17 marzo 2005 -11-
CronacaRiva (pag.37)
Le possibilità sono due: o la progettata piazza sul
Le possibilità sono due: o la
progettata piazza sul piazzale Pilati (sopra il futuro interrato) verrà
ridimensionata e non di poco per lasciar posto alle macchine, replicando più o
meno la situazione attuale; o si andrà ad incidere sul patrimonio di posti auto
dello stesso interrato (440 quelli da progetto) e bisognerà ritoccare il
contratto stipulato a suo tempo con Apm. Molte altre strade non ce ne sono per
adempiere agli obblighi di legge conseguenti alla prospettata realizzazione di
un edificio di tre piani sul sedime del Pilati di fronte a viale Roma, così come
indicato a chiare lettere l´altra sera dal consiglio comunale. Consiglio che con
14 voti favorevoli, 2 contrari (Vescovi e Frizzi) e 5 astenuti (Verdi-Progetto
Democratico, Comunisti Italiani e Modena di Forza Italia) ha approvato la
mozione presentata dal gruppo di Riva Domani che invita al sindaco a dare
precise indicazioni all´Apm affinché in fase di realizzazione dell´interrato si
predisponga la struttura portante «atta a sopportare il carico di un futuro
edificio comunale di tre piani», obiettivo già cassato dal consiglio comunale
dieci anni or sono. Ottomila metri cubi circa, 800 metri quadrati per piano con
la possibilità di un fronte commerciale su viale Roma (previsto dal vecchio Puc
e scartato dal nuovo prg) per soddisfare il fabbisogno di circa 2.400 metri
quadrati da destinare ad uffici comunali e comunque pubblici. Lì, come aveva
indicato a suo tempo l´ex assessore al bilancio e patrimonio Enzo Bassetti,
dovrebbero trovare posto l´ufficio delle entrate e altri uffici pubblici oggi
dislocati a Palazzo Scaligero. «Questo - osservano nella mozione i proponenti di
Riva Domani, in primis Giancarlo Tonelli - permetterebbe un notevole risparmio
economico alle collettività, evitando di mettersi sul mercato ad un costo di
acquisto odierno di 3.000 euro al metro quadro, rispetto ad un costo di
costruzione che è la metà esatta».
Si pone un problema però, come faceva
osservare ieri il vicesindaco e assessore all´urbanistica Adalberto Mosaner. Che
sia commerciale, uffici pubblici o residenziale, o tutto assieme, il nuovo
edificio deve avere un numero di parcheggi pertinenziali che non è che può
andare a trovarli all´Inviolata o all´area Cattoi. Lì devono essere e devono
contemplare anche gli spazi di manovra. E siccome in futuro viale Roma dovrà
diventare pedonale, dalla prima parte di viale Pilati i parcheggi scompariranno
per le rampe di accesso all´interrato, le possibilità sono quelle citate sopra:
auto in superficie a parte i giorni di mercato e addio alla piazza, o si incide
sul numero dei posti auto dei tre piani interrati. Parcheggi pertinenziali che
peraltro non possono essere a pagamento. E allora i conti dell´Apm "sballano",
il contratto va rivisto, si apre la prospettiva di aumentare il costo dei posti
auto a rotazione o far lievitare quello dei parcheggi dati in affitto. Perché in
qualche maniera i conti devono tornare.
Problemi che si porranno alla nuova
amministrazione. Intanto la mozione di Riva Domani ottiene il via libera del
consiglio. «Intuizioni ed esigenze giustissime» le definisce il sindaco Paolo
Matteotti. «Sono assolutamente concorde» gli fa eco il fratello Pietro secondo
il quale però il «centrosinistra non avrà il coraggio di tramutare in realtà
questo impegno». Il documento passa coi voti di Margherita, Ds, Riva Domani,
Riva al Centro e Uniti per Riva. Della maggioranza si astengono Verdi-Progetto
Democratico e Comunisti Italiani. E il commento del giorno dopo del capogruppo
della Margherita Salvador Valandro è caustico: «Si è trattato solo di una
ripicca. Ma così si rischia di alimentare le contrarietà verso i
cespugli».
P.L.
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