15 febbraio 2005 -5-
CronacaRiva (pag.37)
Entro la fine di marzo o al più la prima decade di
Entro la fine di marzo o al più la
prima decade di aprile partiranno ufficialmente i lavori del primo nuovo
insediamento abitativo targato Itea all´Alboletta, 48 alloggi che ad una media
di 3 persone per alloggio significano 144 residenti in più nella zona. Nelle
settimane scorse l´Itea ha provveduto ad appaltare l´opera: trenta le ditte
invitate, 19 quelle che hanno presentato un´offerta in tempo utile, 6 quelle
escluse per anomalia della stessa offerta. Alla fine ad aggiudicarsi i lavori è
stata la «Ati», composta dall´impresa capogruppo Costruzioni Grassi snc di
Storo, Impresa Salvadori Costruzioni di Lodrone, Costruzioni Ferrari di Baitoni
e Gr Elettricità di Darzo. Sulla base d´asta di 5 milioni 348 mila euro,
l´impresa in questione ha presentato un ribasso del 17,79% aggiudicandosi i
lavori per un importo contrattuale complessivo di 4.428.594,32 euro. Due anni i
tempi previsti per l´ultimazione dell´opera che quindi dovrebbe essere conclusa
entro la primavera del 2007. Proprio in questi giorni Itea e impresa
aggiudicataria stanno procedendo alla verifica delle ultime carte per la firma
del contratto che dovrebbe avvenire a giorni: da quel momento l´impresa che ha
vinto l´appalto avrà 45 giorni di tempo al massimo per avviare il
cantiere.
Intanto però su questo intervento ma soprattutto su quelli futuri
previsti sempre nella zona (alla fine il nuovo insediamento abitativo avrà
un´offerta di 150 alloggi) arriva una dura critica da parte dell´associazione
ambientalista «Amici della Terra dell´Alto Garda e Ledro» che prima di tutto
ribadisce «la netta contrarietà a questo intervento, già più volte espressa
soprattutto considerando che questa zona rimane uno dei pochissimi polmoni verdi
a ridosso del centro cittadino e che tale urbanizzazione tra l´altro interessa,
stravolgendone antichi equilibri, un pregevole esempio di aggregato urbano di
origine medioevale quale rappresentato dall´Alboletta».
Ma se quel che è
fatto è fatto e tornare indietro su questo primo intervento è oggettivamente
impossibile, gli Amici della Terra concentrano la loro attenzione su quel che
verrà nei prossimi anni. Ed esprimono la loro preoccupazione «per il futuro
dell´intera area ancora non interessata da progetti esecutivi, ovvero la parte
meridionale dell´area a ridosso del torrente Albola, che il vigente piano
regolatore destina in parte alla costruzione del prolungamento della cosiddetta
bretella Comai da viale Trento alla strada provinciale 118 di S. Giorgio, in
parte ancora a edilizia pubblica.
«La prosecuzione della cosiddetta bretella
Comai bis - incalza l´associazione ambientalista - attualmente in costruzione
tra viale dei Tigli e viale Trento all´altezza dell´Hotel Astoria,
rappresenterebbe, di fatto, un doppione dell´attuale strada pedemontana dal
Brione a via Grez, in via di completamento con l´ultimo tratto da via Zandonai a
viale Trento. Tale collegamento, una volta terminato, permetterebbe infatti di
evitare il centro cittadino per chi arriva da Torbole e sia diretto a nord, e
viceversa, e questo a poche centinaia di metri a nord dalle previste Comai tris
(da viale Trento a via Grez) e Comai quater (da via Grez alla S.P. 118). Senza
considerare il notevole danno ambientale prodotto, cioè la distruzione dell´area
Zadra subito a nord del torrente Albola, attualmente una vera oasi
naturalistica, e le pregiate campagne del tratto successivo tra via Grez e la SP
118 di S. Giorgio».
A questo proposito gli Amici della Terra ricordano che il
documento conclusivo di "Agenda 21" di Riva (marzo 2004) tra le altre cose
recita: «Alcune strade peraltro previste nel vigente PUT, quali la prosecuzione
della cosiddetta Comai (Comai ter e quater, da viale Trento a via Grez alla
provinciale di S. Giorgio), andrebbero riviste nell´ottica del nuovo Piano,
tornando ad analizzare la loro efficacia a fronte dell´impatto potenzialmente
arrecabile e all´offerta di infrastrutture opposta da altre strade in fase di
realizzazione (vedi la circonvallazione ovest) o in fase di completamento (la
pedemontana dal Brione a viale Trento)». Il tutto, incalza l´associazione
ambientalista, considerando che il Comune di Riva del Garda ha già due primati
in tutto il Trentino: la percentuale di superficie edificata (il 53%) e il
rapporto tra abitazioni Itea e residenti.
Gli Amici della Terra chiedono
quindi alla giunta e al consiglio comunale «di adottare una opportuna variante
urbanistica al fine di salvaguardare ciò che resta dell´area Zadra,
restituendola agli attuali scopi agricoli o, in alternativa, destinandola a
parco pubblico; del quale già ora, ed a maggior ragione nella prospettiva dei
prossimi consistenti insediamenti umani nella zona, si avverte drammaticamente
la mancanza». E chiedono infine «ai partiti e liste civiche, che si stanno
preparando per le prossime elezioni, di predisporre la salvaguardia dell´area
Zadra quale punto qualificante nei loro programmi elettorali».
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