29 settembre 2004
Riva (pag.36)
L´ombra del Tar sul parcheggio
Pilati
«Debiasi» fuori dall´appalto
Si valuta l´ipotesi
ricorso
C´è un´ulteriore ombra che si allunga
minacciosamente sulla già delicata questione del parcheggio Pilati e sulla gara
d´appalto per quest´opera da quasi 10 milioni di euro e 440 posti macchina
interrati nel cuore della città.
Gli approfondimenti effettuati in queste
settimane dalla commissione che esamina le offerte pervenute sei mesi or sono
hanno portato all´esclusione della ditta «Debiasi Costruzioni» di Riva che aveva
presentato un´offerta con un ribasso a base d´asta del 23,63%. Offerta anomala,
così come lo era stata quella della «Valcantieri spa» di Sondrio (ribasso del
27,84%) già esclusa dalla gara. O quella della «Mattioli spa» di Padova, terzo
ed ultima delle aziende che avevano presentato offerte giudicate per legge
«anomale» perché con un ribasso che eccede la soglia. L´esame delle offerte è
ormai agli sgoccioli e la partita è tutta tra la terza ed ultima delle «anomale»
(la Mattioli spa di Padova) e la prima delle «non anomale» (la Tordivalle
Costruzioni) alla quale andrebbe l´appalto nel caso di esclusione anche della
Mattioli. Questione di giorni se non di ore, assicurano i bene informati. E poi
quantomeno il nome della ditta che dovrebbe effettuare i lavori del Pilati sarà
una realtà.
Esclusa dalla partita la «Debiasi Costruzioni» sta però valutando
in questi giorni l´ipotesi di ricorrere al Tar contro la decisione della
commissione esaminatrice. Una prospettiva poco incoraggiante che potrà
eventualmente concretizzarsi nel momento in cui verrà ufficializzato il
risultato della gara d´appalto. O in alternativa naufragare nel nulla, restare
solo un intento senza seguito. Sino ad allora, almeno teoricamente, l´azienda in
questione non dovrebbe nemmeno sapere nulla dell´esito della sua proposta. La
voce di un ricorso gira insistentemente in questi ultimi giorni in città. E
ovviamente non fa piacere. Il perchè è facilmente spiegabile. Un ricorso al Tar
allungherebbe ulteriormente i tempi di esecuzione dei lavori, lasciando comunque
sospesa una spada di Damocle che rischierebbe di bloccare la macchina operativa
chissà per quanto tempo. Quest´ombra minacciosa si aggiunge poi a quella sulla
tempistica dei lavori (e quindi anche dei disagi in termini di viabilità
cittadina e di parcheggi) che potrà essere definita solo nel momento in cui
verrà firmato il contratto con la ditta vincitrice. In quel momento si aprirà
concretamente anche la partita con l´ufficio Beni Archeologici della Provincia
che dovrà effettuare l´intervento di verifica e recupero dei reperti
archeologici che si trovano ad una profondità che oscilla tra i 120 e i 160
centimetri, sul lato del panificio Vivaldelli. Abbinare uno e l´altro intervento
non è cosa semplice. Così come non è semplice sapere oggi, senza aver prima
asportato i primi 90 centimetri di asfalto e terra, a quali ritrovamenti ci si
troverà difronte, quale sarà il loro valore, quanto tempo sarà necessario per
bonificare l´intera area. Su una cosa però l´ufficio Beni Archeologici è stato
abbastanza chiaro: per il tipo di lavoro da effettuare, è difficile se non
impossibile lavorare nel periodo che va da dicembre a febbraio. E anche questo
rischia di allungare ulteriormente i tempi.
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