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27 novembre 2004 -2-

last modified 2007-06-08 13:50

Basso Sarca e Ledro (pag.40)

RIVA DEL GARDA - Bastava dare un´occhiata alla sala

RIVA DEL GARDA - Bastava dare un´occhiata alla sala conferenze del Museo l´altra sera per capire la delicatezza e l´attualità del problema. Sala stracolma, una sessantina di operatori del centro storico di Riva che hanno risposto all´appello lanciato da Comune e Unione e Commercio. Per parlare del presente e del futuro del centro storico di Riva, della sua offerta, della sua capacità di tornare ad attrarre residenti e turisti e mettersi in competizione con i «centri commerciali» che spuntano come funghi, a due passi da Riva.
A questi centri commerciali, come ha ricordato il vicesindaco e assessore alle attività economiche Adalberto Mosaner, l´amministrazione rivana è riuscita a mettere un freno, bloccando la nascita di nuove realtà. E ha attivato un tavolo di concertazione con le categorie economiche che dalla fase dell´esame dello status-quo ora passa o deve passare a quella operativa. Partendo dall´analisi e dallo studio effettuato in questi mesi dal Cat, il centro di assistenza tecnica dell´Unione. Un malloppo di 117 pagine che fotografa la situazione del centro storico, in termini di offerta commerciale, urbanistici, di viabilità, di attrattiva. Il risultato finale è quello di una Ferrari che procede al ritmo di una vecchia Cinquecento. D´accordo che ad andare piano si va lontano ma di questo passo non si va proprio da nessuna parte. Gli autori dello studio sottolineano che il centro storico di Riva «allo stato attuale non appare in sofferenza» ma che «si dovrà maggiormente caratterizzare e rendere appetibile». L´imput maggiore va proprio agli operatori del centro: «Oggi - si legge nello studio - i commercianti del centro storico non sono organizzati e non operano come un soggetto unico. Le attività di intrattenimento e svago sono concentrate proprio in centro ma non sono tali da rappresentare un volano che possa generare ricadute sul tessuto economico dell´area. Rispetto ad un passato anche recente Riva sembra scontare il peggioramento della propria proposta connessa ai locali di intrattenimento e svago (quali sale da ballo/discoteche)».
Il centro storico è ricco di attività commerciali e presenta numerose attività artigianali e di servizio. Ma soprattutto nel primo caso non si tratta, secondo gli autori dello studio, di offerte in grado di attrarre. «Sono molto presenti le attività di servizio alla persona - continua lo studio - mentre limitate risultano le "botteghe artigiane", pressoché assenti se il riferimento è ai dettami della normativa». Le iniziative di intrattenimento poi, pur numerose, «non appaiono adeguatamente armonizzate tra loro e pertanto in grado di fare realmente sinergia». Eppure aspetti positivi in termini assoluti ce ne sono: la bellezza impareggiabile del cuore di Riva, lo sfondo del lago e delle montagne, l´arredo urbano che viene giudicato dagli autori dello studio «un punto di forza».
L´idea è quella di creare un «centro commerciale a cielo aperto», inserito in un circuito provinciale con altri centri storici: «Si vuole realizzare un sistema integrato su tutto il territorio - ha proseguito l´assessore Mosaner - e quindi vendere un marchio che unisca al commercio le bellezze ambientali, paesaggistiche e climatiche di Riva. È un´offerta impareggiabile, fondata sul clima, il lago, la città e le attività commerciali che, in futuro, potrà essere abbinata ad iniziative culturali e sociali». Il punto di maggiore criticità del centro, anzi per alcuni il problema dei problemi, è quello dei parcheggi: «Credo però - ha osservato il neopresidente dell´Unione Franco Gamba - che con la creazione del parcheggio Monte Oro e quello all´area Pilati dovremmo essere sulla buona strada». Un pensiero un tantino differente da quanto pensano i cosiddetti «opinion leaders», i soggetti che vivono il centro storico e che sono stati intervistati dagli autori dello studio. Per loro accessibilità al centro e carenza di parcheggi sono «il problema». «Ne mancano diverse centinaia - recita lo studio - e le soluzioni prospettate dall´amministrazione appaiono precarie, temporanee e con un certo numero di posti auto già preattribuiti ai residenti. Il giudizio sugli sviluppi futuri è appena sufficiente».
P.L.

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