gennaio 2005 - bollettino
Mentre la Provincia ha fatto un passo indietro sul divieto di circolazione per le auto ante euro 0 ed euro 1, il 18 gennaio l’amministrazione di Riva del Garda ha portato sul tavolo provinciale alcune considerazioni importanti.
"Il sistema in vigore fino al 18 gennaio, basato sul divieto di circolazione per le categorie di auto più vecchie, era di difficile applicazione e discriminante perché penalizzava i ceti meno abbienti – sono state le considerazioni del sindaco, Paolo Matteotti – senza considerare che è impegnativo, per i cittadini, orientarsi tra le normative e capire in modo preciso ed inequivocabile a quale categoria appartiene il proprio mezzo. Si sono create situazioni assurde, con le auto parcheggiate lungo le strade provinciali per evitare di incorrere in sanzioni lungo le strade comunali, inoltre ci ha costretti a dover collocare cartelli in ogni strada comunale, una situazione per Riva davvero inapplicabile".
Diverse le soluzioni ipotizzate: "Credo che la Provincia dovrebbe obbligare le amministrazioni pubbliche ad acquistare auto all’avanguardia nei sistemi di motorizzazione, che funzioni per esempio a benzina ed elettrico o a benzina e metano – ha proseguito il sindaco – Il sistema a targhe alterne è sicuramente meno discriminante, anche se prima bisognerebbe capire in che modo questi provvedimenti hanno degli effetti reali sul territorio provinciale".
Se da un lato infatti è sicuro il danno alla salute provocato dall’inquinamento, dall’altra è necessario analizzare la situazione reale: "Bisogna ottemperare agli obblighi previsti per legge ed adottare piani di intervento a breve, medio e lungo termine – ha spiegato l’assessore all’ambiente e alle opere pubbliche Luigi Marino – Probabilmente le aspettative sui risultati dei provvedimenti fin qui adottati sono state maggiori del previsto, tuttavia vale la pena di ricordare che il provvedimento adottato dall’amministrazione provinciale ha alcuni punti di forza che vanno perseguiti, come il coordinamento dell’azione fra i 30 maggiori Comuni del Trentino. È ormai chiaro a tutti che l’unica soluzione efficace potrà derivare da un piano di tipo strutturale che metta in campo tutti quegli accorgimenti necessari alla riduzione delle fonti maggiormente inquinanti".
Il traffico infatti produce ben il 40% dell’inquinamento e gli impianti civili producono un ulteriore 40%, mentre agli impianti industriali spetta la rimanenza: "Per questo solo un piano coordinato su tutte le fonti potrà dare risultati efficaci – ha ribadito l’assessore Marino – Il problema è inoltre strettamente connesso a fattori di tipo climatico dove l’inversione termica invernale e l’orografia del territorio sono quelli principali".
A Riva del Garda infatti si sta verificando una situazione anomala: "Domenica 9 gennaio si è verificato un picco di 123 per le PM10, quasi il doppio della media giornaliera – ha proseguito l’assessore all’ambiente Luigi Marino – Bisogna capire quali sono le situazioni, climatiche, ambientali, di traffico, che provocano questi picchi e dunque bisogna attentamente studiare questi effetti prima di trovare una soluzione".
Nella riunione provinciale del 18 gennaio, alla quale ha partecipato anche l’amministrazione di Riva del Garda, la maggioranza degli intervenuti ha confermato la volontà di un’iniziativa coordinata e la necessità di arrivare quanto prima alla firma di un programma di accordo per la salvaguardia dall’inquinamento atmosferico: "La sottoscrizione di questo programma – ha aggiunto l’assessore – è prevista per il prossimo 26 gennaio. Nella riunione di Trento abbiamo anche ragionato sulle discriminanti sociali innescate dal provvedimento in esecuzione, decidendo per l’esclusione dei mezzi euro 1 dal provvedimento settimanale e l’istituzione per i prossimi 60 giorni a partire dal 2 febbraio di 1 giorno alla settimana con circolazione a targhe alterne per tutti gli autoveicoli".
Rimane ancora in sospeso la circolazione nei casi di superamento dei limiti: "La nevicata del 18 notte – sono state le conclusioni di Marino – ha di fatto mitigato il problema dopo un lungo periodo di sforamento di circa 13 giorni. Per il futuro, in caso di provvedimenti eccezionali con superamento dei limiti oltre i 4 giorni, spetterà al Comitato tecnico decidere volta per volta che provvedimenti adottare. In ogni caso l’ipotesi prevalente è quella dell’utilizzo delle targhe alterne con esclusione dei veicoli elettrici, a gpl e a metano e dei veicoli che si spostano secondo il principio del Car Pooling ovvero con non meno di 3 persone a bordo".
Per il futuro è in programma un incontro tra l’assessore Marino e l’assessore all’ambiente del Comune di Arco, Fabrizio Miori, nel quale coordinare assieme alcune domeniche senz'auto".
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