acquedotto13042004
Riva (pag.34)
Sono stati ultimati nel luglio scorso i lavori alla
Sono stati ultimati nel luglio scorso i
lavori alla condotta dell´Ert (foci di San Giacomo), prima fase del progetto di
potenziamento e ristrutturazione dell´acquedotto potabile di Riva. Il tutto è
rientrato nell´ambito di un intervento necessario per eliminare le carenze del
vecchio sistema di approvvigionamento di acqua potabile, che è stato portato a
termine con l´utilizzo di tecniche d´avanguardia.
«Le persone si sono
purtroppo abituate ad utilizzare acqua in bottiglia - ha considerato il sindaco,
Paolo Matteotti - nonostante la nostra acqua del rubinetto sia in alcuni casi di
qualità superiore a quella in bottiglia. L´invito è dunque a consumare l´acqua
degli acquedotti comunali, con un vantaggio non solo per la salute ma anche per
il portafoglio». L´assessore ai lavori pubblici Luigi Marino ha ricordato come
«le nostre quattro sorgenti, la cui erogazione è gestita da Ags, sono tutte di
ottima qualità. Per poter dare garanzie soprattutto nella fornitura di acqua
potabile anche nei periodi di siccità, come è stato lo scorso anno,
l´amministrazione ha dato il via a un progetto di razionalizzazione e di
ristrutturazione della presa dell´acquedotto dell´Ert. Questo ha portato ad un
nuovo sistema di distribuzione che permetterà di prendere dalla sorgente la
quantità d´acqua necessaria al fabbisogno, con uno sfruttamento
oculato».
Durante la prima fase dei lavori l´impresa veronese "Trenchless
Technology Italia" ha sperimentato una macchina perforatrice in condizioni
eccezionali, ovvero con una perforazione dal basso verso l´alto: «L´area di
arrivo era inaccessibile ai mezzi straordinari utilizzati per trasportare la
perforatrice - ha proseguito Marino - è stato quindi necessario gestire una
perforazione non dall´alto verso il basso, come è consuetudine, ma in senso
contrario. Come amministrazione avevamo approvato una variante al progetto
dell´acquedotto, scegliendo di interrarlo in roccia non solo per questioni
paesaggistiche, ma soprattutto per la sicurezza». E infatti la frana della
scorsa primavera ci ha dato ragione.
La perforazione ha superato circa 200
metri di dislivello su un percorso di 280 metri di lunghezza, con un record di
pendenza dello scavo (95%) che, in Italia, e probabilmente anche in Europa, non
è mai stato raggiunto. Il progetto curato dagli ingegneri Andrea Zanetti e Paolo
De Iorio della "Sta Engineering" di Trento, con l´assistenza geologica del
dottor Icilio Vigna della Geoalp di Trento, individuava tre fasi di
perforazione. Per prima è stata eseguita una frazione teleguidata, mediante
un´apposita sonda gestita da ditta specializzata inglese con approccio teorico
sperimentato in zona; seconda fase una perforazione di allargamento e poi un
ulteriore ampliamento. Infine la fase di posa del tubo della condotta e di due
cavi telefonici, che serviranno per realizzare un controllo a distanza
dell´impianto. A conclusione il foro è stato sigillato con calcestruzzo portato
in quota da elicotteri. L´intervento si è rivelato difficoltoso e ha richiesto
una grande precisione, soporattutto per il punto di fuori uscita del condotto:
se non si fosse verificato in una ristretta area di otto metri quadri avrebbe
pregiudicato la riuscita dell´operazione. La particolare altitudine della
sorgente (380 m) permetterà, in caso di qualunque necessità, di rifornire
d´acqua anche frazioni in altitudine, come Deva e Campi. L´importo a base d´asta
è di 467 mila euro per il primo intervento, sceso poi in ribasso a 436 mila euro
e di 448 mila per il secondo, per un totale di 915 mila euro e 1.162 mila euro.
Per il momento si è riusciti a contenere i costi nel totale previsto.
La
seconda fase partirà in autunno e prevede l´interramento di una nuova sezione di
acquedotto, ma in condizioni decisamente più agevoli. L´impianto risulterà
operativo intorno alla metà del 2005, nel pieno rispetto dei tempi
previsti.
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