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15 febbraio 2005 -5-

last modified 2007-06-08 13:47

CronacaRiva (pag.37)

Entro la fine di marzo o al più la prima decade di

Entro la fine di marzo o al più la prima decade di aprile partiranno ufficialmente i lavori del primo nuovo insediamento abitativo targato Itea all´Alboletta, 48 alloggi che ad una media di 3 persone per alloggio significano 144 residenti in più nella zona. Nelle settimane scorse l´Itea ha provveduto ad appaltare l´opera: trenta le ditte invitate, 19 quelle che hanno presentato un´offerta in tempo utile, 6 quelle escluse per anomalia della stessa offerta. Alla fine ad aggiudicarsi i lavori è stata la «Ati», composta dall´impresa capogruppo Costruzioni Grassi snc di Storo, Impresa Salvadori Costruzioni di Lodrone, Costruzioni Ferrari di Baitoni e Gr Elettricità di Darzo. Sulla base d´asta di 5 milioni 348 mila euro, l´impresa in questione ha presentato un ribasso del 17,79% aggiudicandosi i lavori per un importo contrattuale complessivo di 4.428.594,32 euro. Due anni i tempi previsti per l´ultimazione dell´opera che quindi dovrebbe essere conclusa entro la primavera del 2007. Proprio in questi giorni Itea e impresa aggiudicataria stanno procedendo alla verifica delle ultime carte per la firma del contratto che dovrebbe avvenire a giorni: da quel momento l´impresa che ha vinto l´appalto avrà 45 giorni di tempo al massimo per avviare il cantiere.
Intanto però su questo intervento ma soprattutto su quelli futuri previsti sempre nella zona (alla fine il nuovo insediamento abitativo avrà un´offerta di 150 alloggi) arriva una dura critica da parte dell´associazione ambientalista «Amici della Terra dell´Alto Garda e Ledro» che prima di tutto ribadisce «la netta contrarietà a questo intervento, già più volte espressa soprattutto considerando che questa zona rimane uno dei pochissimi polmoni verdi a ridosso del centro cittadino e che tale urbanizzazione tra l´altro interessa, stravolgendone antichi equilibri, un pregevole esempio di aggregato urbano di origine medioevale quale rappresentato dall´Alboletta».
Ma se quel che è fatto è fatto e tornare indietro su questo primo intervento è oggettivamente impossibile, gli Amici della Terra concentrano la loro attenzione su quel che verrà nei prossimi anni. Ed esprimono la loro preoccupazione «per il futuro dell´intera area ancora non interessata da progetti esecutivi, ovvero la parte meridionale dell´area a ridosso del torrente Albola, che il vigente piano regolatore destina in parte alla costruzione del prolungamento della cosiddetta bretella Comai da viale Trento alla strada provinciale 118 di S. Giorgio, in parte ancora a edilizia pubblica.
«La prosecuzione della cosiddetta bretella Comai bis - incalza l´associazione ambientalista - attualmente in costruzione tra viale dei Tigli e viale Trento all´altezza dell´Hotel Astoria, rappresenterebbe, di fatto, un doppione dell´attuale strada pedemontana dal Brione a via Grez, in via di completamento con l´ultimo tratto da via Zandonai a viale Trento. Tale collegamento, una volta terminato, permetterebbe infatti di evitare il centro cittadino per chi arriva da Torbole e sia diretto a nord, e viceversa, e questo a poche centinaia di metri a nord dalle previste Comai tris (da viale Trento a via Grez) e Comai quater (da via Grez alla S.P. 118). Senza considerare il notevole danno ambientale prodotto, cioè la distruzione dell´area Zadra subito a nord del torrente Albola, attualmente una vera oasi naturalistica, e le pregiate campagne del tratto successivo tra via Grez e la SP 118 di S. Giorgio».
A questo proposito gli Amici della Terra ricordano che il documento conclusivo di "Agenda 21" di Riva (marzo 2004) tra le altre cose recita: «Alcune strade peraltro previste nel vigente PUT, quali la prosecuzione della cosiddetta Comai (Comai ter e quater, da viale Trento a via Grez alla provinciale di S. Giorgio), andrebbero riviste nell´ottica del nuovo Piano, tornando ad analizzare la loro efficacia a fronte dell´impatto potenzialmente arrecabile e all´offerta di infrastrutture opposta da altre strade in fase di realizzazione (vedi la circonvallazione ovest) o in fase di completamento (la pedemontana dal Brione a viale Trento)». Il tutto, incalza l´associazione ambientalista, considerando che il Comune di Riva del Garda ha già due primati in tutto il Trentino: la percentuale di superficie edificata (il 53%) e il rapporto tra abitazioni Itea e residenti.
Gli Amici della Terra chiedono quindi alla giunta e al consiglio comunale «di adottare una opportuna variante urbanistica al fine di salvaguardare ciò che resta dell´area Zadra, restituendola agli attuali scopi agricoli o, in alternativa, destinandola a parco pubblico; del quale già ora, ed a maggior ragione nella prospettiva dei prossimi consistenti insediamenti umani nella zona, si avverte drammaticamente la mancanza». E chiedono infine «ai partiti e liste civiche, che si stanno preparando per le prossime elezioni, di predisporre la salvaguardia dell´area Zadra quale punto qualificante nei loro programmi elettorali».

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