27 novembre 2004 -2-
Basso Sarca e Ledro (pag.40)
RIVA DEL GARDA - Bastava dare un´occhiata alla sala
RIVA DEL GARDA - Bastava dare
un´occhiata alla sala conferenze del Museo l´altra sera per capire la
delicatezza e l´attualità del problema. Sala stracolma, una sessantina di
operatori del centro storico di Riva che hanno risposto all´appello lanciato da
Comune e Unione e Commercio. Per parlare del presente e del futuro del centro
storico di Riva, della sua offerta, della sua capacità di tornare ad attrarre
residenti e turisti e mettersi in competizione con i «centri commerciali» che
spuntano come funghi, a due passi da Riva.
A questi centri commerciali, come
ha ricordato il vicesindaco e assessore alle attività economiche Adalberto
Mosaner, l´amministrazione rivana è riuscita a mettere un freno, bloccando la
nascita di nuove realtà. E ha attivato un tavolo di concertazione con le
categorie economiche che dalla fase dell´esame dello status-quo ora passa o deve
passare a quella operativa. Partendo dall´analisi e dallo studio effettuato in
questi mesi dal Cat, il centro di assistenza tecnica dell´Unione. Un malloppo di
117 pagine che fotografa la situazione del centro storico, in termini di offerta
commerciale, urbanistici, di viabilità, di attrattiva. Il risultato finale è
quello di una Ferrari che procede al ritmo di una vecchia Cinquecento. D´accordo
che ad andare piano si va lontano ma di questo passo non si va proprio da
nessuna parte. Gli autori dello studio sottolineano che il centro storico di
Riva «allo stato attuale non appare in sofferenza» ma che «si dovrà maggiormente
caratterizzare e rendere appetibile». L´imput maggiore va proprio agli operatori
del centro: «Oggi - si legge nello studio - i commercianti del centro storico
non sono organizzati e non operano come un soggetto unico. Le attività di
intrattenimento e svago sono concentrate proprio in centro ma non sono tali da
rappresentare un volano che possa generare ricadute sul tessuto economico
dell´area. Rispetto ad un passato anche recente Riva sembra scontare il
peggioramento della propria proposta connessa ai locali di intrattenimento e
svago (quali sale da ballo/discoteche)».
Il centro storico è ricco di
attività commerciali e presenta numerose attività artigianali e di servizio. Ma
soprattutto nel primo caso non si tratta, secondo gli autori dello studio, di
offerte in grado di attrarre. «Sono molto presenti le attività di servizio alla
persona - continua lo studio - mentre limitate risultano le "botteghe
artigiane", pressoché assenti se il riferimento è ai dettami della normativa».
Le iniziative di intrattenimento poi, pur numerose, «non appaiono adeguatamente
armonizzate tra loro e pertanto in grado di fare realmente sinergia». Eppure
aspetti positivi in termini assoluti ce ne sono: la bellezza impareggiabile del
cuore di Riva, lo sfondo del lago e delle montagne, l´arredo urbano che viene
giudicato dagli autori dello studio «un punto di forza».
L´idea è quella di
creare un «centro commerciale a cielo aperto», inserito in un circuito
provinciale con altri centri storici: «Si vuole realizzare un sistema integrato
su tutto il territorio - ha proseguito l´assessore Mosaner - e quindi vendere un
marchio che unisca al commercio le bellezze ambientali, paesaggistiche e
climatiche di Riva. È un´offerta impareggiabile, fondata sul clima, il lago, la
città e le attività commerciali che, in futuro, potrà essere abbinata ad
iniziative culturali e sociali». Il punto di maggiore criticità del centro, anzi
per alcuni il problema dei problemi, è quello dei parcheggi: «Credo però - ha
osservato il neopresidente dell´Unione Franco Gamba - che con la creazione del
parcheggio Monte Oro e quello all´area Pilati dovremmo essere sulla buona
strada». Un pensiero un tantino differente da quanto pensano i cosiddetti
«opinion leaders», i soggetti che vivono il centro storico e che sono stati
intervistati dagli autori dello studio. Per loro accessibilità al centro e
carenza di parcheggi sono «il problema». «Ne mancano diverse centinaia - recita
lo studio - e le soluzioni prospettate dall´amministrazione appaiono precarie,
temporanee e con un certo numero di posti auto già preattribuiti ai residenti.
Il giudizio sugli sviluppi futuri è appena sufficiente».
P.L.
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