19 novembre 2005 -20-
CronacaRiva (pag.38)
Il muro c´è, ma non ferma l´autosilo
Non si tratta
di una cinta
Di BEPPE BONURA
Nel
cantiere dell´autosilo di via Pilati l´antico muro c´è e si vede. Ma
non si tratta di «mura» di cinta e quindi la scoperta archeologica non
dovrebbe fermare i lavori. Morale: si farà una pianta dettagliata del
sito, i reperti trovati verranno fotografati e classificati, e i
migliori prenderanno la strada dei Musei trentini, a cominciare proprio
da quello di Riva. A quel punto i muri potranno essere tranquillamente
abbattuti per fare posto ai piani del parcheggio. «A meno che sotto non
si trovi il Foro romano di Riva o un tempio completo di maestose
colonne. Ma questa ipotesi, dalle prime risultanze, mi pare assai
improbabile», commenta il sindaco di Riva, Claudio Molinari, che ieri è
tornato in via Pilati con il presidente di Apm, Riccardo Lucatti, per
spiegare, assieme all´archeologa della Soprintendenza Cristina Bassi,
cosa effettivamente stia emergendo dalla campagna di scavi. Per il
momento si sta lavorando nella zona direttamente affacciata in via
Pilati.
«Il manufatto in pietra portato alla luce nell´area a sud
est è un muro perimetrale lungo una ventina di metri. Potrebbe essere
stato eretto per delimitare un quartiere oppure un grande edificio»,
hanno spiegato la dottoressa Bassi e il dottor Nicola Cappellozza della
Sap di Mantova, la società specializzata in archeoscavi che sta
fornendo supporto tecnico alla Soprintendenza. Cosa sia esattamente il
muro e quale la sua età (lo spettro temporale del sito va dall´epoca
romana all´Alto Medioevo), lo si saprà più avanti, visto che per il
momento si sta operando ad una quota relativamente superficiale.
Intanto sono già affiorati altri muri, che delimitano locali più o meno
ampi, e l´inizio di un perimetrale di un certo spessore, destinato
presumibilmente a proseguire sul bordo sinistro della superficie di
cantiere. Ancora, sono emersi resti di pavimentazione, una copertura di
condotta fognaria e frammenti di vasellame.
«Procediamo a lotti -
spiega la dottoressa Bassi - e lavoreremo ad oltranza, rafforzando
nelle prossime settimane le squadre di lavoro. Per i mesi più freddi,
verranno realizzate coperture provvisorie per riparare i reperti».
L´obiettivo
è quindi quello di intralciare il meno possibile il cantiere
dell´autosilo, che si conta di ultimare come da programma nell´arco di
18 mesi.
L´inizio degli scavi archeologici ha anche cominciato a
fornire interessanti notizie di tipo geologico. In un´area definita
«antropizzata» (uno spazio agricolo) sono visibili tracce alluvionali
del Sarca e/o del Varone, che presentano la caratteristica sabbia
gialla. Ma c´è anche il segno, più scuro, del torrente Albola.
«Sapevamo che questa archeologicamente era una "zona rossa" e ben prima
di iniziare i lavori erano stati fatti sondaggi e prospezioni. Qui
vicino è stata trovata una sepoltura del I secolo d.C. ora conservata
nel nostro Museo. Ci aspettiamo quindi interessanti testimonianze sulla
Riva romana, come già sta accadendo a San Cassiano», conclude il
sindaco Molinari, che dall´operazione Pilati si attende quindi una
soluzione al problema dei parcheggi in città e altri reperti per il
Museo cittadino. Due piccioni con una fava.

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