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last modified 2007-06-08 13:50

NELLA MEDIA I VALORI DELLE POLVERI SOTTILI

L’aria di Riva del Garda non è certamente una delle peggiori del Trentino, poiché i suoi valori rientrano nella media provinciale, anche se i nuovi parametri per la valutazione dell’inquinamento da polveri sottili, introdotti dalla Provincia nel 2002, sono notevolmente più restrittivi, fino al 50%, dei precedenti.

Sono due gli elementi inquinanti dell’aria: polveri sottili e ozono. Mentre le prime riguardano soprattutto il periodo invernale e sono costituite da un insieme eterogeneo di particelle solide o liquide che, a causa delle ridotte dimensioni, tendono a rimanere sospese in aria finché non vengono abbattute dalla pioggia, l’ozono permane soprattutto nei periodi caldi per la mancanza di aerazione.

Purtroppo non si tratta certo di fenomeni locali poiché l’inquinamento atmosferico, nonostante la bassa densità antropica e l’elevato numero di boschi e foreste, si estende a tutta il Trentino.

La Provincia si è dotata, con delibera di Giunta del 6 febbraio 1998, di un Piano di Risanamento e Tutela della Qualità dell’Aria. Il piano di azione coinvolge una trentina di Comuni, tra cui Riva del Garda, in una serie di adempimenti per migliorare la qualità dell’aria come vietare le soste nelle zone centrali, creare un piano dei parcheggi, realizzare percorsi pedonali e ciclabili, tutte iniziative che si collocano sulla linea degli obiettivi fissati dall’amministrazione di Riva.

Nell’ottobre del 2002 è entrato in vigore un decreto ministeriale dall’ambiente che recependo le direttive Cee per le procedure di valutazione del danno da inquinamento di polveri sottili ha portato una riduzione drastica dei limiti di calcolo: se prima la qualità buona dell’aria era entro i 50 microgrammi per metro cubo, ora è passata a 25, e tra 25 e 50 ci sono solo valori considerati accettabili, ma non certo ottimali. In una situazione di questo tipo è evidente che in tutta la Provincia si è registrato un peggioramento dell’inquinamento, dovuto quindi a variazioni dei parametri. A Riva del Garda in particolare si evidenziano, secondo i dati diffusi dall’Appa (Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente, www.appa-agf.net ) notevoli variazioni da un mese all’altro anche se in aprile i dati della qualità dell’aria sono stati buoni. Le variazioni non sembrano collegate all’Ora, il famoso vento locale, e nel dettaglio rispetto ad altre zone del Trentino si mantengono più alti della media i valori dei PM10, ovvero delle polveri sottili o polveri inalabili, in quanto sono in grado di penetrare nel tratto superiore dell’apparato respiratorio (dal naso alla laringe, anche se bisognerà approfondire e studiare i dati per capire.

Numerose sono le altre iniziative in atto a Riva del Garda, basti pensare al tavolo di lavoro costituito per Agenda 21, ai monitoraggi effettuati dall’Appa nel 2002, alla richiesta di limitare la deroga alla circolazione, in caso di superamento dei limiti di inquinamento, solo per il 2004 poiché l’amministrazione ritiene che solo con la sostituzione completa del parco macchine si potrà abbattere l’inquinamento dell’aria.

QUANDO PREOCCUPARSI PER LE POLVERI ? Sulla base delle più recenti ricerche dell’Organizzazione Mondiale di Sanità (OMS), la legislazione italiana ha fissato i seguenti limiti di qualità dell’aria: media giornaliera da non superare più di 35 volte all’anno 50 ? g/m3 polveri inalabili PM10 media annua 40 ? g/m3 (DM n° 60 del 2 aprile 2002 – Direttiva E. 99/30/CE) Nelle  zone  ove  viene  riscontrato  il  superamento  dei  limiti,  devono  essere  attuati interventi  speciali  a  carattere  preventivo  per  ridurre  le  emissioni  di  polveri  e  degli inquinanti precursori (Piani di azione

POLVERI SOTTILI

Le polveri atmosferiche sono costituite. Le singole particelle variano molto, sia per dimensione, sia per forma, sia per composizione chimica. La loro rimozione dall’atmosfera avviene per deposizione secca (soprattutto per le particelle più grossolane) o per deposizione umida ad opera delle nubi o della pioggia. L Agenzia per la protezione dell'ambiente in collaborazione con l'Azienda sanitaria, l' Assesorato all'ambiente, sport e pari opportunità, ha predisposto una nota informativa che contine informazioni sulla natura delle porlveri, sulle sorgenti, sugli effetti sanitari, sugli interventi che è possibile adottare per ridurne la quantità.

 

POLVERI TOTALI, INALABILI E RESPIRABILI Per  indicare  le  polveri  atmosferiche  sono  impiegate diverse sigle, tra le quali le più usate sono: -    PTS polveri totali sospese; -    PM dall’inglese "particulate matter". A seconda delle dimensioni delle particelle le polveri si distinguono in: ?   grossolane con diametro superiore a 10 ? m ?   fini   con diametro inferiore a 10 ? m PM10 ?   finissime con diametro inferiore a 2,5 ? m PM2,5 Quanto inferiore è la dimensione delle particelle, tanto maggiore è la loro capacità di penetrare nei polmoni e di produrre effetti dannosi sulla salute umana. Per   questo   motivo   le   polveri   fini   (PM10),   ed   ancor   più   le   finissime   (PM2,5), presentano  un  interesse  sanitario  sicuramente  superiore  rispetto  alle  polveri  totali considerate nel loro insieme (PTS). Le polveri PM10 sono denominate anche polveri inalabili, in quanto sono in grado di penetrare nel tratto superiore dell’apparato respiratorio (dal naso alla laringe). Le  polveri  PM2,5  sono  invece  denominate  polveri  respirabili,  in  quanto  sono  in grado  di  penetrare  nel  tratto  inferiore  dell’apparato  respiratorio  (dalla  trachea  sino agli alveoli polmonari). 1millimetro (mm) = 1000 micron (? m) 1 mm

LE SORGENTI DI EMISSIONE DELLE POLVERI Le  polveri atmosferiche  sono  prodotte  da  un’ampia  varietà  di  sorgenti  sia  naturali sia antropiche. Le più importanti sorgenti naturali sono riconducibili a: ?    erosione eolica (poveri sollevate dal vento); ?    aerosol biogenico (spore, pollini, frammenti vegetali); ?    incendi boschivi. ?    aerosol marino (clururo di sodio, …); ?    emissioni vulcaniche; Le più rilevanti sorgenti antropiche sono costituite da: ?  combustione (riscaldamenti, centrali termoelettriche); ?  traffico autoveicolare; ?  processi industriali (cementifici, fonderie, miniere, …); ?  combustione incontrollata di residui agricoli. Mentre   le   polveri   naturali   sono   soprattutto   grossolane,   le sorgenti antropiche emettono anche polveri fini. In ambito urbano le principali sorgenti di polveri, sono: ?    il riscaldamento civile. ?    Il traffico autoveicolare; Riscaldamento civile. Emettono    polveri    soprattutto    gli    impianti    alimentati    a combustibili solidi e liquidi (carbone, legna, olio combustibile, gasolio);  trascurabili  possono  essere  considerate  invece  le emissioni  dagli  impianti  alimentati  con  combustibili  gassosi (metano, GPL). Traffico autoveicolare. Emettono  più  polveri  i  veicoli  diesel.  Sono  emissioni  dirette quelle dovute ai gas di scarico e quelle prodotte per usura di freni,  pneumatici  e  manto  stradale.  Sono  emissioni  indirette quelle  dovute  al  sollevamento  della  polvere  presente  sulla carreggiata. Le    condizioni    meteorologiche    più    favorevoli    al    permanere    di    situazioni    di inquinamento  da  polveri  si  manifestano  soprattutto  nella  stagione  invernale,  in condizioni di: ?  alta pressione ?  elevata stabilità atmosferica ?  perdurante inversione termica ?  assenza di precipitazioni.

dell’Organizzazione Mondiale di Sanità (OMS), la legislazione italiana ha fissato i seguenti limiti di qualità dell’aria: media giornaliera da non superare più di 35 volte all’anno 50 ? g/m3 polveri inalabili PM10 media annua 40 ? g/m3 (DM n° 60 del 2 aprile 2002 – Direttiva E. 99/30/CE) Nelle  zone  ove  viene  riscontrato  il  superamento  dei  limiti,  devono  essere  attuati interventi  speciali  a  carattere  preventivo  per  ridurre  le  emissioni  di  polveri  e  degli inquinanti precursori (Piani di azione).


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