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acquedotto13042004

last modified 2007-06-08 13:51

Riva (pag.34)

Sono stati ultimati nel luglio scorso i lavori alla

Sono stati ultimati nel luglio scorso i lavori alla condotta dell´Ert (foci di San Giacomo), prima fase del progetto di potenziamento e ristrutturazione dell´acquedotto potabile di Riva. Il tutto è rientrato nell´ambito di un intervento necessario per eliminare le carenze del vecchio sistema di approvvigionamento di acqua potabile, che è stato portato a termine con l´utilizzo di tecniche d´avanguardia.
«Le persone si sono purtroppo abituate ad utilizzare acqua in bottiglia - ha considerato il sindaco, Paolo Matteotti - nonostante la nostra acqua del rubinetto sia in alcuni casi di qualità superiore a quella in bottiglia. L´invito è dunque a consumare l´acqua degli acquedotti comunali, con un vantaggio non solo per la salute ma anche per il portafoglio». L´assessore ai lavori pubblici Luigi Marino ha ricordato come «le nostre quattro sorgenti, la cui erogazione è gestita da Ags, sono tutte di ottima qualità. Per poter dare garanzie soprattutto nella fornitura di acqua potabile anche nei periodi di siccità, come è stato lo scorso anno, l´amministrazione ha dato il via a un progetto di razionalizzazione e di ristrutturazione della presa dell´acquedotto dell´Ert. Questo ha portato ad un nuovo sistema di distribuzione che permetterà di prendere dalla sorgente la quantità d´acqua necessaria al fabbisogno, con uno sfruttamento oculato».
Durante la prima fase dei lavori l´impresa veronese "Trenchless Technology Italia" ha sperimentato una macchina perforatrice in condizioni eccezionali, ovvero con una perforazione dal basso verso l´alto: «L´area di arrivo era inaccessibile ai mezzi straordinari utilizzati per trasportare la perforatrice - ha proseguito Marino - è stato quindi necessario gestire una perforazione non dall´alto verso il basso, come è consuetudine, ma in senso contrario. Come amministrazione avevamo approvato una variante al progetto dell´acquedotto, scegliendo di interrarlo in roccia non solo per questioni paesaggistiche, ma soprattutto per la sicurezza». E infatti la frana della scorsa primavera ci ha dato ragione.
La perforazione ha superato circa 200 metri di dislivello su un percorso di 280 metri di lunghezza, con un record di pendenza dello scavo (95%) che, in Italia, e probabilmente anche in Europa, non è mai stato raggiunto. Il progetto curato dagli ingegneri Andrea Zanetti e Paolo De Iorio della "Sta Engineering" di Trento, con l´assistenza geologica del dottor Icilio Vigna della Geoalp di Trento, individuava tre fasi di perforazione. Per prima è stata eseguita una frazione teleguidata, mediante un´apposita sonda gestita da ditta specializzata inglese con approccio teorico sperimentato in zona; seconda fase una perforazione di allargamento e poi un ulteriore ampliamento. Infine la fase di posa del tubo della condotta e di due cavi telefonici, che serviranno per realizzare un controllo a distanza dell´impianto. A conclusione il foro è stato sigillato con calcestruzzo portato in quota da elicotteri. L´intervento si è rivelato difficoltoso e ha richiesto una grande precisione, soporattutto per il punto di fuori uscita del condotto: se non si fosse verificato in una ristretta area di otto metri quadri avrebbe pregiudicato la riuscita dell´operazione. La particolare altitudine della sorgente (380 m) permetterà, in caso di qualunque necessità, di rifornire d´acqua anche frazioni in altitudine, come Deva e Campi. L´importo a base d´asta è di 467 mila euro per il primo intervento, sceso poi in ribasso a 436 mila euro e di 448 mila per il secondo, per un totale di 915 mila euro e 1.162 mila euro. Per il momento si è riusciti a contenere i costi nel totale previsto.
La seconda fase partirà in autunno e prevede l´interramento di una nuova sezione di acquedotto, ma in condizioni decisamente più agevoli. L´impianto risulterà operativo intorno alla metà del 2005, nel pieno rispetto dei tempi previsti.

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