parco dell'accoglienza1
Riva (pag.38)
Rossi ribadisce
«l´opportunità» del collegamento da viale Trento
a viale dei
Tigli
Di PAOLO LISERRE
Il primo passaggio
ufficiale è avvenuto sul finire della scorsa settimana. Senza squilli di tromba,
senza eccessiva pubblicità. Ma lo studio di fattibilità per l´area dell´ex
ospedale affidato all´architetto Lamberto Rossi procede speditamente e nelle
intenzioni dell´amministrazione comunale c´è quella di presentarlo pubblicamente
entro l´estate, magari già prima di ferragosto. Intanto però il progettista ha
consegnato e illustrato alla giunta le sue ipotesi di intervento, la stessa cosa
è stata fatta con i capigruppo di maggioranza mentre qualche giorno più tardi
sono stati il sindaco Paolo Matteotti e il vice Adalberto Mosaner a illustrare
contenuti e idee del progetto in una riunione allargata a tutte le forze che
compongono la coalizione di governo.
Lo studio è imponente ed una cosa è
certa: un intervento di questa portata, su un´area di 62.700 metri quadrati a
ridosso del cuore della città, non si realizzerà dall´oggi al domani e nemmeno
nel giro di qualche anno. Se va bene ce ne vorranno almeno una decina, così come
di decine di milioni di euro sarà l´investimento necessario per concretizzare le
tante idee oggi sulla carta. Parte di questa montagna di soldi arriverà dalla
Provincia ma per il resto sarà il Comune a dover reperire le risorse o
individuare forme di coinvolgimento di altri soggetti per partecipare alla
spesa. Tanto che tra le soluzioni oggi sul tappeto ce n´è una che prevede anche
la possibilità di rendere edificabile e mettere sul mercato l´area attualmente
occupata dal parcheggio di viale Cannella (a ridosso del fronte sud dell´ex
ospedale) recuperando così una parte dei soldi necessari per finanziare il
progetto.
Intanto l´architetto Rossi ha cambiato nome al suo lavoro. Non più
«cittadella dell´accoglienza» ma «parco dell´accoglienza», con giardini
all´italiana e una piazza a gradoni che dall´altezza dell´attuale Consultorio
scende verso l´Inviolata creando un unicum e un polmone verde aperto al pubblico
a ridosso del centro storico. Rossi mantiene il primo corpo di fabbrica dell´ex
ospedale (quello per intenderci che ospitava Pronto Soccorso, centralino e 118)
e sollecita anche la conservazione del camminamento verso ovest. Viene invece
eliminato l´edificio che attualmente ospita il Consultorio. Da quel punto parte
invece un nuovo complesso a due piani (tre in certi punti per il gioco dei
dislivelli del terreno) che si sviluppa verso nord-ovest a forma di «L»
rovesciata sull´area dell´attuale parcheggio ex Eca. Il complesso sarebbe
destinato ad ospitare uffici e servizi ovviamente dedicati al sociale e lì
potrebbero trovare posto anche alcuni uffici comunali particolarmente
«richiesti» e per accedere ai quali la collocazione di Palazzo Pretorio non è
l´ideale. È prevista anche una parte commerciale. Nel sottosuolo di questo nuovo
edificio, sull´attuale area ex Eca, Rossi ha previsto un parcheggio interrato su
tre piani con una capienza di 500 posti macchina e una parte dedicata anche ai
pullman. Il tutto dovrebbe essere collegato in rete con il circa centinaio di
posti sempre interrati della Casa di Riposo e con quelli attuali del
Comprensorio (sempre un centinaio circa). Per un totale di circa 700 posti
macchina interrati di attestazione a due passi dal centro storico. L´accesso
disegnato sulla cartografia illustrata ai consiglieri di maggioranza, avverrebbe
in corrispondenza dell´attuale Consultorio, con uscita delle auto su viale
Rosmini. Ma nello studio l´architetto ha disegnato e ribadito la «necessità o
quantomeno l´opportunità» di realizzare il collegamento diretto viale
Trento-viale dei Tigli con la nuova strada sul confine nord dell´Oratorio che
sbucherebbe proprio in corrisponde dell´incrocio viale dei Tigli-viale Rosmini.
E questo in un´ottica di prospettiva di eliminare il più possibile il passaggio
veicolare sul nodo dell´Inviolata, preservando il monumento, la nuova piazza e
il parco. Un´idea peraltro che piace ad esempio ai Ds ma che fa storcere la
bocca a diversi esponenti della Margherita.
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