10 ottobre 2004
Riva (pag.35)
Sulle società il Comune fa
dietrofront
Il legale: «Quella delibera
sull´Ingarda è
irregolare»
Da qualsiasi angolatura la si guardi è
un pasticciaccio. Che riguarda il Comune di Riva ma anche l´«Ingarda spa», la
nuova società pubblico-privata nata sulle ceneri di quella che era un tempo
l´azienda di promozione turistica del Garda Trentino. Un pasticciaccio che molto
probabilmente non avrà ripercussioni concrete clamorose ma che comunque non fa
fare una bella figura a tutto il consiglio comunale rivano e alla stessa
società. E che ha un tantino surriscaldato anche il vertice di maggioranza
dell´altra sera con Ds e Riva Domani a chiedere alla Margherita e all´assessore
Marco Tanas di dimettersi dal cda dell´Ingarda per facilitare le cose in vista
della discussione e della votazione del modifiche dello statuto in consiglio,
domani sera. E questo nonostante, sotto l´aspetto quantomeno formale, Tanas non
risulti nominato in rappresentanza del Comune: non esiste infatti alcun atto
formale e concreto in tal senso, è stata una decisione dell´assemblea
dell´Ingarda.
La gaffe più grossa però l´ha fatta il consiglio comunale. E a
dirlo è un parere legale acquisito dal Comune in questi giorni. Nel luglio 2003
lo stesso consiglio ha approvato la delibera di indirizzo per le nomine da parte
del sindaco di propri rappresentanti nelle società partecipate. Specificando,
come da Statuto, l´ineleggibilità di amministratori pubblici, consiglieri o
membri di giunta. Ad aprile di quest´anno però, approvando l´adesione
all´Ingarda spa, era stata inserita e votata quasi all´unanimità (21 sì su 24
presenti) anche la richiesta da presentare alla società di provvedere ad
inserire nello statuto della stessa le modifiche che consentissero la nomina di
amministratori pubblici in carica. Il che contrasta con lo Statuto che adesso la
maggioranza chiede di modificare. E anche ovviamente con la delibera dell´anno
prima. L´errore c´è stato e non lo dice caio o sempronio: lo dice un parere
legale, agli atti in Comune.
«Abbiamo sbagliato tutti e io certo non mi
chiamo fuori - afferma il capogruppo dei Ds Tomaso Benamati - Ma a questo punto
per facilitare la discussione la cosa più logica sarebbe che Tanas si
dimettesse. E sia ben chiaro che non si tratta di una questione ad personam».
Dello stesso avviso è il capogruppo di Riva Domani Nino Torboli: «Un parere
legale dice che è stato commesso un errore. Dobbiamo porre rimedio. Sarebbe
opportuno che per il momento Tanas si dimettesse, sarebbe un modo elegante di
favorire i lavori del consiglio e di non perdere tempo». Una condizione peraltro
già richiesta nei giorni scorsi dalle opposizioni e che il capogruppo della
Margherita Valandro aveva giudicato «inaccettabile». L´assessore Tanas con
l´errore in questione c´entra poco o nulla, anche perchè formalmente non risulta
nemmeno nominato in rappresentanza del Comune. La modifica allo Statuto che
arriva in consiglio domani prevede la possibilità di nominare amministratori
pubblici (consiglieri o membri di giunta che siano) nelle società partecipate in
cui però il Comune risulta in minoranza e che non sia affidatarie di servizio
pubblico locale. Non è passata invece, sempre nel vertice di maggioranza
dell´altra sera, la proposta del capogruppo di «Riva al Centro» Marco Manzoni
che chiedeva di allargare la possibilità di nomina di amministratori pubblici a
tutte le società partecipate dal Comune, Lido, Ags e Apm in
primis.
P.L.
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