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parco dell'accoglienza1

last modified 2007-06-08 13:47

Riva (pag.38)

Rossi ribadisce «l´opportunità» del collegamento da viale Trento
a viale dei Tigli

Di PAOLO LISERRE
Il primo passaggio ufficiale è avvenuto sul finire della scorsa settimana. Senza squilli di tromba, senza eccessiva pubblicità. Ma lo studio di fattibilità per l´area dell´ex ospedale affidato all´architetto Lamberto Rossi procede speditamente e nelle intenzioni dell´amministrazione comunale c´è quella di presentarlo pubblicamente entro l´estate, magari già prima di ferragosto. Intanto però il progettista ha consegnato e illustrato alla giunta le sue ipotesi di intervento, la stessa cosa è stata fatta con i capigruppo di maggioranza mentre qualche giorno più tardi sono stati il sindaco Paolo Matteotti e il vice Adalberto Mosaner a illustrare contenuti e idee del progetto in una riunione allargata a tutte le forze che compongono la coalizione di governo.
Lo studio è imponente ed una cosa è certa: un intervento di questa portata, su un´area di 62.700 metri quadrati a ridosso del cuore della città, non si realizzerà dall´oggi al domani e nemmeno nel giro di qualche anno. Se va bene ce ne vorranno almeno una decina, così come di decine di milioni di euro sarà l´investimento necessario per concretizzare le tante idee oggi sulla carta. Parte di questa montagna di soldi arriverà dalla Provincia ma per il resto sarà il Comune a dover reperire le risorse o individuare forme di coinvolgimento di altri soggetti per partecipare alla spesa. Tanto che tra le soluzioni oggi sul tappeto ce n´è una che prevede anche la possibilità di rendere edificabile e mettere sul mercato l´area attualmente occupata dal parcheggio di viale Cannella (a ridosso del fronte sud dell´ex ospedale) recuperando così una parte dei soldi necessari per finanziare il progetto.
Intanto l´architetto Rossi ha cambiato nome al suo lavoro. Non più «cittadella dell´accoglienza» ma «parco dell´accoglienza», con giardini all´italiana e una piazza a gradoni che dall´altezza dell´attuale Consultorio scende verso l´Inviolata creando un unicum e un polmone verde aperto al pubblico a ridosso del centro storico. Rossi mantiene il primo corpo di fabbrica dell´ex ospedale (quello per intenderci che ospitava Pronto Soccorso, centralino e 118) e sollecita anche la conservazione del camminamento verso ovest. Viene invece eliminato l´edificio che attualmente ospita il Consultorio. Da quel punto parte invece un nuovo complesso a due piani (tre in certi punti per il gioco dei dislivelli del terreno) che si sviluppa verso nord-ovest a forma di «L» rovesciata sull´area dell´attuale parcheggio ex Eca. Il complesso sarebbe destinato ad ospitare uffici e servizi ovviamente dedicati al sociale e lì potrebbero trovare posto anche alcuni uffici comunali particolarmente «richiesti» e per accedere ai quali la collocazione di Palazzo Pretorio non è l´ideale. È prevista anche una parte commerciale. Nel sottosuolo di questo nuovo edificio, sull´attuale area ex Eca, Rossi ha previsto un parcheggio interrato su tre piani con una capienza di 500 posti macchina e una parte dedicata anche ai pullman. Il tutto dovrebbe essere collegato in rete con il circa centinaio di posti sempre interrati della Casa di Riposo e con quelli attuali del Comprensorio (sempre un centinaio circa). Per un totale di circa 700 posti macchina interrati di attestazione a due passi dal centro storico. L´accesso disegnato sulla cartografia illustrata ai consiglieri di maggioranza, avverrebbe in corrispondenza dell´attuale Consultorio, con uscita delle auto su viale Rosmini. Ma nello studio l´architetto ha disegnato e ribadito la «necessità o quantomeno l´opportunità» di realizzare il collegamento diretto viale Trento-viale dei Tigli con la nuova strada sul confine nord dell´Oratorio che sbucherebbe proprio in corrisponde dell´incrocio viale dei Tigli-viale Rosmini. E questo in un´ottica di prospettiva di eliminare il più possibile il passaggio veicolare sul nodo dell´Inviolata, preservando il monumento, la nuova piazza e il parco. Un´idea peraltro che piace ad esempio ai Ds ma che fa storcere la bocca a diversi esponenti della Margherita.

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