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CITTA' DELL'ACCOGLIENZA O

last modified 2007-06-08 13:58

RIQUALIFICAZIONE URBANA DELLA EX ZONA OSPEDALIERA DI RIVA DEL GARDA

Progetto di massima




Committente:
Comune di Riva del Garda

Progettista:
arch. Lamberto Rossi, Milano

Data del progetto di massima:
giugno 2004

Progetto esposto in Commissione Consiliare per l'Urbanistica, la Viabilità e l'Ambiente il 23 luglio 2004 (cfr. verbale)

Previsioni P.R.G.I. Piano Regolatore Generale Intercomunale -anno 1999- :
Attrezzature civili-amministrative

Estensione dell' area:
6,27 ettari

Finalità dello studio:

  • procedere alla progettazione urbanistica dell'ambito territoriale di proprietà pubblica fra via Ardaro, via Rosmini, viale Cannella e largo Marconi;
  • per quanto riguarda la zona limitrofa al complesso monumentale della chiesa dell'Inviolata, fornire indicazioni in merito alla mobilità e alla qualità architettonica del contesto di riferimento, senza individuare le destinazioni d'uso del compendio.




Atti precedenti alla proposta progettuale di massima

Settembre 2003 - La Direzione della Casa di Soggiorno per Anziani di Riva del Garda ha elaborato la "Proposta di utilizzazione e gestione per finalità socio assistenziali dei padiglioni ospedalieri di Riva del Garda" dismessi dall'Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari a seguito del trasferimento dei reparti nel monoblocco ad Arco.

Luglio 2003 - Licenza edilizia n. 11148 del 7 luglio 2003 rilasciata alla Casa di Soggiorno per Anziani relativa all'intervento di "Demolizione e ricostruzione con ampliamento di parte del padiglione ospedaliero di Riva del Garda al fine di ricavarne un reparto per "Alzheimer"

Novembre 2003 - Mozione n. 12 del 18 novembre 2003 dei consiglieri Bertoldi e Daves "Acquisizione al patrimonio comunale delle strutture del vecchio ospedale".

Novembre 2003 - Proposta del 10 novembre 2003 dell'Assessorato Provinciale all'Istruzione, Formazione professionale e Cultura di "Protocollo d'intesa fra la Provincia Autonoma di Trento, Il Comune di Riva del Garda e la Casa di Soggiorno per Anziani di Riva del Garda" sull'utilizzo in funzione di pubblico servizio nel campo socio-assistenziale dell'intero compendio ex ospedale.

 


Ex ospedale/città dell'accoglienza
A cura di Lamberto Rossi

La città dell'accoglienza

Il progetto di riqualificazione urbana dell’area ospedaliera di Riva del Garda si propone come una riflessione a più voci su quello che può essere il destino di un’area strategica per la città all’interno di uno scenario completo di trasformazione dell’organismo urbano. Esso costituisce un’ipotesi preliminare che rimanda al successivo livello di pianificazione - Piano di recupero o Piano-guida, Progetti Preliminari - la definizione dei singoli interventi architettonici. Si propone di verificare la realizzabilità di un insieme di interventi che riconvertano l’area in una Città dell’Accoglienza prevalentemente rivolta al mondo della terza età e, nel contempo, in un Terminal/Porta di Terra alla città e al territorio per chi viene a Riva.

Il progetto si basa su quattro assunti prioritari che corrispondono ad altrettanti livelli di intervento tenuti assieme da una metafora comune: quella del "ponte". Questi quattro assunti sono i cardini di una strategia più ampia che, attraverso la realizzazione del sistema integratoTerminal/Città dell’Accoglienza, mira, da un lato, a rafforzare il ruolo di Riva come polo turistico di interesse europeo, dall’altro, alla ricomposizione dell'unità urbana e al superamento della dualità tra centro storico, aree di espansione ottocentesche, città contemporanea e territorio.

L’area oggetto della proposta di piano ha un’estensione di più di 6 ettari (62.700 metri quadri) e comprende l’intero complesso del vecchio ospedale in fase di riconversione a seguito del trasferimento nel nuovo complesso ospedaliero di Arco, i relativi parcheggi dell’area ex-Eca, di viale Canella e Largo Marconi, la sede del Comprensorio e del Distretto Sanitario con il relativo sistema di parcheggi - parte a raso e parte interrati, la Casa Soggiorno per Anziani con l’appendice di casa Mieli e il comprensorio dell’Inviolata con il Conservatorio e l’ex-convento dei Girolimini.

1° Assunto

 Un "ponte" tra la Valle del Sarca e Riva

Il primo assunto ha valenza territoriale: realizzare un'attrezzatura integrata, concepita come una grande cerniera urbana con una triplice funzione:

  • "ponte" tra centro storico, città contemporanea e territorio
  • "anello" di quella concatenazione di siti di alto valore ambientale e architettonico che si va delineando nella corona circolare più esterna della città e che trova nella Chiesa dell'Inviolata l'elemento centrale e maggiormente rappresentativo
  • "porta di terra" alla città per chi arriva dal Trentino ma nche per chi percorre la Gardesana.


L'area dell'ex ospedale e dell'Inviolata come "ponte", "anello" e "porta di Terra". 
A sinistra l'ideogramma della struttura attuale dell'organismo urbano di Riva e della viabilità di attraversamento .
A destra l'ideogramma del progetto di riorganizzazione dello stesso organismo urbano e della grande viabilità. L'area interna della città, "più protetta", si amplia inglobando le espansioni ottocentesche; la circonvallazione interna diviene un "ring" urbano; l'Inviolata e l'area ospedaliera acquistano il ruolo di nuova Porta di Terra alla città.



2° Assunto

Un "ponte" tra due parti di città
Il secondo assunto ha valenza urbana: riconnettere le due parti della città nel punto dove la "cesura" della circonvallazione (nel tratto via Cannella e largo Inviolata) ha creato un argine fisico che ha inciso profondamente sulla forma dell'organismo urbano.



L'asse Inviolata-piazza Brolo, matrice nella seconda metà dell'Ottocento della nuova città borghese.

Il ruolo storico che ha sempre avuto l'Inviolata con le sue facciate identiche giustapposte, come primo segnale di arrivo alla città da nord, come perno ottico tra l'esterno e l'interno del borgo murato e come monumento di grande pregio e di intenso richiamo sia di culto che artistico, accredita questo punto come naturale "porta di Terra" a Riva del Garda. L'occasione della riconversione dell'ex ospedale e dell'apparato di parcheggi che lo serve fa di quest'area il terminal ideale alla città specie per chi è diretto verso il centro storico. Mentre l'info-point previsto dal progetto per il lungolago su viale Rovereto è il naturale punto di arrivo dal lago (la "porta d'Acqua") dove avere informazioni sulle attività e le manifestazioni permanenti e temporanee in corso, il terminal ex ospedale/comprensorio/distretto si propone come servizio alla città e alle sue attività terziarie, commerciali e culturali per l'intero arco dell'anno.
La riprogettazione dell'arrivo alla città, del terminal turistico, delle nuove attrezzature di accoglienza e informazione, non è solo un problema tecnico/urbanistico ma è lo spunto per far interagire queste diverse anime alla ricerca di una nuova identità che modifichi il funzionamento dell'intero organismo urbano.


Due differenti ipotesi per quanto riguarda le modalità di accesso all'area intesa come terminal. A sinistra la proposta con la previsione di una bretella tra viale Trento e viale di Tigli, a nord dell'Oratorio, a destra quella che utilizza l'attuale impianto viario senza modifiche significative.


3° Assunto

Da recinti impermeabili a struttura multipolare con diversi gradi di accesibilità


L’area si presenta oggi come un insieme di recinti impermeabili con le parti aperte al pubblico nelle tre direzioni contrapposte.
La dismissione dei padiglioni ospedalieri e lo spostamento delle funzioni sanitarie nell’ospedale di Arco consente di ipotizzare una nuova organizzazione delle funzioni che si configuri come un sistema a struttura multipolare con diversi gradi di accessibilità. Le quattro funzioni principali che permangono - Comprensorio, Distretto Sanitario, Casa di Soggiorno per Anziani, Uffici/Terminal alla città - sono integrabili pur nel rispetto delle reciproche autonomie. Le diverse forme di residenzialità vanno integrate con le funzioni terziarie e di servizio in modo da configurarsi come un vero pezzo di città che garantisca aree pubbliche, semipubbliche e private. Si configura così un sistema a "scatole cinesi", ad accessibilità differenziata, un organismo multipolare, fortemente integrato con l’intorno, che inverte l’attuale condizione di "isola" impermeabile e introflessa.
Il piano si configura così come una concatenazione di gradoni quasi naturali con diversi livelli di accessibilità dall’esterno: spazi dichiaratamente pubblici nella parte più bassa verso la città dove trovano collocazione le funzioni legate alla formazione e al volontariato, spazi e servizi semi-pubblici aperti all’esterno quali il day-hospital insieme a luoghi riservati - nella parte mediana tutta da riprogettare - un terzo livello, nuovamente pubblico e "passante" che accoglie il Comprensorio e il Distretto Sanitario ricollegati all’asse centrale - una sorta di "main street" - dell’ospedale.


L'ideogramma visualizza i tre ambiti - Ex Ospedale, Casa Soggiorno per Anziani e Comprensorio/Distretto Sanitario- attualmente recintati e isolati l' uno dall'altro.


L 'ideogramma visualizza l'ipotesi progettuale. I tracciati con i bollini bianchi indicano i diversi accessi alla struttura, da via Ardaro, via Cannella e via Rosmini, quelli con con la linea bianca tratteggiata il percorso pedonale, senza interruzioni, tra la chiesa dell'Inviolata e la sede del Comprensorio e del Distretto Sanitario.

"Città della Accoglienza" per una nuova idea della terza età

Tra le varie funzioni previste per il recupero dell'area ospedaliera, una è sicuramente preminente ed è quella della accoglienza rivolta alla terza età. La presenza della Casa di Soggiorno per Anziani e della Casa Mielli (alloggi protetti), oltre alla tradizione storica di "ospedale-ricovero" per il cui il padiglione grande d’ingresso dell’ospedale in via di dismissione è proprietà della Casa, hanno indotto a formulare una proposta di utilizzazione dei padiglioni ospedalieri a fini assistenziali largamente condivisibile sia nelle premesse - il marcato invecchiamento della popolazione del Comprensorio C/9 - sia nell’individuazione delle esigenze legate alla definizione di "un modello assistenziale rispettoso della dignità umana (…) con un’attenzione globale alla rete dei servizi". L’obiettivo, dunque, è quello di realizzare una città dell’accoglienza che non diventi un corpo separato - sia pure altamente efficiente - ma che proponga un’interpretazione rinnovata di questa fase della vita e individui funzioni transgenerazionali legate al territorio, alla formazione e al volontariato. In questo senso, anche le parti più specialistiche e riservate - l’area dell’Alzheimer e l’"Hospice" - devono essere concepite in modo da compenetrare gradevolezza e riservatezza. Questo terzo assunto ha anche una forte valenza territoriale: realizzare un’attrezzatura, concepita in un’ottica di "rete" al servizio di un comprensorio molto vasto. Un "ponte" tra Riva e un territorio più ampio attualmente completamente sprovvisto di attrezzature analoghe, in cui il ruolo non sia solo quello di luogo di degenza, di residenza specialistica ma diventino centrali le funzioni di day hospital, di Centro Diurno, di formazione di personale specializzato nella assistenza anche domiciliare, di coordinamento di servizi puntuali, di sostegno e di informazione agli anziani che non vivono all’interno della struttura e alle famiglie che sul territorio completano l’opera di assistenza e di coinvolgimento degli anziani nella realtà contemporanea.


4° Assunto

Restituire alla città un sito di pregio ambientale

Il processo di riqualificazione dell’area dell’ospedale e del complesso dell’Inviolata si propone come rilettura attenta, documentata e consapevole del luogo. L’obiettivo è quello di avviare una riflessione metodologica sulla modalità di recupero ambientale e di valorizzazione dell’intero sistema. Per quanto concerne la valutazione di quanto conservare e di quanto sostituire dell’impianto a padiglioni originario dell’ospedale, bisogna considerare che l’essenza dell’operazione di riuso architettonico è di destrutturare una configurazione preesistente - distaccare l’insieme e le sue parti dalla corrispondenza al sistema di significati che era stata loro attribuita in origine - per poi ristrutturarla in rapporto a un nuovo sistema di significati corrispondenti alla destinazione contemporanea che si presume di affidarle.



Gli obiettivi generali di Piano

Il piano di riqualificazione urbana dell’area ospedaliera di Riva del Garda si propone di integrare le diverse funzioni previste - Comprensorio, Distretto Sanitario, Casa di Soggiorno per Anziani, Uffici/Terminal alla città - in un sistema unitario con forma e struttura di pezzo di città, quindi plurifunzionale, interrelato, con aree ad accessibilità differita, piazze e luoghi di incontro, giardini.

Gli obiettivi programmatii generali individuati sono:

  • Realizzare un sistema integrato di residenzialità specialistica legato alla terza età rafforzandone la componente di centro servizi e centro diurno/DH a servizio di un comprensorio piuttosto vasto;
  • Realizzare un centro specializzato per la formazione di operatori socioassistenziali e sanitari per la terza età;
  • Realizzare un centro per il volontariato specie quello rivolto all’assistenza degli anziani e dei soggetti più deboli;
  • Realizzare un terminal alla città, una "porta di terra" a Riva che connetta l’area ex-ospedaliera a quella dell’Inviolata;
  • Realizzare un percorso centrale "urbano" pedonale - dall’Inviolata alla sala del Comprensorio - che rappresenti la spina dorsale del sistema riconnettendo tutte le diverse funzioni e i luoghi più rappresentativi del sistema;
  • Individuare un apparato viario di servizio all’area esclusivamente perimetrale in modo da delimitare un’area/parco completamente pedonalizzata (ovviamente garantendo l’accesso dei mezzi di soccorso e manutenzione) canalizzando gli ingressi al terminal automobilistico e salvaguardando i percorsi ciclabili di attraversamento;
  • Razionalizzare, in relazione con le differenti funzioni insediate, il sistema dei parcheggi in forma di "arcipelago" - in parte interrato - per limitarne l’impatto ambientale;
  • Realizzare un sistema integrato in cui le differenti forme di residenza specialistica a diverso grado di accessibilità - residenze protette, assistite, area dell’Alzhaimer, Hospice - si integrino con le funzioni terziarie, commerciali e di servizio realizzando un effettivo pezzo di città.
  • Realizzare un sistema di aree verdi pubbliche e private con un disegno organico che consenta attraversamenti dell’area in senso est-ovest, riorganizzando quelle previste in sede di PRG;
  • Individuare i criteri di valutazione del valore delle diverse componenti del sistema e le conseguenti modalità di recupero e/o sostituzione;
  • Regolare l’edificabilità in elevazione all’interno dell’area individuando luoghi di concentrazione del costruito dove insediare le nuove funzioni previste;
  • Definire un disegno complessivo dell’intervento che sia realizzabile per fasi senza perdere di coerenza.


Provvedimenti amministrativi

Deliberazione N. 198 dd. 23.12.2003
Progetto di massima del piano di recupero ad iniziativa pubblica relativo alla riqualificazione urbana della zona ospedaliera di Riva del Garda: Delibera di Indirizzo per l'individuazione del progettista.

Determinazione n.2003-1224 del 29 dicembre 2003
Affidamento Incarico all'arch. Lamberto Rossi di Milano per la redazione del progetto di massima del piano di recupero ad iniziativa pubblica riguardante la riqualificazione urbana della zona ospedaliera di Riva del Garda.

Archivio rassegna stampa

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