13 ottobre 2004
Riva (pag.37)
«Sull´Ingarda una parte della
maggioranza ha speculato»
Tanas si dimette e attacca
L´assessore al turismo Marco Tanas ha
rassegnato le dimissioni dal consiglio d´amministrazione dell´«Ingarda spa», la
società pubblico-privata nata sulle ceneri della defunta Apt del Garda Trentino.
Lo ha fatto nel primo pomeriggio di ieri consegnando nelle mani del presidente
Enio Meneghelli la lettera di dimissioni che ora dovranno essere ratificate dal
cda della società. La decisione di Tanas è volta a stemperare gli animi che si
sono accesi anche nelle ultime due serate di consiglio comunale sulla delibera
di adesione alla società (votata nell´aprile scorso) e sul palese contrasto tra
una parte di quella delibera e lo Statuto comunale, che ora la maggioranza
propone di cambiare proprio in quel passaggio.
A chiedere le dimissioni di
Tanas dal cda dell´Ingarda (dove peraltro non risultava ufficialmente nominato
dal Comune di Riva, non vi è alcun atto ufficiale in tal senso) erano state in
primis le opposizioni. Ma anche nella riunione di maggioranza di venerdì scorso
alcune voci del centrosinistra (Ds e Riva Domani) avevano chiesto che
l´assessore compiesse questo gesto per facilitare la discussione sulle modifiche
allo Statuto e non impantare il consiglio in discussione e polemiche infinite. E
questo a Tanas non è piaciuto particolarmente. «La vittima di tutta questa
storia sono io, cornuto e bastonato - attacca l´assessore - La logica voleva che
anche il Comune di Riva avesse un proprio rappresentante nell´Ingarda e se
confusione è stata fatta non è certo stata fatta da parte mia. La mia volontà di
non essere d´intralcio è palese ma sia chiaro che non mi dimetto perchè me lo
chiede qualcuno. Quel qualcuno che mi ha tirato un tranello».
Il riferimento
dell´assessore al turismo non è tanto alle opposizioni («che svolgono il loro
ruolo politico e che comprendo») quanto a quella parte della maggioranza che
anche l´altra sera in consiglio ha chiesto delucidazioni in merito alle
dimissioni o meno di Tanas. Il diretto interessato nomi non ne fa ma il
riferimento al capogruppo dei Ds Benamati è chiaro. «Si è voluto speculare in
proiezione della prossima campagna elettorale - incalza l´assessore in quota
Margherita - Vincolare la questione alla mia persona è stata una banale
speculazione politica. Doppiamente scorretta se proveniente da ambienti della
stessa maggioranza. Chiedere le mie dimissioni mi fa ridere, mi ci hanno messo
loro in questa situazione».
P.L.
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