26 giugno 2005 -1-
Arco (pag.37)
Acqua, è allarme in tutto il Basso
Sarca
I Comuni hanno chiuso i rubinetti
Nel mirino ci sono orti e
piscine
I livelli del lago
Garda fermo a quota 44
Di MATTIA PELLI
Il Comune di Arco
chiude i rubinetti e avverte: chi verrà scoperto ad utilizzare acqua per usi
diversi da quelli domestici verrà sanzionato con multe dai 50 ai 300 euro.
Lo scopo dell´ordinanza è quello di tamponare la situazioni di crisi in cui
si trova l´acquedotto, provato dal grande caldo di questi giorni, dall´afflusso
di turisti e dall´aumento dei consumi legato al periodo estivo. Ma anche dagli
sprechi che - secondo l´assessore all´ambiente Fabrizio Miori - derivano da una
scarsa attenzione dei cittadini al tema del risparmio di una risorsa
indispensabile.
Per parte loro i Vigili urbani di Arco assicurano: «Dalla
prossima settimana cominceremo controlli a tappeto. Prima cercheremo di avvisare
i cittadini dell´ordinanza e poi sanzioneremo coloro che non la rispetteranno».
Nel mirino tutti quelli che continueranno ad utilizzare l´acquedotto per
irrigare orti, giardini, piazzali, strade pubbliche e private e per lavare
veicoli ed altre attrezzature.
Ma l´attenzione dei vigili sarà soprattutto
puntata sulle piscine private: l´ordinanza prevede infatti il divieto assoluto
di utilizzo dell´acqua potabile per il loro riempimento, divieto valido anche
per altre strutture, anche precarie. di balneazione. L´anno scorso i vigili
erano intervenuti in una mezza dozzina di casi in località Gazzi, dove sono
concentrate molte villette di ospiti tedeschi che - dicono scherzando i vigili -
«Sembrano essere refrattari alla legislazione italiana in questo campo». Niente
di grave, comunque: nessuno aveva ricevuto più di 50 euro di multa.
Una
ordinanza simile a quella emessa ieri ad Arco era stata adottata giovedì scorso
per la sola frazione di Pregasina a Riva del Garda, zona nella quale sono molte
le villette con piscina. Per il momento però, assicura il sindaco Claudio
Molinari, non c´è rischio che il provvedimento venga esteso a tutta la città,
anche se la situazione può evolvere rapidamente. Il sindaco annuncia però -
entro la prossima settimana - una nuova ordinanza (o una semplice comunicazione
tramite stampa) per chiedere ai cittadini maggiore prudenza nell´utilizzo
dell´acqua.
Situazione critica a Drena, dove da qualche giorno è entrata in
vigore un´ordinanza che impone l´utilizzo dell´acqua per scopi irrigui a giorni
alterni a causa della situazione critica dell´acquedotto. Il comune è stato
suddiviso in due zone: Drena bassa può bagnare gli orti nei giorni pari, mentre
Drena alta nei giorni dispari, dalle 20 alle 21. «Non era mai successo -
sottolinea il sindaco Tarcisio Michelotti - a fine giugno di dover limitare
l´uso dell´acqua. E´ un anno che attendiamo un finanziamento dalla Provincia per
utilizzare un nuovo pozzo già pronto».
Misura preventiva a Dro, dove il
sindaco ha limitato l´utilizzo di acqua potabile per usi non domestici, come
l´irrigazione di orti e prati, alla tarda serata, a partire dalle 22.
A Tenno
il Comune ha deciso di aspettare prima di emettere un´ordinanza per il risparmi
dell´acqua. Nessun problema invece per Nago-Torbole: il sindaco Ennio Bertolini
sta però pensando a un´ ordinanza con la quale chiedere ai cittadini maggiore
attenzione nell´utilizzo della preziosa risorsa.E´ stazionario il malato più
illustre, il lago di Garda. Il livello era alle sei di ieri mattina di 44,9
centimentri sopra lo zero idrometrico di Peschiera, mentre dodici ore prima, a
mezzanotte, era a quota 44,5 centimetri e l´altro ieri a 44 centimetri. Questo
andamento stabile è dovuto a un maggiore afflusso da parte del Sarca, che porta
nel lago 69 metri cubi di acqua al secondo, grazie probabilmente a un maggior
rilascio dal lago artificiale di Molveno.
Nonostante questa tregua - con
tutta probabilità solo temporanea - la situazione è critica: nel 2003 anno di
forte siccità, il livello attuale del Garda venne raggiunto solo il 12 luglio.
Il 25 giugno di quello stesso anno il livello era invece di 55 centimetri.
«Siamo dunque in deficit di 10 centimetri rispetto al 2003», spiega Vincenzo
Ceschini, vicepresidente della Comunità del Garda. «La causa di questo record
negativo - spiega Ceschini - è sempre la stessa: poca pioggia e poca neve in
inverno. Questo ha fatto sì che i bacini idroelettrici si riempissero in media
del 22% in meno rispetto all´anno scorso. Per risolvere la situazione adesso ci
vorrebbe almeno una settimana di pioggia».
Il record negativo venne raggiunto
il 15 settembre del 2003, quando il livello del Garda arrivò a otto centimetri
sopra lo zero idrometrico, sette centimetri in meno del livello di
allarme.
In discesa anche il lago di Tenno, anche se - spiegano in comune -
questa è una costante ormai da parecchi anni.
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