18 tobbre 2005 -24-
CronacaRiva (pag.37)
Riva e la zona dell´Alto Garda hanno il triste primato
Riva e la zona dell´Alto Garda hanno il
triste primato dell´inquinamento da polveri sottili. I rimedi adottati finora
per far fronte all´emergenza sono considerati dei palliativi, provvedimenti
inadeguati per affrontare un problema di tale portata. Serve un´altra politica,
servono altri rimedi; è quanto sostiene in fronte delle Associazioni
Ambientaliste dell´Alto Garda, un fronte decisamente compatto ed agguerrito che
testimonia la crescita di una particolare sensibilità per la tutela
dell´ambiente. Così si è costituito il Coordinamento delle Associazione
Ambientaliste che l´altra sera ha tenuto una riunione nella sede del Villino
Campi.Vi hanno partecipato Lega Ambiente,Comitato Sviluppo Sostenibile, Oliverto
di Goethe, Sezione WWF Basso Sarca, Amici della Terra Alto Garda e Ledro, Italia
Nostra, Comitato Acobalena, Comitato Tutela Lago di Ledro.
Il Coordinamento
ha elaborato ed approvato un documento diviso in due parti, la prima considera
il problema in chiave internazionale, la seconda prende in esame la situazione
della nostra zona.
«Nella nostra zona del Basso Sarca - si afferma nella
parte che ci riguarda da vicino, - la situazione è complessivamente analoga a
quella delle nostre metropoli. Da quando sono iniziati i rilevamenti della
Provincia i dati segnalano sforamenti pressoché costanti dei valori di norma. In
particolare, da quando si quantificano le "polveri sottili", la Busa risulta
essere l´area più inquinata di tutta la Provincia.A fronte di questa vera e
propria emergenza sanitaria registriamo il consueto balletto di misure tampone
che "tamponano" assai poco. Rispetto alle targhe alterne e ai vari "euro
0-1-2-3, qualsiasi esperto può confermare l´inefficacia di tali provvedimenti,
proprio in quanto abbiamo a che fare soprattutto con polveri di "sollevamento" e
quindi, come richiede l´Europa, si dovrebbe bloccare tutto il traffico. Malgrado
tale situazione sia al corrente delle autorità da qualche anno nulla di serio e
concreto è stato fatto. Anzi, si sono fatte e si continuano a fare
infrastrutture viarie di ogni genere. emblematica, a tale proposito, è la
costruenda Circonvallazione-Ovest di Riva. opera sostanzialmente inutile e
dannosa che non solo deturperà le ormai rarissime aree agricole, da Varignano a
S. Giacomo, non solo creerà carico antropico e speculazioni edilizie e
commerciali, ma che scaricherà, attraverso la galleria corta sopra il centro di
Riva, il suo carico medio di 5000 veicoli giornalieri, con i rispettivi agenti
inquinanti.
Noi come Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste,
chiediamo che si attui una svolta decisiva. serve una nuova politica della
mobilità. Serve da subito, incrementare il servizio pubblico. Non con gli
autobus "preistorici" e lentissimi ora in circolazione, ma con mezzi più agevoli
e possibilmente elettrici o a metano. Così come indispensabile creare per gli
stessi corsie preferenziali. Serve favorire il cosidetto "care sharing" (ossia
unirsi in tre o quattro e ripartire le spese), gli "elastibus" (piccoli autobus
a chiamata), taxi e taxi collettivi. Serve sostanzialmente educare i cittadini
ad un uso più consapevole dell´auto. In tal senso anche il pedaggio per
l´accesso ai centri cittadini può funzionare da iniziale deterrente. Serve,
insomma, il coraggio di scelte forti in direzione della vera salvaguardia
dell´ambiente e del territorio,. Oltralpe sono molto più attenti e sensibili di
noi su questi problemi, se non vogliamo anche rinunciare alla nostra vocazione
turistica, la strada da imboccare è una sola».
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