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NELLA MEDIA I VALORI DELLE POLVERI SOTTILI
L’aria di Riva del Garda non è certamente una delle peggiori del Trentino, poiché i suoi valori rientrano nella media provinciale, anche se i nuovi parametri per la valutazione dell’inquinamento da polveri sottili, introdotti dalla Provincia nel 2002, sono notevolmente più restrittivi, fino al 50%, dei precedenti.
Sono due gli elementi inquinanti dell’aria: polveri sottili e ozono. Mentre le prime riguardano soprattutto il periodo invernale e sono costituite da un insieme eterogeneo di particelle solide o liquide che, a causa delle ridotte dimensioni, tendono a rimanere sospese in aria finché non vengono abbattute dalla pioggia, l’ozono permane soprattutto nei periodi caldi per la mancanza di aerazione.
Purtroppo non si tratta certo di fenomeni locali poiché l’inquinamento atmosferico, nonostante la bassa densità antropica e l’elevato numero di boschi e foreste, si estende a tutta il Trentino.
La Provincia si è dotata, con delibera di Giunta del 6 febbraio 1998, di un Piano di Risanamento e Tutela della Qualità dell’Aria. Il piano di azione coinvolge una trentina di Comuni, tra cui Riva del Garda, in una serie di adempimenti per migliorare la qualità dell’aria come vietare le soste nelle zone centrali, creare un piano dei parcheggi, realizzare percorsi pedonali e ciclabili, tutte iniziative che si collocano sulla linea degli obiettivi fissati dall’amministrazione di Riva.
Nell’ottobre del 2002 è entrato in vigore un decreto ministeriale dall’ambiente che recependo le direttive Cee per le procedure di valutazione del danno da inquinamento di polveri sottili ha portato una riduzione drastica dei limiti di calcolo: se prima la qualità buona dell’aria era entro i 50 microgrammi per metro cubo, ora è passata a 25, e tra 25 e 50 ci sono solo valori considerati accettabili, ma non certo ottimali. In una situazione di questo tipo è evidente che in tutta la Provincia si è registrato un peggioramento dell’inquinamento, dovuto quindi a variazioni dei parametri. A Riva del Garda in particolare si evidenziano, secondo i dati diffusi dall’Appa (Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente, www.appa-agf.net ) notevoli variazioni da un mese all’altro anche se in aprile i dati della qualità dell’aria sono stati buoni. Le variazioni non sembrano collegate all’Ora, il famoso vento locale, e nel dettaglio rispetto ad altre zone del Trentino si mantengono più alti della media i valori dei PM10, ovvero delle polveri sottili o polveri inalabili, in quanto sono in grado di penetrare nel tratto superiore dell’apparato respiratorio (dal naso alla laringe, anche se bisognerà approfondire e studiare i dati per capire.
Numerose sono le altre iniziative in atto a Riva del Garda, basti pensare al tavolo di lavoro costituito per Agenda 21, ai monitoraggi effettuati dall’Appa nel 2002, alla richiesta di limitare la deroga alla circolazione, in caso di superamento dei limiti di inquinamento, solo per il 2004 poiché l’amministrazione ritiene che solo con la sostituzione completa del parco macchine si potrà abbattere l’inquinamento dell’aria.
QUANDO PREOCCUPARSI PER LE POLVERI ? Sulla base delle più recenti ricerche dell’Organizzazione Mondiale di Sanità (OMS), la legislazione italiana ha fissato i seguenti limiti di qualità dell’aria: media giornaliera da non superare più di 35 volte all’anno 50 ? g/m3 polveri inalabili PM10 media annua 40 ? g/m3 (DM n° 60 del 2 aprile 2002 – Direttiva E. 99/30/CE) Nelle zone ove viene riscontrato il superamento dei limiti, devono essere attuati interventi speciali a carattere preventivo per ridurre le emissioni di polveri e degli inquinanti precursori (Piani di azione
POLVERI SOTTILI
Le polveri atmosferiche sono costituite. Le singole particelle variano molto, sia per dimensione, sia per forma, sia per composizione chimica. La loro rimozione dall’atmosfera avviene per deposizione secca (soprattutto per le particelle più grossolane) o per deposizione umida ad opera delle nubi o della pioggia. L Agenzia per la protezione dell'ambiente in collaborazione con l'Azienda sanitaria, l' Assesorato all'ambiente, sport e pari opportunità, ha predisposto una nota informativa che contine informazioni sulla natura delle porlveri, sulle sorgenti, sugli effetti sanitari, sugli interventi che è possibile adottare per ridurne la quantità.
POLVERI TOTALI, INALABILI E RESPIRABILI Per indicare le polveri atmosferiche sono impiegate diverse sigle, tra le quali le più usate sono: - PTS polveri totali sospese; - PM dall’inglese "particulate matter". A seconda delle dimensioni delle particelle le polveri si distinguono in: ? grossolane con diametro superiore a 10 ? m ? fini con diametro inferiore a 10 ? m PM10 ? finissime con diametro inferiore a 2,5 ? m PM2,5 Quanto inferiore è la dimensione delle particelle, tanto maggiore è la loro capacità di penetrare nei polmoni e di produrre effetti dannosi sulla salute umana. Per questo motivo le polveri fini (PM10), ed ancor più le finissime (PM2,5), presentano un interesse sanitario sicuramente superiore rispetto alle polveri totali considerate nel loro insieme (PTS). Le polveri PM10 sono denominate anche polveri inalabili, in quanto sono in grado di penetrare nel tratto superiore dell’apparato respiratorio (dal naso alla laringe). Le polveri PM2,5 sono invece denominate polveri respirabili, in quanto sono in grado di penetrare nel tratto inferiore dell’apparato respiratorio (dalla trachea sino agli alveoli polmonari). 1millimetro (mm) = 1000 micron (? m) 1 mm
LE SORGENTI DI EMISSIONE DELLE POLVERI Le polveri atmosferiche sono prodotte da un’ampia varietà di sorgenti sia naturali sia antropiche. Le più importanti sorgenti naturali sono riconducibili a: ? erosione eolica (poveri sollevate dal vento); ? aerosol biogenico (spore, pollini, frammenti vegetali); ? incendi boschivi. ? aerosol marino (clururo di sodio, …); ? emissioni vulcaniche; Le più rilevanti sorgenti antropiche sono costituite da: ? combustione (riscaldamenti, centrali termoelettriche); ? traffico autoveicolare; ? processi industriali (cementifici, fonderie, miniere, …); ? combustione incontrollata di residui agricoli. Mentre le polveri naturali sono soprattutto grossolane, le sorgenti antropiche emettono anche polveri fini. In ambito urbano le principali sorgenti di polveri, sono: ? il riscaldamento civile. ? Il traffico autoveicolare; Riscaldamento civile. Emettono polveri soprattutto gli impianti alimentati a combustibili solidi e liquidi (carbone, legna, olio combustibile, gasolio); trascurabili possono essere considerate invece le emissioni dagli impianti alimentati con combustibili gassosi (metano, GPL). Traffico autoveicolare. Emettono più polveri i veicoli diesel. Sono emissioni dirette quelle dovute ai gas di scarico e quelle prodotte per usura di freni, pneumatici e manto stradale. Sono emissioni indirette quelle dovute al sollevamento della polvere presente sulla carreggiata. Le condizioni meteorologiche più favorevoli al permanere di situazioni di inquinamento da polveri si manifestano soprattutto nella stagione invernale, in condizioni di: ? alta pressione ? elevata stabilità atmosferica ? perdurante inversione termica ? assenza di precipitazioni.
dell’Organizzazione Mondiale di Sanità (OMS), la legislazione italiana ha fissato i seguenti limiti di qualità dell’aria: media giornaliera da non superare più di 35 volte all’anno 50 ? g/m3 polveri inalabili PM10 media annua 40 ? g/m3 (DM n° 60 del 2 aprile 2002 – Direttiva E. 99/30/CE) Nelle zone ove viene riscontrato il superamento dei limiti, devono essere attuati interventi speciali a carattere preventivo per ridurre le emissioni di polveri e degli inquinanti precursori (Piani di azione).
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