo. L'area scelta per l'intervento, tra la vecchia e la nuova Riva, ribadisce la convinzione di favorire lo sviluppo della città verso est e permette a Maroni di completare la realizzazione del nuovo lungolago, secondo un'idea di progettazione unitaria che lega quest'ultimo lavoro ai precedenti, l'Hotel Sole d'Oro e la Centrale del Ponale.

GIANCARLO MARONI, L'ARCHITETTO DEL VITTORIALE

Dopo la sfortunata conclusione dell'impresa fiumana, D'Annunzio si pone alla ricerca di un luogo dove ritirarsi e poter lavorare. La scelta cade sulla tenuta di Cargnacco a Gardone Riviera, appartenuta allo storico dell'arte tedesco Henry Thode, del quale è rimasta nella villa - circondata da vallette selvagge, oleandri, ulivi e cipressi - la vasta biblioteca. L'edificio ha bisogno di essere ristrutturato e per i primi urgenti lavori vengono chiamati Giancarlo Maroni e il fratello Ruggero, questo rapporto di collaborazione si consoliderà progressivamente e durerà per tutta la vita. Le continue opere di trasformazione, la progettazione e l'arredo delle nuove parti della casa, la ristrutturazione del vasto giardino vedranno l'architetto rivano impegnato anche nel ruolo di segretario ed amministratore della villa, che nel 1923 D'Annunzio ha donato all'Italia come Vittoriale degli Italiani.

Maroni avrà il compito di gestire i rapporti con i numerosi artisti ed artigiani che vengono chiamati a lavorare nella dimora di D'Annunzio: Cadorin, Marussig, Brozzi, Bardetti, Martinuzzi, Chiesa. Inoltre effettua numerosi viaggi a Firenze, Bologna, Venezia per provvedere all'acquisto di oggetti per il ricco arredo degli interni, mentre per i giardini e i luoghi esterni procura cimeli di guerra, massi, ruderi e colonne classiche.

Con D'Annunzio dialoga per lettera e attraverso il fitto carteggio rimasto si delinea un'interessante testimonianza del loro rapporto personale. Dopo la morte del Poeta, nel 1938, Maroni continuerà a lavorare al Vittoriale, il suo compito sarà quello di vigilare su "l'ordinamento de' materiali editi ed inediti, e di tutte le memorie di Vita e di Guerra", impegno che assolverà con esclusiva dedizione fino alla fine.


Nel 1993 il Museo Civico di Riva del Garda ha dedicato a Gincarlo Maroni una mostra  storico documentaria, accompagnata  dalla stampa del volume "L'architetto del lago. Giancarlo Maroni e il Garda" a  cura di Fulvio Irace, ed. Electa-Museo Civico Riva del Garda, con scritti di:
Fulvio Irace,"Magiste de Vivis Lapidibus".Giancarlo Maroni, architetto benacense;
Mario Lupano, Il Vittoriale degli architetti;
Carlo Oradini, Riva: da Kurort a Città del Sole;
Aldo Castellano, La Centrale del Ponale;
Giovanni Marzari, Acropoli Alpina;
Annamaria Andreoli, Gabriele D'Annunzio e il suo architetto;
Rossana Bossaglia, D'Annunzio e Maroni;
Valerio Terraroli, Giancarlo Maroni, Gabriele D'Annunzio e gli artisti del Vittoriale;

Apparati a cura di Silvana Giordani

Fotografie di Gabriele Basilico


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