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26 giugno 2005 -1-

last modified 2007-06-08 13:51

Arco (pag.37)

Acqua, è allarme in tutto il Basso Sarca
I Comuni hanno chiuso i rubinetti
Nel mirino ci sono orti e piscine
I livelli del lago
Garda fermo a quota 44

Di MATTIA PELLI
Il Comune di Arco chiude i rubinetti e avverte: chi verrà scoperto ad utilizzare acqua per usi diversi da quelli domestici verrà sanzionato con multe dai 50 ai 300 euro.
Lo scopo dell´ordinanza è quello di tamponare la situazioni di crisi in cui si trova l´acquedotto, provato dal grande caldo di questi giorni, dall´afflusso di turisti e dall´aumento dei consumi legato al periodo estivo. Ma anche dagli sprechi che - secondo l´assessore all´ambiente Fabrizio Miori - derivano da una scarsa attenzione dei cittadini al tema del risparmio di una risorsa indispensabile.
Per parte loro i Vigili urbani di Arco assicurano: «Dalla prossima settimana cominceremo controlli a tappeto. Prima cercheremo di avvisare i cittadini dell´ordinanza e poi sanzioneremo coloro che non la rispetteranno». Nel mirino tutti quelli che continueranno ad utilizzare l´acquedotto per irrigare orti, giardini, piazzali, strade pubbliche e private e per lavare veicoli ed altre attrezzature.
Ma l´attenzione dei vigili sarà soprattutto puntata sulle piscine private: l´ordinanza prevede infatti il divieto assoluto di utilizzo dell´acqua potabile per il loro riempimento, divieto valido anche per altre strutture, anche precarie. di balneazione. L´anno scorso i vigili erano intervenuti in una mezza dozzina di casi in località Gazzi, dove sono concentrate molte villette di ospiti tedeschi che - dicono scherzando i vigili - «Sembrano essere refrattari alla legislazione italiana in questo campo». Niente di grave, comunque: nessuno aveva ricevuto più di 50 euro di multa.
Una ordinanza simile a quella emessa ieri ad Arco era stata adottata giovedì scorso per la sola frazione di Pregasina a Riva del Garda, zona nella quale sono molte le villette con piscina. Per il momento però, assicura il sindaco Claudio Molinari, non c´è rischio che il provvedimento venga esteso a tutta la città, anche se la situazione può evolvere rapidamente. Il sindaco annuncia però - entro la prossima settimana - una nuova ordinanza (o una semplice comunicazione tramite stampa) per chiedere ai cittadini maggiore prudenza nell´utilizzo dell´acqua.
Situazione critica a Drena, dove da qualche giorno è entrata in vigore un´ordinanza che impone l´utilizzo dell´acqua per scopi irrigui a giorni alterni a causa della situazione critica dell´acquedotto. Il comune è stato suddiviso in due zone: Drena bassa può bagnare gli orti nei giorni pari, mentre Drena alta nei giorni dispari, dalle 20 alle 21. «Non era mai successo - sottolinea il sindaco Tarcisio Michelotti - a fine giugno di dover limitare l´uso dell´acqua. E´ un anno che attendiamo un finanziamento dalla Provincia per utilizzare un nuovo pozzo già pronto».
Misura preventiva a Dro, dove il sindaco ha limitato l´utilizzo di acqua potabile per usi non domestici, come l´irrigazione di orti e prati, alla tarda serata, a partire dalle 22.
A Tenno il Comune ha deciso di aspettare prima di emettere un´ordinanza per il risparmi dell´acqua. Nessun problema invece per Nago-Torbole: il sindaco Ennio Bertolini sta però pensando a un´ ordinanza con la quale chiedere ai cittadini maggiore attenzione nell´utilizzo della preziosa risorsa.E´ stazionario il malato più illustre, il lago di Garda. Il livello era alle sei di ieri mattina di 44,9 centimentri sopra lo zero idrometrico di Peschiera, mentre dodici ore prima, a mezzanotte, era a quota 44,5 centimetri e l´altro ieri a 44 centimetri. Questo andamento stabile è dovuto a un maggiore afflusso da parte del Sarca, che porta nel lago 69 metri cubi di acqua al secondo, grazie probabilmente a un maggior rilascio dal lago artificiale di Molveno.
Nonostante questa tregua - con tutta probabilità solo temporanea - la situazione è critica: nel 2003 anno di forte siccità, il livello attuale del Garda venne raggiunto solo il 12 luglio. Il 25 giugno di quello stesso anno il livello era invece di 55 centimetri. «Siamo dunque in deficit di 10 centimetri rispetto al 2003», spiega Vincenzo Ceschini, vicepresidente della Comunità del Garda. «La causa di questo record negativo - spiega Ceschini - è sempre la stessa: poca pioggia e poca neve in inverno. Questo ha fatto sì che i bacini idroelettrici si riempissero in media del 22% in meno rispetto all´anno scorso. Per risolvere la situazione adesso ci vorrebbe almeno una settimana di pioggia».
Il record negativo venne raggiunto il 15 settembre del 2003, quando il livello del Garda arrivò a otto centimetri sopra lo zero idrometrico, sette centimetri in meno del livello di allarme.
In discesa anche il lago di Tenno, anche se - spiegano in comune - questa è una costante ormai da parecchi anni.

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