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19 novembre 2005 -20-

last modified 2007-06-08 13:50

CronacaRiva (pag.38)

Il muro c´è, ma non ferma l´autosilo
Non si tratta
di una cinta

PIETRE SENZA VELI. Il muro messo in luce durante
gli scavi nel cantiere dell´autosilo in via Pilati

Di BEPPE BONURA
Nel cantiere dell´autosilo di via Pilati l´antico muro c´è e si vede. Ma non si tratta di «mura» di cinta e quindi la scoperta archeologica non dovrebbe fermare i lavori. Morale: si farà una pianta dettagliata del sito, i reperti trovati verranno fotografati e classificati, e i migliori prenderanno la strada dei Musei trentini, a cominciare proprio da quello di Riva. A quel punto i muri potranno essere tranquillamente abbattuti per fare posto ai piani del parcheggio. «A meno che sotto non si trovi il Foro romano di Riva o un tempio completo di maestose colonne. Ma questa ipotesi, dalle prime risultanze, mi pare assai improbabile», commenta il sindaco di Riva, Claudio Molinari, che ieri è tornato in via Pilati con il presidente di Apm, Riccardo Lucatti, per spiegare, assieme all´archeologa della Soprintendenza Cristina Bassi, cosa effettivamente stia emergendo dalla campagna di scavi. Per il momento si sta lavorando nella zona direttamente affacciata in via Pilati.
«Il manufatto in pietra portato alla luce nell´area a sud est è un muro perimetrale lungo una ventina di metri. Potrebbe essere stato eretto per delimitare un quartiere oppure un grande edificio», hanno spiegato la dottoressa Bassi e il dottor Nicola Cappellozza della Sap di Mantova, la società specializzata in archeoscavi che sta fornendo supporto tecnico alla Soprintendenza. Cosa sia esattamente il muro e quale la sua età (lo spettro temporale del sito va dall´epoca romana all´Alto Medioevo), lo si saprà più avanti, visto che per il momento si sta operando ad una quota relativamente superficiale. Intanto sono già affiorati altri muri, che delimitano locali più o meno ampi, e l´inizio di un perimetrale di un certo spessore, destinato presumibilmente a proseguire sul bordo sinistro della superficie di cantiere. Ancora, sono emersi resti di pavimentazione, una copertura di condotta fognaria e frammenti di vasellame.
«Procediamo a lotti - spiega la dottoressa Bassi - e lavoreremo ad oltranza, rafforzando nelle prossime settimane le squadre di lavoro. Per i mesi più freddi, verranno realizzate coperture provvisorie per riparare i reperti».
L´obiettivo è quindi quello di intralciare il meno possibile il cantiere dell´autosilo, che si conta di ultimare come da programma nell´arco di 18 mesi.
L´inizio degli scavi archeologici ha anche cominciato a fornire interessanti notizie di tipo geologico. In un´area definita «antropizzata» (uno spazio agricolo) sono visibili tracce alluvionali del Sarca e/o del Varone, che presentano la caratteristica sabbia gialla. Ma c´è anche il segno, più scuro, del torrente Albola. «Sapevamo che questa archeologicamente era una "zona rossa" e ben prima di iniziare i lavori erano stati fatti sondaggi e prospezioni. Qui vicino è stata trovata una sepoltura del I secolo d.C. ora conservata nel nostro Museo. Ci aspettiamo quindi interessanti testimonianze sulla Riva romana, come già sta accadendo a San Cassiano», conclude il sindaco Molinari, che dall´operazione Pilati si attende quindi una soluzione al problema dei parcheggi in città e altri reperti per il Museo cittadino. Due piccioni con una fava.

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